Ritardare l’invecchiamento con il ballo

27 febbraio 2018 in Curiosità 0 Condivisi
Ritardare l'invecchiamento con il balle

Una delle forme più divertenti per ritardare l’invecchiamento cerebrale è ballare. Ebbene sì, il ballo oltre a essere un ottimo esercizio per il corpo, lo è anche per la mente. Una maniera stupenda e divertente per mantenere agile il nostro cervello.

A ogni età. Di fatto, per gli anziani il ballo è uno dei modi migliori per mantenere l’ottimale equilibrio tra corpo e mente. Ma c’è di più: l’attività fisica in generale, e il ballo in particolare, possono aiutare a contrastare i segni dell’invecchiamento cerebrale in questa fase della vita.

“Esistono delle scorciatoie per la felicità, e il ballo è una di queste”

-Vicki Baum-

Attività fisica per ritardare l’invecchiamento cerebrale

A mano a mano che invecchiamo, avvengono diverse trasformazioni nel cervello le quali comprendono una diminuzione del tessuto cerebrale, una riduzione del flusso sanguigno e della comunicazione tra le cellule cerebrali. Tutti questi cambiamenti possono interferire con il funzionamento cognitivo, specialmente con l’apprendimento e la memoria.

Vari studi suggeriscono che l’attività fisica in età adulta può aiutare a rallentare il deterioramento cognitivo relazionato al passare del tempo. In questo senso, uno studio pubblicato sulla rivista Neurology dimostra una relazione diretta tra l’esercizio fisico regolare d’intensità medio-alta e un declino più lento della memoria e le capacità di pensiero nelle persone con più di 50 anni.

Persone anziane che ballano in coppia

Tuttavia, l’idea di fare regolarmente sport d’intensità medio-alta non convince molta gente, e ancor meno a partire dai 50 anni, non è così? La buona notizia è che esistono attività fisiche efficaci al fine di ritardare l’invecchiamento cerebrale e che non obbligano ad andare in palestra o indossare delle scarpe da tennis. Si tratta, ad esempio, del ballo. Tutto ciò è stato confermato da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience.

L’effetto del ballo sull’ippocampo

Lo studio citato si è basato sull’osservazione di 52 adulti sani tra i 63 e gli 80 anni. I partecipanti furono divisi casualmente in due gruppi per 18 mesi. Al primo gruppo fu chiesto di partecipare a una lezione di ballo di 90 minuti ogni settimana, mentre l’altro gruppo realizzava per 90 minuti un allenamento di forza e resistenza.

Mentre il gruppo di ballo si cimentava in nuovi esercizi ogni settimana, le attività del gruppo che realizzava l’allenamento di forza e resistenza erano ripetitive.

Nel gruppo di ballo, vennero effettuati continui cambiamenti nelle coreografie e, ogni due settimane, venivano cambiati i passi, i movimenti con le braccia, le formazioni, la velocità e i ritmi per mantenere i partecipanti in un processo d’apprendimento costante. In questo modo, l’aspetto più stimolante per i partecipanti era quello di ricordare le coreografie con la pressione del tempo e senza nessuna indicazione da parte dell’insegnante, come ben spiegano i ricercatori.

Prima dello studio e alla fine (trascorsi i 18 mesi), ogni partecipante è stato sottoposto a una risonanza magnetica cerebrale. Inoltre, l’equilibrio dei soggetti prima e dopo l’intervento è stato valutato attraverso una prova sensoriale.

I ricercatori hanno constatato in entrambi i gruppi un aumento del volume dell’ippocampo, ma nei ballerini l’incremento fu maggiore. Inoltre, solo le persone del gruppo del ballo hanno mostrato un aumento delle connessioni neuronali nel giro dentato dell’ippocampo, l’area del cervello coinvolta con l’apprendimento, la memoria e le emozioni che di solito è anche la regione più colpita dai cambiamenti cerebrali dovuti all’età.

Ballare è un eccellente esercizio per gli anziani

I ricercatori ipotizzano che il processo d’apprendimento continuo che la danza implica potrebbe spiegare i benefici addizionali osservati. Di fatto, l’equipe ha scoperto anche che il ballo ha apportato miglioramenti significativi nell’equilibrio dei partecipanti, mentre il gruppo d’allenamento di forza e resistenza non ha dimostrato alcun progresso in tal senso.

Due persone ballando

I ricercatori spiegano che il gruppo che ha ballato durante i 18 mesi ha mostrato degli incrementi in alcune parti dell’ippocampo, invece non sono stati osservati gli stessi cambiamenti nell’altro gruppo. Ciò indicherebbe che, oltre alla condizione fisica, altri fattori concernenti il ballo contribuiscono anch’essi ai cambiamenti di volume dell’ippocampo.

Per questa ragione essi affermano che le sfide addizionali richieste dalla danza, come la stimolazione cognitiva e senso-motoria, hanno indotto addizionali cambiamenti di volume dell’ippocampo, oltre a quelli attribuibili alla sola attività fisica.

I ricercatori ricordano che l’attività fisica è uno dei fattori che più favoriscono una vita indipendente e salutare per lungo tempo, dato che contribuisce a contrastare vari fattori di rischio e a frenare il declino relativo all’età. Per questo motivo, ballare è uno strumento davvero potente, capace di fornire nuovi stimoli al corpo e alla mente, specialmente nella fase della vecchiaia.

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