Come riconoscere la sindrome di Peter Pan

· 1 novembre 2017

Non è strano che uno scrittore come J. M. Barrie, noto per la massima “due anni sono l’inizio della fine” e per aver creato Peter Pan, abbia messo in bocca a uno dei suoi personaggi, la Signora Darling, l’esclamazione: “Oh, perché non puoi restare così per sempre!”. Effettivamente, ci sono individui in grado di restare sempre bambini; vengono comunemente chiamati Peter Pan. Tuttavia, non è così semplice. Le persone che decidono di non maturare, o che almeno ci provano, finiscono per ammalarsi. Questa condizione ha un nome, è la sindrome di Peter Pan, ma non è sgradevole come si potrebbe pensare. Approfondiamo insieme l’argomento.

Che cos’è la sindrome di Peter Pan?

Una persona adulta che si comporta come un bambino può far sorridere. Tuttavia, con il tempo questo atteggiamento stanca, perché non si tratta più solo di simpatia e di commenti scherzosi. Una persona con la sindrome di Peter Pan non vuole crescere o maturare, quindi non riesce a superare o fare a meno della fase egocentrica, narcisista e immatura tipica dei bambini.

Uomo con un peluche

C’è di più. Queste persone fanno un autentico sforzo per evitare le responsabilità e temono gli impegni come se fossero incubi notturni. Confondono il vero significato della parola “libertà: pensano che ogni cosa implichi un certo grado di responsabilità o impegno che mina alla loro libertà.

Al giorno d’oggi, questo profilo è molto comune nella nostra società. La pubblicità fomenta l’eterna giovinezza e l’edonismo, le opportunità lavorative sono scarse e la dipendenza economica dai genitori si protrae nel tempo, quindi aumenta l’incidenza di questa sindrome. Predomina il genere maschile, ma non si escludono anche casi di donne affette da tale sindrome.

Come riconoscere l’eterno Peter Pan?

Logicamente, ci sono diversi modi per individuare gli atteggiamenti di un eterno Peter Pan che, se estremizzati, sfociano in un disturbo o una sindrome grave. Vediamo quali segnali identificano un possibile Peter Pan:

Paura di impegnarsi

Abbiamo già accennato a questo aspetto, una paura atroce di impegnarsi. Non significa, però, che la persona in questione non voglia avere una relazione affettiva, anzi, ma ci saranno dei momenti in cui non vorrà andare oltre.

Per chiarire cosa intendiamo, diciamo che chi ha la sindrome di Peter Pan raramente accetta di sposarsi, di comprare casa con il partner o di analizzare a fondo problemi che potrebbero compromettere la relazione e la sua libertà.

Atteggiamento manipolatore

Curiosamente, l’eterno Peter Pan è un incantatore. Tuttavia, dietro la facciata di persona estroversa, divertente e intelligente, si nasconde un individuo manipolatore con il terrore dei cambiamenti.

Non è raro sentirgli dire frasi del tipo “io non sono schiavo del mio lavoro” per giustificare la sua incapacità di evoluzione nel cambiare lavoro o nel sopportare condizioni lavorative che lo obbligano a fare uno sforzo.

Perfezionista… con se stesso

Un altro aspetto polemico dell’eterno Peter Pan. È una persona perfezionista, in generale con se stessa. In altre parole, quando l’eterno Peter Pan fa un regalo a una persona, lo sceglie bene, ma sarà qualcosa che piace a lui o che gli sia di qualche utilità.

Non è strano, quindi, che la persona riceva un regalo che non apprezza o che non le serva per niente. Il regalo è un pretesto, in realtà serve all’eterno Peter Pan e sarà lui a goderselo.

Ragazzo che gioca con la sindrome di Peter pan

Capricci

Un’altra caratteristica distintiva delle persone affette dalla sindrome di Peter Pan è quella di essere capricciose. Si attaccano temporaneamente alle cose materiali e, quando ne trovano una nuova, non capiscono più nulla e abbandonano il resto.

Ad esempio, un giorno possono presentarsi con una macchina sportiva che definisco essere il sogno che avevano sin da bambini. Il giorno dopo potrebbero sostituire la macchina con una moto, anch’essa, casualmente, desiderio d’infanzia.

Conoscete qualcuno con la sindrome di Peter Pan? Non è raro incontrare queste persone. In questo caso, un aiuto psicologico da parte di uno specialista potrebbe essere molto utile.

“Non poteva invece ingozzarsi per il semplice gusto di sentirsi il ventre piatto, delizia delle delizie per la maggior parte dei ragazzi.”

J. M. Barrie