Quanto dura l’innamoramento?

25 Gennaio 2020
Tutti ci siamo innamorati almeno una volta, e non c'è dubbio che si tratti di una sensazione incredibile, ma al tempo stesso causa di tormento. In questo articolo daremo una spiegazione di cosa accade quando ci innamoriamo, seguendo la linea condivisa dalla maggior parte degli studi pubblicati.

Sapete quanto dura l’innamoramento? Questo stato emotivo è caratterizzato da un sentimento di gioia, appagamento e soddisfazione, accompagnato dall’attrazione verso un’altra persona. Questa fase ci porta a un’alterazione dello stato di coscienza, che influenza il nostro organismo fino al punto da indurci a prendere decisioni errate.

L’attrazione sessuale costituisce la prima fase dell’innamoramento. Il desiderio dell’altro è determinato, tra le altre cose, dall’attivazione di specifiche aree del cervello come risposta alle sostanze emesse dall’altra persona, i feromoni, o da cambiamenti biologici in se stessi. Ma quanto dura l’innamoramento? In questo articolo cercheremo di dare una risposta a questa domanda.

Coppia innamorata

Quanto dura l’innamoramento? Il ruolo dell’attrazione sessuale

Di fronte a uno stimolo che provoca attrazione (per una persona o per l’idea di averla vicina), il nostro corpo produce diverse sostanze. Si verifica un incremento del testosterone o degli estrogeni, che aumentano il desiderio. A sua volta, il desiderio porta a un aumento di adrenalina, glucosio e feniletilamina.

Quando proviamo attrazione sessuale, questi neurotrasmettitori attivano il nostro organismo aumentando la frequenza cardiaca, la sudorazione e preparando gli organi alla risposta sessuale e al piacere.

Secondo alcuni autori, tale sensazione di desiderio incontrollabile verso l’altro dura circa due anni. È intorno a questo periodo che si osserva la diminuzione degli ormoni del desiderio. Tuttavia, a ciò si sovrappone l’incremento di un altro ormone, l’ossitocina, noto anche come ormone dell’amore.

L’innamoramento

L’innamoramento ci porta a sperimentare tremori, a impallidire o arrossire, a provare sentimenti di imbarazzo, balbettare e a perdere il controllo sulle emozioni. Perché accade tutto questo?

Numerosi studi sostengono che l’innamoramento è, a priori, una dipendenza, che include sintomi di astinenza e persino di tolleranza.

Neurobiologia

Quando si prova ​​desiderio per qualcuno, il sistema nervoso attiva il sistema endocrino per prepararlo al sesso. Tuttavia, l’assenza della persona e l’incapacità di soddisfare tale desiderio portano all’inibizione dello stesso.

Le aree prefrontali inibiscono l’impulso e a fronte dell’aumento della feniletilamina, della vasopressina e di altri ormoni, vengono prodotte grandi quantità di dopamina fino alla secrezione di endorfina.

Tutto ciò produce uno squilibrio in diversi sistemi, come quello dopaminergico. Questa incapacità di consumare il desiderio porta a una diminuzione dei livelli di serotonina, che provocano la mancanza di interesse per le attività, l’insonnia, un calo di appetito, della concentrazione, ecc.

A sua volta, l’aumento di acetilcolina produce pensieri ossessivi e ricorrenti nei confronti della persona desiderata. Ci si riferisce a comportamenti compulsivi, come guardare continuamente le sue foto o controllare i messaggi per verificare se ha riposto.

Ossitocina

L’ossitocina è un ormone secreto dal cervello, in particolare dall’ipotalamo. Sebbene sia gli uomini che le donne producano ossitocina, è maggiore nelle donne e aumenta durante l’orgasmo, il parto e l’allattamento.

Sia nell’essere umano che in altri animali, questa sostanza è legata all’accudimento degli altri. Pertanto, maggiore sarà l’ossitocina, maggiore sarà la tendenza alla protezione.

In questo caso, oltre all’attrazione, si aggiunge la componente legata alla tenerezza e alla cura. Si manifesta il bisogno di condividere del tempo insieme, di provvedere all’altro e di sentirsi ricambiati, di conseguenza entrambi stanno bene con la sola presenza dell’altro.

Coppia che si tiene per mano

Quanto dura l’innamoramento?

Tenendo conto di tutti i meccanismi soggiacenti all’infatuazione, si stima che l’innamoramento comune sia di breve durata, ovvero da poche settimane a un anno. Il fatto curioso è che pare esserci una relazione tra l’età degli innamorati e la durata dell’innamoramento: più si è giovani e meno dura questa fase, ma risulta comunque più intensa.

Nonostante ciò, l’innamoramento può essere prolungato. Dal momento che si fonda sul desiderio sessuale, sull’affetto e sulla cura, questi aspetti possono e devono essere mantenuti il più a lungo possibile. Passare a una fase più stabile dell’amore non significa che il nostro corpo non possa più reagire e donarci “tutte quelle sostanze afrodisiache sprigionate all’inizio”.

L’innamoramento è una combinazione di attrazione sessuale e squilibrio dell’organismo che all’aumentare dei contatti lascia il posto a un legame più intimo. Si inizia a conoscere l’altra persona e ci si chiede se continuare a frequentarla o meno.

All’attrazione sessuale si unisce l’attaccamento, dando come risultato l’innamoramento. Ma è dopo questa fase che si comincia a considerare la possibilità di spingersi oltre. Secondo gli esperti, se giunti a questo punto si ritiene che l’altra persona abbia valori e una personalità compatibile con la propria, nasce il legame amoroso.

  • Pinto, B. (2002). La psicología del amor. Departamento de Psicología de la Universidad Católica Boliviana “San Pablo”