Ridurre i pregiudizi razziali fin dall'infanzia

I pregiudizi razziali possono essere un ostacolo invisibile nella costruzione di un mondo più giusto. Per ridurli, è importante riconoscerli, parlarne e dare l'esempio.
Ridurre i pregiudizi razziali fin dall'infanzia

Ultimo aggiornamento: 07 giugno, 2022

Siamo certi di essere imparziali quando valutiamo gli altri? Tendiamo a pensare che il nostro modo di vedere il mondo sia giusto, ma siamo influenzati da pregiudizi cognitivi e sociali che si mimetizzano nei modelli di pensiero. Come ridurre i pregiudizi razziali?

Il cervello ama dividere le informazioni in categorie per facilitare il processo decisionale, così quando ci confrontiamo con una persona che non conosciamo, le attribuiamo un’etichetta e le assegniamo una serie di attributi. Qualsiasi elemento può essere utilizzato come criterio per classificare, ma uno dei più comuni (e problematici) è la razza.

I pregiudizi sono scorciatoie che aiutano il cervello a prendere decisioni; ciò significa che in molti casi sono rinforzati, dunque è molto difficile eliminarli o controllarne l’influenza. Per raggiungere questo obiettivo, conviene iniziare il prima possibile e in questo articolo condivideremo informazioni preziose per ridurre i pregiudizi razziali fin dall’infanzia.

Mente con meccanismi.
Il pregiudizio razziale contribuisce alla discriminazione.

Per cominciare, cos’è un pregiudizio razziale?

Un bias è una tendenza a interpretare le informazioni in un modo particolare, favorendo determinate conclusioni. È una scorciatoia nel pensiero che fa risparmiare tempo, ma che dà per certe determinate informazioni non verificate e le applica a tutti i casi.

Il pregiudizio razziale sarebbe la tendenza ad assegnare le stesse caratteristiche a tutti i membri di un segmento della popolazione in base alla loro razza. In generale, tendiamo ad attribuire tratti positivi al gruppo a cui apparteniamo, mentre assegniamo tratti negativi a persone di razze diverse dalla nostra.

Un’altra conseguenza del pregiudizio razziale è che è difficile identificare le differenze individuali in un gruppo razziale diverso dal proprio, poiché si crede presentino tutti i medesimi tratti. In altre parole, che siano tutti uguali. Lo stesso non accade con le persone del gruppo di appartenenza, tra le quali notiamo più facilmente le differenze individuali.

Nella vita di tutti i giorni, questo tipo pensiero parziale può portarci a prendere decisioni ingiuste, sfavorendo alcuni solo perché non condividono i nostri stessi tratti razziali. In ambito professionale, l’accesso di una persona a un lavoro o a una promozione può essere limitato unicamente dal colore della sua pelle; allo stesso modo, lo stesso tratto può essere giudicato diversamente in ambito giudiziario.

Un’altra conseguenza, forse meno grave, ma altrettanto importante, è che il pregiudizio razziale impedisce di conoscere le persone nella loro individualità, privandoci di relazioni che possono aiutarci a crescere.

Ridurre i pregiudizi fin dall’infanzia

Se siamo consapevoli di quanto possano essere dannosi i pregiudizi razziali, è naturale per noi pensare a come contrastarli in modo che i bambini di oggi diventino adulti coscienziosi, tolleranti ed equi nelle loro decisioni.

Per cominciare, dobbiamo tenere a mente che gran parte dell’apprendimento dei bambini si basa sull’esempio. Un gran numero di comportamenti e modelli di pensiero vengono appresi per imitazione. Prima di capire se questi comportamenti sono buoni o cattivi, vengono assimilati vedendoli in una persona che funge modello di riferimento.

Da adulti, impariamo ancora molte cose per imitazione (ad esempio, vedendo come si comporta un’altra persona in un ambiente non familiare, come pranzare con le posate che non abbiamo mai maneggiato o usare un nuovo programma per computer); tuttavia, nei bambini questa forma di apprendimento è molto più dominante.

Un primo modo per ridurre i pregiudizi razziali sin dall’infanzia, dunque, è identificare i nostri pregiudizi e cercare di contrastarli. Sebbene non possano essere sempre completamente evitati, essere consapevoli della loro esistenza fa una grande differenza.

A maggior ragione se sulla base di queste conoscenze possiamo instaurare un dialogo sincero con i minori, in modo che comprendano fin dalla tenera età l’importanza di evitare i pregiudizi razziali e anche perché imitino i nostri stessi sforzi per ridurne l’influenza.

Dopo aver acquisito consapevolezza del pregiudizio, si possono elaborare alcune strategie per il riconoscimento dell’altro. Uno studio del 2017 mostra i vantaggi dell’individualizzazione percettiva nei bambini in età prescolare al fine di ridurre i pregiudizi razziali.

Ai bambini che hanno preso parte allo studio è stato insegnato a distinguere i volti di persone di un diverso gruppo razziale, così da ridurre la tendenza a valutare negativamente le persone provenienti da gruppi razziali esterni. I benefici si sono rivelati più stabili quando il bambino si dedicava a questa attività con una certa regolarità.

Donna che parla con suo figlio.
Genitori, insegnanti e tutori possono adottare strategie per ridurre i pregiudizi razziali nel bambino.

Quali strategie possiamo adottare?

Le informazioni che abbiamo esaminato possono darci un’idea delle azioni specifiche che possiamo intraprendere.

  • Il genitore o il tutore può parlare con i bambini riguardo a compagni di classe, di gioco, vicini, ecc. Chiedete la loro opinione e individuate le percezioni che potrebbero essere distorte. Promuovete diversi punti di vista e sottolineate i punti in comune che tutti noi abbiamo indipendentemente dai tratti razziali.
  • L’insegnante deve creare spazi di condivisione per gli studenti e favorire il riconoscimento delle differenze individuali. Sottolineate tratti come intelligenza, compagnia, gusti, talenti, tra gli altri, in modo che queste siano le caratteristiche considerate più importanti al momento di interagire, al di sopra del colore della pelle. Approfittate di ogni opportunità per evidenziare il valore personale del singolo studente.
  • I personaggi di spicco devono dare il proprio esempio. La responsabilità non è solo dei genitori e degli insegnanti. Il bambino imita l’esempio di tutte le figure che ammira, dunque ognuno di noi può ridurre i pregiudizi razziali. Individuate i vostri comportamenti influenzati dai pregiudizi e modificateli, usate un linguaggio positivo per fare riferimento agli altri, evitate di etichettare in base alla razza di appartenenza e promuovete l’empatia. Quando vedete un bambino esprimere giudizi o parlare in modo sprezzante di altre persone riguardo colore della loro pelle, invitatelo a pensare alle loro qualità e ai loro sentimenti.

In breve, si tratta di stabilire modelli di pensiero più equi ed efficaci riguardo ai pregiudizi razziali. Il motivo per cui esistono tali pregiudizi di pensiero è che sono utili al nostro cervello. Se riusciamo a smantellare questa utilità, a poco a poco porteremo a un modo di pensare più empatico e a una società più giusta, in cui i nostri simili non verranno qualificati solo in base alla loro discendenza razziale.

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