Saltare da una relazione all'altra

Saltare da una relazione all'altra è spesso un modo per sfuggire a una perdita o per dissimulare un'eccessiva dipendenza. Ostacola, inoltre, l'apprendimento dai propri errori. L'aspetto forse più triste di questa pratica è che spesso diventa un modo per sabotare relazioni potenzialmente valide.
Saltare da una relazione all'altra

Ultimo aggiornamento: 21 settembre, 2021

Saltare da una relazione all’altra è una pratica piuttosto comune. Tutta via la maggior parte degli psicologi concorda sul fatto che non sia del tutto positiva. Ma come per ogni cosa al mondo, esistono sempre le eccezioni. Ad ogni modo, è un comportamento che solitamente esprime difficoltà con se stessi, dipendenze e desiderio di fuga.

È pur vero che ai nostri giorni i valori e i punti di riferimento sono più mutevoli rispetto ad altre epoche. Le circostanze cambiano velocemente e anche la nozione di tempo è cambiata. Ma ciò non giustifica la pratica reiterata di saltare da una relazione all’altra.

In alcuni casi può capitare ed è perfettamente normale, ma se diventa un’abitudine è forse il caso di interrogarsi sul perché e indagare sulle cause.

“Un uomo che non è passato attraverso l’inferno delle sue passioni non le ha superate”.

-Carl Gustav Jung-

Abbraccio tra coppia.

Saltare da una relazione all’altra

Nessuno ama lasciare. Quando si vive una relazione importante, la rottura è fonte di dolore. In caso contrario, probabilmente la relazione non era poi così significativa. Vivendo in un’epoca storica in cui essere felici è diventato “obbligatorio”, molte persone rifiutano di attraversare il dolore che segue la fine di una relazione.

Pensano che la cosa migliore da fare sia trovare un sostituto dell’ex il prima possibile per riempire il vuoto: il ben noto “chiodo scaccia chiodo”. E ritengono che sia una pratica che funzioni sempre. Nulla di strano in realtà; consciamente o inconsciamente, vedono un potenziale partner in quasi ogni persona che incontrano.

Spesso accade che il nuovo rapporto parta con il piede giusto. Con l’ex, che non amava viaggiare, non si poteva mai organizzare un viaggio. Con il nuovo partner, invece, in appena un mese si è già stati in due paesi diversi. Ma perché succede?

I legami inconsci

Quando una relazione importante finisce, il cuore – ovvero la parte emotiva – e la parte inconscia, non sempre se ne rendono conto. Entrambi hanno i loro ritmi e meccanismi, e vanno avanti per la loro strada. Non si cancella un intero immaginario dal giorno alla notte.

Non si rinuncia ai propri piani, ai propri sogni e alle proprie aspettative condivise, con la stessa disinvoltura con cui ci si cambia d’abito.

Magari senza rendercene conto, o facendolo solo in parte, stiamo solo cercando di scrivere il prossimo capitolo della storia con il nostro ex. Forse cerchiamo solo di cambiare il nome del protagonista del film mantenendo lo stesso copione.

Allo stesso modo, potremmo essere tentati, ma senza successo, di continuare con la stessa trama. Una nuova relazione può diventare il nuovo capitolo dello stesso romanzo.

Tuttavia, non è la strada più giusta; in quanto non porta altro che a vivere le stesse dinamiche, ma con una persona diversa. Il rischio è quello di boicottare la relazione con i nostri sentimenti e le aspettative inconsce.

All’improvviso diventiamo più gelosi perché l’ex ci ha traditi. Oppure proviamo attrazione per qualcuno solo perché è totalmente all’opposto di lui. Il punto è che la precedente relazione diventa il nostro principale punto di riferimento.

Ragazza di schiena.

Vivere la perdita

Nessuno ama le perdite. Eppure fanno parte del ciclo della vita. Che ci piaccia o no, l’amore comporta sempre la gestione di una certa dose d’insoddisfazione. E ciò si fa più palpabile nel momento di una separazione.

È il prezzo dell’amore. E anche se fingiamo di andarcene senza pagare il conto, quel debito sarà incollato alla nostra ombra e continuerà a seguirci finché non verrà riscosso.

È probabile che il saltare da una relazione all’altra possa condurre a una catena di delusioni. Potremmo finire per diventare cinici e gridare a gran voce che l’amore non esiste. O, magari, diventare insensibili e lasciare che vada tutto a rotoli, senza preoccuparci della nostra felicità o infelicità.

In ogni caso, prima o poi dovremo fare i conti con la paura della solitudine e conquistare la nostra autonomia, e da lì tornare ad amare.

L’aspetto peggiore è che rischiamo di rovinare relazioni che potrebbero valerne la pena, solo per il fatto di non voler vedere. E il voler a tutti i costi evitare il dolore può condurre all’inganno.

Il bisogno ossessivo di avere un partner ci impedisce di apprendere da ogni relazione, e di lasciare che tutto fluisca con i suoi tempi.

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  • García Palza, D. F. (2014). Narración del duelo en la ruptura amorosa. Ajayu Órgano de Difusión Científica del Departamento de Psicología UCBSP, 12(2), 288-307.