Ci siamo dimenticati di separare i nostri cuori prima delle nostre mani

· 16 novembre 2016

Ci siamo dimenticati di staccare i nostri cuori prima di staccare le nostre mani. Ci siamo dimenticati di capire che è difficile allontanare le persone che più amiamo senza ferirle. Ci siamo dimenticati che non stiamo più camminando insieme, bensì separati, e che la dipendenza, il dolore, i rimproveri e la monotonia ci hanno sopraffatti e, soprattutto, cambiati. Nessuno dei due vede nello specchio lo stesso riflesso di un tempo.

La separazione delle nostre mani ha il sapore di un addio, ma ci siamo lasciati così tante volte che i nostri cuori hanno deciso che era sempre lo stesso: punto e poi a capo di nuovo. Separare i cuori prima di separare le mani, riconoscere che non ci amiamo più sono cose ben diverse e spesso più semplici che non lasciare che il cuore batta forte quando siamo assieme al nostro partner.

Ci siamo dimenticati di darci spazio, di prendere una boccata d’aria, di godere del nostro Io allo stesso modo in cui stavamo costruendo il Noi. Ci siamo dimenticati che amare non significa dipendere e adesso non sappiamo fare altro che stare insieme e odiarci, perché i nostri cuori non sanno battere separatamente.

“Entrambi abbiamo preso cammini diversi, ma ci siamo dimenticati di separare i nostri cuori prima di separare le nostre mani”.

(Mario Benedetti)

Ci siamo dimenticati di amarci

Ci siamo dimenticati di amarci e per questo abbiamo deciso che era il momento di separarci. Ma quello che abbiamo detto a parole non era esattamente il riflesso di ciò che sentivamo nella nostra anima; per questo, il rancore si è fatto spazio tra le mie viscere e ha iniziato a tagliarle in piccoli pezzi.

Ci siamo dimenticati di essere noi stessi, ci siamo trasformati in due estranei pieni d’odio e ora non facciamo altro che ferirci. Ci sentiamo soli e traditi, ci sentiamo vuoti e incapaci di vivere senza qualcuno accanto.

Ma, soprattutto, ci siamo dimenticati di dimenticarci e di riconoscere che non era il “noi” che amavamo. Abbiamo amato l’amore che stavamo immaginando, ma che non era reale. Era solo un’illusione che abbiamo costruito mentre sognavamo ad occhi aperti.

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Ci siamo dimenticati di essere e abbiamo iniziato a dipendere

Ci siamo dimenticati di essere e abbiamo iniziato a dipendere l’uno dall’altra, come se non ci fosse vita oltre l’idealizzazione degli abbracci dell’altro. Abbiamo iniziato ad avere paura di contraddirci e abbiamo messo a tacere la nostra voce per timore che una sola parola potesse spezzare il nostro legame idilliaco.

Abbiamo smesso di amare noi stessi per amare di più l’altro, finché non ci siamo diluiti e non ci siamo persi in un “noi” che stava già perdendo il suo senso di esistere. La nostra storia ha smesso di essere amore per diventare paura di perdere l’altro, poi ha smesso di essere paura per diventare odio, perché ormai era impossibile amarsi senza rubarci l’identità.

È stato allora quando abbiamo smesso di rispettare noi stessi, quando ci siamo resi conto che il nostro amore non era più amore, ma un vincolo asfissiante che ci feriva profondamente.

Abbiamo deciso di smettere di dipendere l’uno dall’altra e di staccare le nostre mani, ma era già troppo tardi, perché i nostri cuori non capivano il dolore di smettere di vedersi e continuavano a mantenersi legati. La dipendenza  ci aveva ridotto in cenere e non eravamo più capaci di essere ciò che eravamo prima di conoscerci.

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Abbiamo dovuto imparare ad amare noi stessi

Così, dopo quello che abbiamo vissuto, abbiamo dovuto reimparare ad amare noi stessi. Abbiamo dovuto accettare il dolore che ci eravamo volontariamente inflitti a causa della paura di stare da soli.

Abbiamo iniziato a riconoscere che avevamo deliberatamente perso la nostra identità e che non c’erano altri colpevoli oltre a noi e alla nostra necessità di legarci a qualcuno a qualsiasi costo. Abbiamo capito che, in questioni d’amore, non dobbiamo mai smettere di essere noi stessi. E allora, finalmente, siamo riusciti a dirci addio.