Psicofarmaci o terapia psicologica? Scoprite cosa è meglio!

· 3 luglio 2017

Quali sono in generale i passaggi da seguire quando andiamo dal medico perché stiamo male emotivamente? In genere o vi prescrive degli psicofarmaci o vi manda dallo psichiatra. Però non dallo psicologo, anche se lo chiedete voi stessi… Le pastiglie sono forse più efficaci della terapia psicologica?

Si ricorre alla soluzione più facile, basta prendere una pastiglia e i problemi spariscono…Tuttavia, la realtà è ben diversa. I problemi si ripresentano quando smettete di prendere queste medicine…O le prenderete per tutta la vita? Allora, quale sarebbe la soluzione migliore? Continuate a leggere e scoprite perché è meglio il trattamento con uno psicologo cognitivo-comportamentale o perché, in qualsiasi caso, la terapia può essere il miglior complemento ad un primo trattamento farmacologico.

“La psicologia, a differenza della chimica, l’algebra o la letteratura, è un manuale per la mente. È una guida per la vita”

-Daniel Goldstein-

I problemi con gli psicofarmaci

Il fine di questo articolo non è porre per sempre fine all’uso degli psicofarmaci. La realtà è che in alcuni casi sono necessari ed è corretto assumerli. Il punto è che c’è una tendenza esagerata nel prescriverli, come accennato anteriormente.

Gli effetti secondari di questo tipo di medicinali sono conosciuti dai professionisti sanitari, sia quelli a corto che medio e lungo raggio. Tuttavia, non è questo l’unico problema: gli psicofarmaci hanno una dubbia efficacia nel trattamento di alcuni disturbi psicologici e si prescrivono solo perché nel breve termine sono la soluzione più economica per un sistema sanitario saturo fino al collasso a causa della mancanza di professionisti.

Inoltre, il loro costo economico a lungo termine è molto elevato, poiché alleviano molti sintomi ma, al tempo stesso, non agendo sulla causa, rendono cronici molti disturbi. Come è possibile osservare, hanno pochi pro e molti contro. Allora, perché si usano così tanto? Da un lato, ci sono gli interessi economici dell’industria farmaceutica. Dall’altro, sono i pazienti stessi a volersi liberare del proprio malessere grazie ad una semplice pasticca, in modo che non richieda alcuno sforzo da parte loro.

Perché è meglio la terapia psicologica cognitivo-comportamentale?

Allora, perché è negativo questo voler risolvere il problema in modo rapido e “indolore”? Perché non risolve davvero il problema di cui si soffre. Ci spieghiamo meglio. Gli psicofarmaci vi aiuteranno a ridurre l’ansia o a migliorare lo stato d’animo nel momento in cui li prendete, nel migliore dei casi.

E dopo? Che succederà quando smetterete di assumere le pasticche? Sicuramente quel malessere emotivo riemergerà. Perché? Perché non avete saputo acquisire strategie per gestirlo senza servirvi di una pasticca. La prima cosa da chiarire è che nella vita ci scontreremo con situazioni in cui è normale stare male però, se non impariamo a controllare quelle emozioni negative, queste potrebbero perdere la loro natura passeggera e diventare stabili nelle nostre vite.

I migliori anni della tua vita sono quelli in cui decidi che i tuoi problemi sono soltanto tuoi. Non dai la colpa a tua madre, al mondo o allo stato. Finalmente realizzi che hai il controllo del tuo destino.

-Albert Ellis-

Il problema è proprio lì. Le medicine possono placare i vostri problemi di depressione o ansia, però è solo tramite una valida terapia psicologica che otterrete gli strumenti per controllare da soli queste emozioni negative. Strumenti che potrete continuare ad usare anche quando avrete portato a termine la terapia.

Quali sono i benefici della terapia psicologica rispetto agli psicofarmaci?

A parte fornirvi strategie di gestione emotiva utili per tutta la vita, la terapia non ha né i rischi per la salute né gli effetti collaterali negativi degli psicofarmaci. Inoltre, è un’alternativa più abbordabile in termini economici. Ma non solo: presenta maggiori vantaggi.

Per esempio, la risposta al trattamento psicologico è maggiore che al trattamento farmacologico. Il tasso di recupero è più elevato e diminuisce considerevolmente il rischio di ricadute. Questo fa sì, a sua volta, che i disturbi non diventino cronici.

Ora pensate ad una cosa: ha più valore la via facile o quella che richiede uno sforzo da parte nostra? Sicuramente la seconda. Quando ciò che otteniamo è il prodotto diretto del nostro lavoro, ci sentiamo meglio. Appaiano emozioni come l’allegria e ci sentiamo realizzati. In questo modo, con la terapia psicologica non solo otterremo gli strumenti per gestire le nostre emozioni negative, ma potremo anche potenziarne l’affetto positivo e la nostra autostima.

Per questo, la terapia cognitivo-comportamentale viene consigliata come trattamento migliore nella maggior parte dei disturbi psicologici. I medicinali sono necessari nei casi più gravi, ma  sempre accompagnati da un trattamento psicologico. Quindi, è meglio ricorrere allo psicologo adatto.

Immagini per gentile concessione di Freestock.org, Drew Hays e Breather