Rispetta il tuo ritmo, rispetta il ritmo degli altri

· 24 febbraio 2017

Vivi e lascia vivere. Questo semplice principio non viene messo in pratica molto spesso. Non tutti sono consapevoli del fatto che ognuno di noi ha un ritmo, una musica interiore e un modo di vedere e sentire le cose. Forse è per questo che ci sentiamo obbligati a proteggerci da chi osa influenzarci e modulare le nostre emozioni a suo piacimento.

Parliamo, dunque, di ritmo. È un argomento delicato e sconosciuto al tempo stesso, infatti non sempre ne siamo consapevoli. C’è di più. Nella società di oggi siamo quasi ossessionati dall’accelerazione di questo ritmo: i bambini devono imparare a leggere e a scrivere il prima possibile, gli adolescenti devono comportarsi come adulti e noi, gli adulti, non facciamo altro che paragonare il nostro ritmo a quello degli altri.

Dimentichiamo che, per aspirare ad un’autentica armonia interiore, non bisogna prendere come punti di riferimento il denaro, il potere, il prestigio e ancor meno ciò che manca e che gli altri hanno già ottenuto. In caso contrario, non faremmo altro che elemosinare ed avanzare in cerchio, accompagnati da una musica goffa e caotica.

La vera armonia inizia con noi stessi. Solo quando raggiungeremo la calma, l’autoconoscenza e l’umiltà di spirito in cui non manca e non avanza nulla, allora il mondo troverà un magico equilibrio. Non importa quanto vada veloce il mondo, non importa cosa vogliono gli altri, perché il faro della felicità è dentro di noi.

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Più in fretta, per favore

Nel libro Attraverso lo specchio, Lewis Carroll regala un momento degno di nota e riflessione di cui si sono serviti scienziati e sociologi per sviluppare la cosiddetta “ipotesi della Regina Rossa”. Quando Alice arriva al paese di questo personaggio, e dopo una conversazione previa, viene presa per mano dalla Regina per iniziare una corsa. Deve farlo, perché in quel mondo corrono tutti, e lo fanno molto in fretta.

Alice non ci mette molto a capire che per quanto corra veloce, non riesca ad avanzare. La Regina Rossa le spiega il motivo: “Qui è importante correre molto per restare nello stesso posto. Per raggiungere un altro posto, invece, bisogna correre due volte più veloce”. Nella nostra società accade la stessa cosa. Se acceleriamo il ritmo dei bambini oltre quello che ci si aspetterebbe per la loro età, aumenteremo, presumibilmente, la probabilità del loro successo accademico.

Se dimostriamo agli altri che possiamo offrire e fare più di quello che è nelle nostre possibilità, forse trionferemo. L’unica meta a cui arriviamo, però, è quella dell’infelicità. Siamo avvolti da un ambiente feroce ed esigente che ci chiede di andare più in fretta, che ci ruba il tempo, la calma e anche la vita.

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Bisogna avere ben chiaro il fatto che in un mondo frettoloso non cresce nulla. Perché tutto nella vita ha un tempo di cottura, un tempo di preparazione e macerazione… dunque, per raggiungere l’armonia interiore, è necessario stabilire una connessione con il nostro essere e poter mettere in pratica, così, una cosa molto difficile: smettere di essere ciò che gli altri si aspettano.

Rispetta i tuoi ritmi, rispetta il ritmo degli altri

Le persone sono come trottole che girano in una sala da ballo. Alcune vanno più veloci, altre più lente, altre si fermano di tanto in tanto e il resto va ad una velocità tanto frenetica da colpire le altre. Il famoso detto “vivi e lascia vivere” non è proprio così semplice, per questo in certi momenti ci sentiamo superati.

Cerca di capire il ritmo del tuo cuore, non trascurare i cicli naturali e rispetta la musica interiore che dà forza ad ogni persona.

Lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi spiega nel suo libro The Evolving Self (L’io evolutivo) che sono numerose le persone che si rivolgono ad uno specialista in cerca di una lezione “rapida” di crescita personale. Arrivano con un livello di saturazione talmente elevato che alcuni cercano soluzioni rapide a momenti di disperazione.

Tuttavia, non esistono i miracoli né formule magiche contro il malessere della vita. Capire che anche i processi di guarigione e di ricostruzione dell’autostima richiedono tempo è fondamentale. Di fatto, come rivela lo stesso Mihály Csíkszentmihályi, maggiore è il livello di ansia, minore è la possibilità di raggiungere quel flusso vitale in cui sentirsi bene, in equilibrio.

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Come trovare il tuo ritmo, la tua musica interiore

Abbiamo capito che per soddisfare questo bisogno di calma interiore serve tempo, volontà ed impegno quotidiano. Una volta chiarito il fatto che ogni cambiamento richiede responsabilità, potete applicare le seguenti strategie:

  • Siate consapevoli del vostro “bagaglio” personale. L’educazione ricevuta, il perfezionismo estremo, la necessità di compiacere o la bassa autostima sono chiari nemici da non sottovalutare e su cui riflettere.
  • Analizzate le vostre abitudini. Cosa fate giorno dopo giorno? Cosa vi crea ansia o insoddisfazione? Perché sono diventate abitudini croniche nella vostra vita se vi causano infelicità?
  • Impegnatevi perché il vostro tempo sia qualitativamente superiore. Se il giorno ha 24 ore, non potete dedicarne 12 agli altri oppure impiegarlo facendo cose che non sono importanti. Tenete conto che il concetto di “flusso” non implica una condizione di inattività o di rilassamento. Significa dedicarvi ad attività in cui vi identificate, che vi diano un senso, un ritmo, soddisfazione e, quindi, felicità. Scoprite quali sono.

In conclusione, è necessario capire che chi segue il suo percorso interiore si ritroverà a sua volta in una fase concreta di crescita personale. Alcuni ci metteranno più tempo a capire certe cose, in questo caso non resta che avere pazienza e mostrare rispetto. Impariamo, dunque, a lasciar correre il mondo mentre restiamo il centro del nostro universo interiore.

Immagini per gentile cocnessione di Hajin Bae