Socializzare per sviluppare il cervello

· 8 Gennaio 2019
Per l'essere umano, socializzare con i suoi simili è necessario per la sopravvivenza. Scoprite l'importanza della socializzazione per il nostro cervello.

Socializzare, coltivare le amicizie, interagire con le persone che ci circondano… Sono tutte relazioni che attivano il cervello e ne favoriscono lo sviluppo.

Interagire con l’ambiente circostante e mantenere relazioni sociali aiuta a sviluppare il cervello. Per questo motivo socializzare è così importante per il benessere individuale.

Alcuni studi recenti di antropologia biologica dimostrano l’importanza della socializzazione nello sviluppo evolutivo del cervello. Senza le relazioni sociali, non saremmo arrivati al grado di evoluzione attuale. Ciò è dimostrato da diversi casi, come quelli dei cosiddetti “ragazzi selvaggi“. Se si cresce socialmente isolati, non si sviluppano correttamente le proprie capacità cognitive.

Per conservare la salute emotiva e mantenere il cervello attivo, è molto importante interagire con gli altri. Coltivare le relazioni e socializzare protegge il cervello dal deterioramento cognitivo e dalla demenza.

Nell’articolo di oggi troverete un approfondimento sull’importanza della socializzazione per il cervello. Inoltre, analizzeremo gli effetti negativi dell’isolamento sociale.

Coltivare le amicizie

Socializzare: uno strumento essenziale per l’evoluzione

L’essere umano è un animale con un cervello molto complesso. Il nostro cervello è un organo che ci permette di sviluppare un sistema di comunicazione attraverso il linguaggio. Inoltre, ci rende capaci di prendere decisioni complicate, di creare oggetti e di dominare le altre specie.

Secondo Daniel White, specialista in evoluzione cerebrale, l’evoluzione del nostro cervello è avvenuta proprio grazie alla socializzazione. Secondo questo esperto, è stata la vita in società a favorire lo sviluppo delle capacità cerebrali.

Le diverse situazioni ambientali e sociali hanno fornito all’uomo primitivo gli stimoli necessari per sviluppare processi superiori. Questo ha migliorato la capacità di memorizzare, la precisione delle mani e lo sviluppo del linguaggio. Tutti questi fattori evolutivi sono apparsi negli ultimi 300.000 anni.

Differenze con i primati

L’importanza della socializzazione diventa evidente quando si paragona l’evoluzione del cervello umano con quello di altri primati. Il cervello di uno scimpanzé matura durante la gestazione. Quando nasce il piccolo, il suo cervello è praticamente già formato. All’età di due anni, lo scimpanzé ha già raggiunto un volume cerebrale pari a quello di un adulto.

Nell’uomo, la maturazione del cervello comincia con la gestazione, ma si estende oltre i due anni di vita. Di conseguenza, il cervello raggiunge il volume di un adulto solo verso i sette anni. Si tratta dell’età in cui i bambini sono pronti per cominciare a socializzare.

Ma anche se non aumenta in volume, il cervello umano continua a modificarsi fino ai 25 anni. A questo punto, la socializzazione riveste un aspetto essenziale nella vita dell’individuo. Socializzare è così importante da determinare la maturazione cerebrale.

Gli effetti dell’isolamento durante l’infanzia

La mancanza di socializzazione compromette la maturazione cerebrale in vari modi. È talmente dannosa che può causare persino ritardi nello sviluppo del cervello, soprattutto se avviene nella prima infanzia.

Oltre a incidere sull’umore e sul comportamento, la carenza di relazioni sociali nuoca alla salute cognitiva e alla capacità motoria. Nella tappa infantile, socializzare è più che mai indispensabile. Infatti, nei primi 10 anni di vita l’essere umano acquisisce e perfeziona molti processi psicologici superiori, fra cui il linguaggio.

Le esperienze dei “ragazzi selvaggi”.

La storia di Genie rappresenta un esempio di questo concetto. Genie era una bambina tenuta reclusa dai genitori fin dalla nascita. Il suo caso fu reso noto quando aveva 13 anni. Non avendo ricevuto alcuno stimolo emotivo o sociale, non era in grado di parlare. Nonostante i trattamenti, non riuscì mai ad acquisire un linguaggio fluido e complesso.

Un ulteriore caso è quello del ragazzo selvaggio dell’Aveyron. Nel 1800, in un piccolo villaggio francese, comparve  un ragazzino di 12 anni. Vi era giunto saltando di albero in albero, correndo e camminando a quattro zampe, completamente nudo. Come Genie, anche questo ragazzo non parlava. Abbandonato dai genitori o rimasto orfano, non aveva mai avuto la possibilità di socializzare.

Queste storie sono casi estremi che descrivono le conseguenze dell’isolamento sociale. Inoltre, mettono in evidenza la predisposizione del nostro cervello ad acquisire capacità complesse.

Isolamento nell'infanzia

Socializzare per sviluppare il cervello

Socializzare risulta indispensabile per godere di una buona salute emotiva. Le relazioni sociali apportano stimoli e propongono sfide che ci mantengono attivi. Di conseguenza, si tratta di esperienze vitali sia nell’infanzia che nella terza età.

Per godere dei benefici della socializzazione, è utile sviluppare il nostro lato più sociale. Frequentare gli amici con regolarità, sentirsi per telefono, scrivere… Si tratta di comportamenti che aiutano a mantenere l’equilibrio emotivo.

Alcune idee per evitare l’isolamento

  • Organizzare più spesso incontri con amici e familiari. Se non è possibile, potete fare lunghe telefonate periodiche alle persone care.
  • Iscriversi a un club o associazione per realizzare un’attività particolare. È un buon metodo per trovare nuove amicizie, mantenere mani e cervello occupati e socializzare.
  • Provare nuove attività. Facilita la conoscenza di persone in ambienti diversi da quelli abituali.
  • Evitare l’isolamento sociale: uscire, chiacchierare, scambiare idee e opinioni. Potete farlo con gli amici, ma anche con persone sconosciute.
  • Coltivare l’amicizia con persone di generazioni diverse. Permette agli adulti e agli anziani di rimanere in contatto con la rapidità mentale e fisica dei giovani. Mentre i giovani possono imparare cose nuove da persone più esperte di loro.
  • Mantenere una relazione amorosa: stimola il cervello in vari modi. Ovviamente, dovrà trattarsi di una relazione sana e che non sia causa di sofferenza.
  • In caso di grave isolamento, rivolgersi a uno specialista. Per cominciare, potete ricorrere alle linee telefoniche dedicate o ai servizi sociali. In seguito, l’aiuto di uno psicologo sarà di grande aiuto.

Socializzare è essenziale a qualsiasi età. Mentre per i giovani si tratta di uno strumento di maturazione, per gli anziani rappresenta una protezione contro il deterioramento cognitivo.

In conclusione, perché non approfittare dei vantaggi di una vita sociale attiva e soddisfacente? In fondo, siamo esseri sociali e l’interazione con gli altri apporta al nostro cervello numerosi benefici.