Psicologia criminale e indagini

28 luglio, 2020
Di solito pensiamo allo psicologo come quella figura a cui rivolgersi per risolvere conflitti di natura mentale, eppure la psicologia criminale è una branca diversa e appassionante.
 

Quando parliamo di psicologia applicata alla criminologia investigativa, in realtà stiamo parlando di varie discipline che insieme formano la cosiddetta psicologia criminale. Questa branca della psicologia contempla aree di interesse come la vittimologia, l’analisi della scena del crimine o la criminodinamica.

Questa scienza è composta da un’ampia gamma di procedimenti come l’autopsia psicologica, l’analisi del profilo, le indicazioni operative, ecc. Le aree di sviluppo della psicologia criminale sono tante, motivo per cui è ritenuta un importante strumento nell’indagine criminale.

Analisi della scena del crimine, del modus operandi e valutazioni psicologiche

Una delle tante funzioni dello psicologo criminale è quella di affiancare l’investigatore nei colloqui con le vittime, con i testimoni e con le persone sospettate di un delitto. Ciò allo scopo di valutare lo stato mentale dell’interrogato e i possibili fattori psicopatologici coinvolti.

Al tempo stesso, la psicologia applicata all’investigazione criminale contribuisce con un’analisi interpretativa della scena del crimine e del modus operandi o della firma del criminale. Quest’ultima fa riferimento allo schema comportamentale seguito dall’autore del crimine. Tiene conto anche della sua prevedibilità, poiché è un comportamento tendenzialmente mutevole se reiterato.

Gli psicologi criminali eseguono, inoltre, valutazioni di tipo psicologico ricostruttive o retrospettive. Queste valutazioni mescolano conoscenze di stampo forense con l’analisi clinica della salute mentale. La loro funzione principale è l’elaborazione di autopsie psicologiche e di analisi di decessi sospetti, particolarmente utili al fine di tracciare i profili criminali.

 
Poliziotto durante un interrogatorio.

Profilazione criminale

Quella della profilazione criminale è una tecnica che prova a prevedere il comportamento umano in relazione al delitto. Per esempio, l’analisi e l’interpretazione delle prove reperite sulla scena del crimine o del modus operandi permettono di tracciare la personalità del criminale o, cosa meno valida, a scartarne altre. Di solito la profilazione si divide in quattro fasi:

  • Fase 1. Quella in cui si ottengono informazioni; più è elevato il numero di informazioni, più completo sarà il profilo. Prende forma mediante testimonianze, indagini, informazioni raccolte dalla polizia, ecc. Si mettono insieme anche il rapporto forense, la causa del decesso, la presenza di lesioni pre e post mortem, rapporti sessuale e analisi tossicologica.
  • Fase 2. Ovvero quella in cui si categorizza un delitto, insieme a tutte le informazioni sul caso. Il delitto viene classificato sulla base delle linee guida poliziesche e delle indagini. Si tiene conto di variabili come il rischio per l’aggressore, la durata del delitto e i precedenti tentativi.
  • Fase 3. Si ricostruisce il delitto e si fanno le prime ipotesi su quanto avvenuto. In questa fase viene delineato il modus operandi, ecco che risulta importante anche la profilazione geografica. Gli elementi da analizzare in questa fase sono molti.
 

Per esempio, la selezione casuale o meno della vittima, il controllo esercitato su di essa, la messa in scena e il tipo di delitto (se premeditato o meno). Quest’ultimo dato apporta un’informazione decisiva per la profilazione del tipo di personalità.

  • Fase 4. È la fase in cui viene elaborato il profilo criminale. Deve includere aspetto fisico, provenienza, ambiente socioculturale in cui è cresciuto il soggetto. Il livello di istruzione o la posizione lavorativa, le abilità cognitive e fisiche.

Si procede quindi con il descrivere anche le abitudini del criminale e i suoi comportamenti pre e post delitto. In questa fase vengono finalmente date agli investigatori delle piste da seguire.

Psicologia criminale: la psicologia applicata all’indagine criminale

I profili criminali vengono delineati sulla base delle prove. Una tra le più significative, quando si presenta, è quella associata al tipo di lesioni post mortem compatibili con possibile tortura, sadismo o rituali. Si tiene particolare conto dei parametri geografici e del legame con altri casi.

Per completare questo lavoro, entrano in gioco complessi algoritmi, come quello dell’Università di Duke. Quest’ultima utilizza reti Bayesiane per il calcolo delle probabilità. Simili programmi offrono informazioni affidabili sulla profilazione, che lasciano poco spazio all’errore.

Psicologia criminale e ruolo dello psicologo

Psicologo criminale che scrive un report.
 

In linea di massima, l’immagine che abbiamo dello psicologo è quello del terapeuta. In altre parole, una persona alla quale ci si rivolge per cercare di risolvere un conflitto psicologico o quando si è in cerca di aiuto per sviluppare abilità che renderanno la vita più piacevole e, dunque, più felice.

Ma la psicologia criminale è un’altra branca della psicologia, diversa da quella clinica. La psicologia applicata all’indagine criminale è una delle sfaccettature più appassionanti della psicologia.

In essa i professionisti del settore possono mettere in pratica le proprie conoscenze per il bene comune e indiretto di molte persone. Una scienza ancora in evoluzione, che richiede competenze tecniche e anche parecchio intuito.