Come raggiungere la felicità secondo Bertrand Russell

· 21 agosto 2017

Bertrand Russell è stato un filosofo, matematico e scrittore inglese che ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1950. Poiché trascorse buona parte della sua vita tra la delusione e l’esaurimento, si potrebbe pensare che non abbia mai conosciuto la felicità. Tuttavia, riuscì a cambiare la sua vita e imparò ad essere felice.

Questo controverso pensatore ebbe la sfortuna di perdere i genitori a soli 6 anni. Da allora visse con i nonni, i quali gli impartirono un’educazione molto severa. Fin da piccolo avvertiva la vita come insopportabile e in seguito confessò di aver pensato spesso di suicidarsi.   

“L’uomo saggio pensa solo ai suoi guai quando sta facendo qualcosa di pratico; tutti i suoi altri momenti li dedica ad altre cose”

-Bertrand Russell-

Tuttavia, Bertrand Russell trovò nella conoscenza la via verso la pienezza. La filosofia e la logica gli permisero di approfondire la sua esperienza. Riuscì a renderla universale e ad elevare il suo spirito superando la sua sofferenza. Queste sono solo alcune delle premesse per essere felici, secondo questo filosofo.

La felicità si raggiunge focalizzandosi sull’esterno

Per Bertrand Russell, chiudersi in se stessi provoca solo tristezza e noia. Se ci focalizziamo solo sui nostri problemi, sui nostri errori, sui nostri vuoti, sulle nostre paure, perdiamo l’entusiasmo per la vita. Questo concetto coincide con la filosofia orientale e con la psicoanalisi lacaniana. Queste due correnti affermano che “l’io” è fonte di sofferenza e malattia.

Se, invece, concentriamo la nostra attenzione su aspetti esterni, la vita diventa più semplice. Questi aspetti esterni comprendono una moltitudine di realtà. Il sapere, le altre persone, il proprio lavoro, gli hobby, etc. Tutto quello che rende la vita più interessante e piena.

Bertrand Russell afferma che le persone espansive apportano gioia ed allegria. Sono di per sé fonti di energia e motivazione. Inoltre, arrecano anche elementi per essere più forti quando si tratta di risolvere i propri problemi.

Come coltivare l’atteggiamento espansivo

Un atteggiamento espansivo non nasce spontaneamente, bisogna coltivarlo. Per Russel, farsi distrarre dalle attività quotidiane apre le porte della felicità. Non si tratta di voltare le spalle all’introspezione o alla riflessione su se stessi, perché questo sfocerebbe in un’esistenza banale. È, piuttosto, trovare un particolare equilibrio che non abbia niente a che vedere con il situare il punto d’appoggio in un luogo equidistante dagli estremi.

In questo senso, è anche importante scegliere il momento adeguato e il modo indicato. C’è un tempo per pensare a se stessi e uno per offrirsi al mondo esterno. Pensare ai propri problemi solo quando ha senso farlo; per  il resto del tempo, dovremmo focalizzare la nostra attenzione all’esterno.

Bertrand Russell propone di coltivare una mente ordinata. Se si riesce in questo, la mente sarà sempre più libera e più orientata verso il presente. Quando si pensa a se stessi, bisogna farlo con razionalità e con la massima concentrazione. Dovremmo, inoltre, essere capaci di mettere in discussione i nostri ragionamenti per determinarne la validità.

Due virtù da coltivare

La vita di Bertrand Russell dimostra qualcosa di cui egli si rese conto in un secondo momento: la felicità è una conquista. Non si raggiunge senza impegno e al di fuori di noi. La capacità di essere felici è esattamente questo: una capacità, sulla quale lavorare, da coltivare e raggiungere. Proprio per questo, è indispensabile contare su due virtù: lo sforzo e la rassegnazione.

Lo sforzo è la volontà di dirigere le energie verso il lavoro per raggiungere qualcosa che desideriamo. Presuppone impegno e perseveranza. Non si ottiene niente di importante da un giorno all’altro, ancor meno quando si tratta di essere felici. È importante, dunque, coltivare questo attributo che permette di riunire e dirigere gli sforzi verso il raggiungimento degli obbiettivi.

Un’altra delle virtù indispensabili per raggiungere la felicità, come ci dice Russell, è la rassegnazione. Forse sarebbe più adatto parlare di “accettazione”. La vita ci mette anche dinanzi a situazioni inevitabili e impossibili da risolvere, potremmo fare l’esempio della morte, delle malattie incurabili o delle perdite definitive.

Anche se non possiamo cambiare queste situazioni, quello che possiamo fare è lavorare per accettarle. Non sprecare il nostro tempo provando a risolverle né permettere che ci privino della pace riscrivendole nella nostra storia a nostro favore.

Bertrand Russell è stato uno degli uomini più brillanti del suo tempo. Il suo pensiero continua ad essere valido. Smise di essere un bambino orfano e triste, esausto del mondo, per trasformarsi in uno degli intellettuali più importanti del pianeta. La migliore prova delle sue parole fu la sua stessa vita e i successi che raggiunse.