Psicologia della moda: il linguaggio dei vestiti

· 19 novembre 2018

Non è necessario essere un appassionato di moda per rendersi conto dell’importanza che ricopre nell’idea che gli altri hanno di noi. I vestiti rientrano in quel “bagaglio” di elementi attraverso cui ci presentiamo agli altri, ecco perché è possibile parlare di psicologia della moda. I vestiti che indossiamo ci permettono di proiettare l’immagine di noi che vogliamo mostrare alla società.

Anche senza farlo apposta, il modo in cui ci vestiamo racconta molto agli altri sulla nostra personalità. Quello che vogliamo trasmettere attraverso i nostri abiti a volte non corrisponde a quello che gli altri effettivamente leggono. In questo articolo vi parliamo della psicologia della moda.

Diversi studi scientifici e sondaggi psicologici hanno studiato l’impatto che la scelta del guardaroba ha sul modo in cui percepiamo e giudichiamo gli altri. I risultati sono stati sorprendenti.

“Ma ciò che in particolare rende attraente una persona, tanto fisicamente che mentalmente,dipende dalla moda del tempo.”
-Erich Fromm, L’arte di amare (1956) –

La moda non è solo per donne

La convinzione che le donne siano più consapevoli della moda rispetto agli uomini è molto diffusa. Eppure, gli studi dimostrano che gli uomini sono molto più condizionati dalla moda di quanto si pensi. Contrariamente alle convinzioni comuni, Solomon e Schopler (1982) hanno dimostrato come spesso gli uomini siano più influenzati delle donne rispetto al modo di vestire e all’importanza psicologica a questo attribuita.

In egual misura tra uomini e donne, le scelte legate alla moda possono incidere tanto sull’impressione che trasmettiamo agli altri quanto sul modo in cui gli altri si comportano con noi. La moda influisce in tutto, dal risultato di un evento sportivo fino al giudizio che un esaminatore può farsi su di noi e sulle nostre capacità lavorative durante un colloquio di lavoro.Uomo che prova un completo

In quest’ottica, è stato scoperto che indossare indumenti rossi durante un evento sportivo aumenta la probabilità di vincere. Un altro ha provato a verificare in che misura i vestiti di chi sostiene un colloquio di lavoro incidano sulla percezione che l’esaminatore può farsi sulle caratteristiche manageriali del candidato, soprattutto se si tratta di una donna.

La mascolinità dei vestiti è stata significativa per dimostrare le percezioni psicologiche prese in esame. Le candidate sono state percepite come più energiche e aggressive quando indossavano indumenti “mascolini”. Non solo, un vestiario mascolino permetteva loro di ottenere condizioni contrattuali più favorevoli.

Psicologia della moda: quello che i vestiti dicono di noi

L’abbigliamento non è sempre stato vario e influente come oggi. L’evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito nel corso dei secoli ha particolarmente accentuato questo aspetto.

Inizialmente l’obiettivo principale degli indumenti era mantenersi caldi e asciutti, oltre che proteggere dal sole o dalla polvere. Si trattava di una mera questione di sopravvivenza. Con il tempo, però, la moda ha iniziato ad assumere una valenza anche pratica per facilitarci nelle attività quotidiane (ne sono esempio le tasche dei pantaloni). Con il progredire della tecnologica, i vestiti hanno cominciato a perdere di importanza in termini di sopravvivenza e utilità.

Non ci aiutano più solo a sopravvivere e a facilitarci la vita di tutti i giorni. Per quanto la moda non abbia del tutto cessato la propria funzione pratica, ne ha guadagnate altre in ambiti differenti. Parliamo di quei casi in cui capi particolari possono arrivare a rappresentare veri e propri status symbol.

In molte società, lo stile rappresenta ricchezza e il gusto personale. George Taylor dimostrò proprio questo attraverso l’Indice Hemline (1926). Scoprì che un paese in fase recessiva adotta abitudini vestiarie austere. Le donne mostrano preferenza per i vestiti larghi, mentre in periodi di prosperità, si ha una tendenza contraria.

“È sempre assai facile essere buona se i tuoi vestiti sono alla moda”.
Lucy Montgomery, Anna dai Capelli Rossi (1908)-

Un secondo aspetto chiave espresso dal nostro modo di vestire è il risultato di migliaia di anni di sviluppo. Così come avviene per molti animali, il concetto di selezione di coppia nella psicologia evolutiva suggerisce che il nostro comportamento è orientato a trovare un partner e riprodurci.

La nostra abilità di scelta ci offre un’ulteriore arma: differenziarci, renderci più attraenti per la persona che scegliamo come partner. Tornando al mondo animale, prendiamo l’esempio del pavone che mostra la sua splendida ruota di piume quando cerca di conquistare una femmina.

Allo stesso modo, possiamo usare la moda per confonderci nella moltitudine e nascondere la nostra individualità; per esempio, vestendoci con un uniforme o adottando stili più o meno omogenei a un determinato ambiente. Quante volte indossiamo capi da abbigliamento simili o uguali agli altri?

Psicologia della moda donna su una staccionata

Le influenze culturali sulla psicologia della moda

Molti dei risultati raggiunti dagli studi nel campo della psicologia della moda dimostrano l’influenza dei valori culturali della società nella quale viviamo. Le differenze culturali sono molto importanti, infatti non tutte percepiscono le stesse qualità associate, per esempio, a un determinato colore.

Allo stesso tempo bisogna sottolineare che la scelta del nostro vestiario non è l’unico fattore valutativo a disposizione degli altri. Non conta solo il capo scelto, ma anche il modo in cui lo portiamo o lo adattiamo.

“La moda rappresenta due cose: l’evoluzione e tutto il suo contrario”.
-Karl Lagerfeld