Psicoanalisi e arte, un legame oltre l'inconscio

07 novembre, 2020
Quando parliamo di psicoanalisi e arte, facciamo riferimento a due discipline in apparenza diverse, ma sostanzialmente correlate. Perché la psicoanalisi ha da sempre un rapporto privilegiato con l'espressione artistica?

La terapia psicoanalitica è da sempre collegata all’arte, sin dai suoi esordi. Possiamo quindi parlare di psicoanalisi e arte come di due discipline strettamente correlate.

Sigmund Freud è il fondatore della psicoanalisi, ovvero filosofia, pratica terapeutica e ricerca che concentra la sua attenzione all’intervento sull’essere umano, soprattutto gli aspetti inconsci. Freud menzionò l’arte in diverse occasioni, considerandola persino una forma espressiva capace di liberare l’angoscia.

Il legame tra inconscio e arte è ormai ampiamente riconosciuto. Vi proponiamo di accompagnarci in questo viaggio affascinante.

“La funzione dell’arte nella società è edificare; ricostruiamo quando esiste un pericolo di crollo.”

– Sigmund Freud –

Psicoanalisi e arte ai tempi di Freud

Freud aveva un legame molto speciale con l’arte. Dedicava molte ore a visitare i musei, apprezzava e si sentiva attratto da numerose espressioni artistiche e collezionava sculture. In alcune lettere confessò la sua ammirazione per alcuni scrittori, tra cui Cervantes.

Dal suo apprezzamento per le opere letterarie e mitologiche nacquero alcune sue analisi che troviamo raccolte nei suoi saggi. Ne sono un esempio Il complesso di Edipo, Il poeta e la fantasia, Dostoevskij e il parricidio, Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci.

Freud ci ha lasciato un’importante eredità, nonché la prova del legame tra psicoanalisi e arte. Vediamo i suoi principali contributi:

  • Discussioni sull’origine dell’arte, dei miti e della cultura.
  • Analisi sulla relazione tra creatore e opera d’arte.
  • Effetto dell’opera d’arte sullo spettatore.
  • Intento dell’artista.
  • Concetto di sublimazione.
Volto di Freud su banconota austriaca.

Freud si immerse a tal punto nell’arte da esserne profondamente condizionato. Definì l’artista come colui che ha trovato la via di ritorno alla realtà. Ma anche come chi possiede la straordinaria capacità di dare forma alla materia fino a renderla copia fedele della rappresentazione delle fantasie.

Vedeva dunque l’artista come un individuo capace di trasformare gli istinti in realtà attraverso l’arte. Capace di indirizzare i propri impulsi verso qualcosa di estetico, ovvero di socialmente accettabile.

D’altra parte, Freud suggeriva una stretta somiglianza tra artista e analista. Entrambi lavorano sulla stessa materia, ma in modo diverso: lo psicanalista attraverso l’analisi e l’artista mediante le sue opere.

Dall’angoscia alla creatività

Grazie al suo interesse per il mondo dell’arte, Freud arrivò a definire il concetto di sublimazione. Si tratta di un meccanismo di difesa che permette di portare l’oggetto sessuale verso una meta più elevata e a maggiore valore sociale.

In altre parole, l’arte sarebbe un modo per indirizzare i nostri impulsi attraverso un veicolo socialmente accettato. A partire da questo, gli eredi di Freud hanno continuato a sottolineare questa trasformazione delle nostre pulsioni e dei nostri meccanismi inconsci.

Vari psicoanalisti, di fatto, cominciarono a considerare l’arte come una specie di veicolo che facilita la mobilitazione, in questo caso dell’angoscia. Un modo per trasformare il dolore.

In seguito venne stabilito che l’arte è anche un mezzo per organizzare il vuoto. Gli impulsi sono il vuoto e l’arte è un contenitore. In altre parole, con l’arte trasformiamo ansia, impulsi e altri meccanismi inconsci.

Rendiamo, in questo modo, ciò che portiamo dentro in qualcosa di più digeribile ai nostri occhi e a quelli degli altri. Incanaliamo quello che proviamo e lo trasformiamo in prodotto artistico.

Terapia psicoanalitica e arte

Secondo la psicoanalisi, l’arte può essere un valido aiuto nei disturbi mentali, perché tramite essa l’individuo getta i primi legami con il proprio Io e inizia a chiarire cosa succede dentro di sé.

Allo stesso tempo, l’espressione creativa viene vista come forma di sollievo, come alcol capace di pulire le ferite. Un aiuto terapeutico di inestimabile valore proprio per l’assenza di restrizioni. Attualmente sono numerosi gli psicoanalisti che utilizzano l’arte come strumento in terapia.

Psicoanalisi e arte: pennello e tela.

Psicoanalisi e arte

Sono diversi gli psicoanalisti che si sono avvicinati al mondo dell’arte. Per citarne alcuni:

  • Otto Rank: vede l’arte come modo per superare le angosce.
  • Donald Winnicott: l’arte è un mezzo che aiuta a dare o trovare il significato di ciò che facciamo.
  • Melanie Klein: l’espressione artistica come strumento per riorganizzare la struttura della mente.
  • Wilfred Bion: l’arte come modo per contenere l’angoscia.
  • Jacques Lacan: uno strumento per organizzare e calmare il vuoto che avvertiamo, un mezzo di comunicazione in grado di connettersi in modo diretto all’inconscio.

Psicoanalisi e sono due sfere intimamente collegate. Entrambe afferenti all’essere umano, possono attingere alla parte più profonda. Una tela bianca per capire e integrare la sofferenza nella propria storia personale.

“Esiste una via per tornare dal mondo della fantasia alla realtà, si chiama arte.”

– Freud –

  • Bayro-Corrochano, F. (2012). Reinventamos un niño a través de la forma tridimencional: Roberto con la Gorra. Revista Ces Psicología 5 (1), pp. 102-111.
  • Castro, M.A (2015). Psicosis, psicoanálisis y arte.
  • Freud, S. (1982). Saggi sull arte, la letteratura e il linguaggio (4a ed.). Torino: Boringhieri.