Rombencefalo: struttura e funzioni

15 Giugno 2019
Il rombencefalo rappresenta una parte fondamentale del nostro cervello. In questo articolo vi spieghiamo il suo sviluppo, le funzioni che svolge e quello che può succedere a seguito di una lesione in questa parte del cervello.

Il cervello viene diviso in parti per comprenderne meglio lo sviluppo e le funzioni. Una di queste è il rombencefalo, un’area che proviene dalla vescicola embrionale primaria caudale.

Quando si parla di rombencefalo, si fa riferimento al cervello posteriore. Durante la sua esistenza, quest’area dà origine a diverse sub-strutture incaricate di realizzare diverse funzioni essenziali per l’organismo.

Nell’articolo di oggi vi mostreremo questa struttura, come avviene il processo di differenziazione e le funzioni di questo incredibile centro di pulsioni.

Cervello

Differenziazione del rombencefalo

Per iniziare, bisogna comprendere le origini del rombencefalo. Per farlo, è importante comprendere cos’è la differenziazione. Secondo Bear, Connors e Paradiso, autori del libro Neuroscienze. Esplorando il cervello, si tratta di un processo nel quale le strutture si fanno più complesse e si specializzano.

Il primo passaggio nella differenziazione dell’encefalo consiste nello sviluppo di tre compartimenti chiamati vescicole primarie del tubo neurale che hanno origine nell’estremo rostrale.

La parte più rostrale delle vescicole primarie è il prosencefalo o cervello anteriore; la vescicola posizionata dietro al prosencefalo si chiama mesencefalo o cervello medio, mentre la parte più caudale delle vescicole è il rombencefalo o cervello posteriore, che a sua volta si connette con la parte caudale del tubo neurale.

Il rombencefalo, dunque, si forma durante lo sviluppo embrionale, e lo fa attraverso segmenti trasversali denominati rombomeri, compartimenti che permettono di creare gruppi cellulari che si svilupperanno in diversi modi e che assumono diverse funzionalità. Il rombencefalo si divide in tre strutture essenziali:

  • Cervelletto. Si unisce al tronco cerebrale con il ponte, ed è un centro di controllo del movimento, fondamentale per il nostro organismo. Deriva dall’area rostrale.
  • Ponte. Si tratta di una parte del rombencefalo rostrale. Si trova in una posizione anteriore rispetto al cervello e al quarto ventricolo.
  • Bulbo o midollo allungato. Si trova in una posizione caudale rispetto al ponte e al cervelletto. Deriva dall’area caudale.

Nell’area delle vescicole, il rombencafalo rostrale ha la forma di un tubo. Nella parte posteriore, il labbro rombico o tessuto della parete dorsolaterale del tubo cresce in direzione rostrale e mediale finché non si fonda con il lato opposto. La piega che ne risulta cresce formando il cervelletto. Infine, la parete ventrale del tubo si dilata per formare il ponte o protuberanza.

D’altra parte, nella differenziazione della metà caudale del cervello posteriore nel bulbo rachideo,  si verificano dei cambiamenti, ma meno accentuati. Da una parte, le pareti si dilatano e lasciano soltanto il tetto coperto da cellule ependimali non neuronali. Dall’altra, su tutta la superficie ventrale di ciascun lato del midollo allungato o bulbo rachideo sono presenti sistemi di sostanza bianca.

Infine, il buco occupato dal liquido cefalorachidiano, si trasforma nel quarto ventricolo, che continuerà con l’acquedotto cerebrale del mesencefalo.

Funzioni del rombencefalo

Il cervello posteriore svolge diverse funzioni. Vediamole:

  • È un’area fondamentale per le informazioni, dal prosencefalo al midollo spinale e viceversa. Per esempio, di fasci di sostanza bianca.
  • I suoi neuroni collaborano nel processo dell’informazione sensoriale.
  • Parte dei neuroni del rombencefalo contribuiscono al controllo del movimento volontario. Inoltre, aiutano a regolare il sistema autonomo.
  • Il cervelletto, anche chiamato piccolo cervello, regola il movimento come se fosse una centrale di controllo. Riceve anche quantità enormi di assoni, provenienti dal midollo spinale e dal ponte. D’altra parte, il cervelletto si incarica di confrontare le informazioni che arrivano e di calcolare le sequenze delle contrazioni muscolari, essenziali per realizzare il movimento.
  • Il bulbo rachideo ha il compito di portare l’informazione somatica dal midollo spinale al talamo. Inoltre, controlla i movimenti della lingua ed è associato alle funzioni sensoriali di tatto e gusto.
  • Gli assoni dei nervi uditivi hanno il compito di portare l’informazione dalle orecchie ai nuclei cocleari del bulbo. I nuclei sono incaricati di proiettare assoni a diverse strutture, tra cui il tetto del mesencefalo.

Ebbene, gli stimoli che provengono dal midollo spinale trasmettono informazioni sulla posizione del corpo nello spazio. Inoltre, gli input del ponte hanno il compito di trasmettere le informazioni della corteccia cerebrale, oltre a specificare la finalità del movimento.

Struttura rombencefalo

Possibili disturbi associati

Se lo sviluppo cerebrale non è adeguato, il rombencefalo e le sue funzioni vitali potrebbero subire dei danni. Vediamo cosa potrebbe accadere:

  • Lesioni del rombencefalo possono provocare problemi motori, come movimenti scoordinati e inesatti, come nel caso di atassia.
  • Il danno potrebbe produrre sordità se, per esempio, avviene una lesione nei nuclei cocleari.
  • Problemi legati al tatto e al gusto.
  • Sindrome di Dandy Walker e Arnold Chiari, ossia derivanti dallo sviluppo anormale del rombencefalo. Il danno potrebbe causare vomito, debolezza, problemi di respirazione e di circolazione.
  • Romboencefalite, ovvero l’infiammazione del rombencefalo causata da diversi fattori.

Come abbiamo visto, il rombencefalo è una parte fondamentale del nostro organismo. Attraverso le sue funzioni motorie, sensoriali e viscerali, ne regola il funzionamento. Se danneggiato o se non sviluppato a dovere, potrebbe portare a conseguenze gravissime per la nostra sopravvivenza.

  • Bear, M. F. Connors, B. W., Paradiso, M.A., Nuin, X. U., Guillén, X. V. & Sol Jaquotot, M. J. (2008). Neurociencias: la exploración del cerebro. Wolters Kluwer/Lippincott Williams & Wikins.
  • Kandel, E.R; Schwartz, J.H. & Jessell, T.M. (2001). Principios de neurociencia. Madrid: McGrawHill Interamericana.