Rimanere nubili: il segreto della longevità secondo Emma morano

· 29 giugno 2016

Siamo soliti intendere l’essere nubili come un fallimento sentimentale e, di conseguenza, un disastro per le nostre vite. Di fatto, anche se può sembrare eccessivo, è così: la nostra società “castiga” le persone che restano nubili. Una prova di ciò è riscontrabile nel fatto che non esistono, a livello commerciale, prodotti dedicati alle persone che decidono di incamminarsi sulla strada della solitudine.

Ci imbattiamo ogni giorno in centinaia di offerte di viaggi da sogno e cene gourmet per due, regali ideali per la coppia, etc. È pressoché impossibile riuscire a trovare qualche prodotto che esalti la vita da nubile.

In verità restare da soli è, molte volte, una decisione. È decidere che, per quanto assurdo possa sembrare a molte persone, NON per tutti l’obiettivo finale è trovare un partner. Di fatto essere nubili porta ad una sensazione di pienezza e libertà ugualmente sane e desiderabili.

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Vivere senza aspettare, vivere da nubili

Non abbiamo l’obbligo di restare in attesa dell’arrivo di un partner e, secondo Emma Morano, averlo ben chiaro è il segreto della sua longevità. Emma Morano, piemontese, è la persona italiana più longeva, l’unica ad aver raggiunto i 116 anni.

Quando il New York Times le ha domandato quale fosse il suo segreto, la sua risposta ha lasciato tutti a bocca aperta: il segreto della mia longevità è stato restare nubile. Dopo la rottura di un matrimonio infelice nel 1938, Emma Morano decise che non voleva essere controllata da nessuno e che, di fatto, tutto quello di cui aveva bisogno lo aveva già in se stessa.

Questa donna decise di organizzare la propria vita come voleva davvero, senza farsi influenzare da quello che la società si aspettava da lei in quanto donna adulta.

Tuttavia, come osservano i gerontologi, non esiste una ricetta in grado di garantire la longevità. Parlando con 100 anziani ultracentenari, vi troverete ad ascoltare 100 storie differenti. Di conseguenza, il fatto di vivere più o meno anni dipende per gran parte dalla genetica.

Bolle-cuore

L’elisir dell’eterna giovinezza: non lamentarsi dell’età e vivere come desideriamo

La felicità e il benessere emotivo devono nascere da noi stessi e dalle decisioni che prendiamo riguardo alla nostra vita sentimentale. Quando si decide di essere nubili, si decide anche di essere coraggiosi e tolleranti, dato che si finirà per scontrarsi strada facendo con opinioni e credenze contrarie.

Come abbiamo già commentato, la società castiga l’essere nubile e limita certe possibilità. Per esempio, è molto più difficile che una banca conceda un credito se non si è sposati. Esempi come questo abbondano e si trasformano in una spada di Damocle che ci invia un messaggio molto chiaro: restare nubili non è positivo”.

La solitudine smette di essere uno stato o una decisione personale per diventare una questione sociale che ci etichetta e ci segnala. “C’è qualcosa che non va in te”, “devi avere un partner”, “non mi stupisce che non ti voglia nessuno”.

ragazza alla finestra

Queste “sottili” spade di Damocle possono arrivare a ferirci e a farci desiderare di avere un partner, anche se non è quello che vorremmo davvero, inducendoci a vivere una vita che non desideriamo. In qualche modo, la cultura sociale cerca di “spingere i nubili” affinché trovino un partner ottenendo così una realizzazione personale.

In realtà, invece, la solitudine dovrebbe sempre essere una scelta, che permetta di esplorare un mondo nuovo e diverso da quello che diamo per scontato. L’ideale sarebbe che tutti fossimo liberi di esprimere apertamente chi siamo e cosa ci lega alla vita, agendo senza farci condizionare dalla pressione sociale che dice che l’essere nubili sia sbagliato. Ci sono persone che, come Emma, decidono di essere felici nella loro solitudine senza cercare né aspettare qualcuno che le privi di questa felicità. Decidere di restare nubili non è sinonimo di malattia, ma di libertà ed autonomia verso una vita affettiva che rifletta a pieno i nostri desideri.