Rimarrà sempre la cenere dove è passato il fuoco?

18 giugno 2015 in Emozioni 5 Condivisi

Abitualmente, inserire un ex nella nostra vita non è per niente facile. Non è un amico o un’amica, ma nemmeno uno sconosciuto; sa molte cose intime di noi ed è addirittura possibile che ci sia ancora dell’amore verso di lui. Perché, realmente, non è l’assenza di amore a dividere la maggior parte delle coppie, ma i disaccordi, le incompatibilità o brutti gesti: è così che il sentimento viene lasciato da parte.

Per decidere come relazionarci con il nostro ex, dovremmo considerare cosa sentiamo per lui e dove vogliamo collocarlo nella nostra vita. L’ideale è che lo stampo della nuova relazione sorga di comune accordo e che poco a poco diventi un qualcosa di comodo e flessibile, affinché il legame si stabilizzi nella maniera che entrambi vogliono.

Ma, come abbiamo detto, questo sarebbe “l’ideale”… Una conversazione di questo tipo non è facile, perché uno dei motivi di rottura più comuni è il deterioramento della comunicazione nella coppia. Il rancore, le ferite non curate o semplicemente la mancanza di capacità spesso ostacolano l’accordo, sia tacito che esplicito.

Tuttavia, a cosa fa riferimento “la cenere” citata nel titolo? A una traccia, a un cammino che abbiamo percorso grazie a un sentimento molto potente: né più né meno che l’amore. E, come ogni cammino compiuto, si ripercorre facilmente.

Questo avviene per senso di sicurezza, perché c’è stata una parte dell’altro che ci ha affascinati, perché c’è qualcosa che non abbiamo ancora esplorato e vogliamo conoscere meglio e perché, probabilmente, quel qualcosa che ci ha spinti a prendere inizialmente quel sentiero è ancora presente (se non altro a livello inconscio).

La memoria contribuisce a ritornare su questo cammino, visto che ha la tendenza a far dimenticare le situazioni negative quando è attorniata da amore. Nei nostri pensieri tendono a rimanere impressi il desiderio dell’altro e i momenti felici.

Può darsi che il nostro ex fosse un bugiardo e che questo non sia cambiato, ma che non abbia nemmeno smesso di essere gentile, generoso e fisicamente attraente come quando ci aveva conquistati in principio. E se queste cose ci hanno fatto perdere la testa una volta, perché non dovrebbero farcela perdere ancora?

Veniamo ora al fuoco, il quale allude alla passione, soprattutto dal punto di vista fisico. Di fatto, molte ex-coppie che hanno avuto qualche rincontro intimo affermano che i loro rapporti sessuali erano migliorati dal momento della separazione. Perché? Quando prendiamo in considerazione una coppia, dobbiamo tenere presente che esiste una grande quantità di impegni e fatti quotidiani che fanno parte della relazione. Questi elementi, a volte contribuiscono ad accendere la passione, ma, altre volte, impediscono che essa emerga naturalmente. È così che, una volta eliminata la coppia, ritorna la passione. Non dimentichiamoci che essa è collegata all’amore, ma ci sono centinaia di testimoni che affermano e raccontano che non si tratta dello stesso sentimento.

Inoltre, la censura sociale che colpiva precedentemente i rapporti sessuali “senza impegno” è per lo più scomparsa; quindi molte coppie si chiedono: “Se entrambi vogliamo ricominciare ad avere incontri intimi, perché non farlo?” Quello che in molti ignorano è che gli ormoni che vengono secreti in quest’occasione, come l’ossitocina, aumentano gli effetti sulla memoria di cui abbiamo parlato poco fa. Non risulta strano, quindi, che molte riconciliazioni inizino con incontri fisici privi di maggiori aspettative.

Ma, attenzione! Un rincontro passionale con un ex può essere appetibile, seducente, comodo e familiare (dato che già conosciamo una parte di questo cammino), ma può anche rivelarsi pericoloso se vi è un’asimmetria di sentimenti da parte dei due membri della coppia. Una delle due persone può avere ben chiaro in mente che è solo alla ricerca di sesso e l’altra può interpretarlo come il primo passo per ricominciare a stare insieme. Se così fosse, per quest’ultima persona, gli incontri potrebbero rappresentare un motivo per ingrandire la sofferenza che prima o poi dovrà patire.

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