Viaggio verso l’illusione dell’ottimismo

13 maggio 2016 in Psicologia 0 Condivisi

Oggi vogliamo parlarvi di ottimismo e dell’illusione che a volte genera, e lo facciamo partendo da un piccolo aneddoto. Qualche tempo fa, l’amministrazione comunale di un piccolo municipio spagnolo, chiamato Higuera de la Serena, andò in bancarotta. Invece di lamentarsi, i suoi abitanti si misero al lavoro per svolgere i compiti che un tempo il comune pagava ad alcuni collaboratori esterni, ma che non poteva più permettersi di pagare. Offrirono il loro tempo libero per realizzare le attività più disparate, dal fare le pulizie ai lavori di edilizia. È solo un esempio banale, ma ci dimostra ancora una volta come, nei momenti più complicati, l’unione riesca a risvegliare nella gente un ottimismo forzato dalle circostanze.

La neuroscienziata Tali Sharot, della University College di Londra, sostiene che, così come proviamo illusioni ottiche, a volte crediamo di vedere qualcosa ben diverso dalla realtà per via di un altro tipo di “illusioni”:

  • L’illusione di superiorità per cui tendiamo a pensare di essere superiori alla media. Questo accade soprattutto in ambito accademico, dove il 97% delle persone crede di essere superiore agli altri. Il che è impossibile, per questo è un’illusione.
  • L’illusione dell’introspezione si riferisce a credere che tutti i nostri motivi siano fondati. Siamo convinti che, quando facciamo qualcosa, la facciamo per un motivo, quando in realtà ci sono volte in cui non c’è una ragione oggettiva. Inventiamo delle spiegazioni che diano un senso a ciò che facciamo.
  • L’illusione dell’ottimismo è quella che ci porta a sopravvalutare la nostra possibilità di vivere esperienze positive e a sottovalutare la possibilità che, invece, ci accadano cose negative. Per questo motivo, arriviamo a sopravvalutare la nostra longevità o il nostro successo professionale, mentre sottovalutiamo le possibilità che il nostro partner ci lasci o di ammalarci.

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I vantaggi dell’ottimismo

Il bias ottimistico, il nome con cui la psicologia cognitiva identifica questa “illusione”, ha molti vantaggi, ma anche molti svantaggi. Tra i primi troviamo:

  • Salute. Essere ottimisti favorisce la nostra salute. Ci sono diversi motivi fondamentali per cui si verifica ciò. Prima di tutto, se ci aspettiamo che il futuro ci riservi cose buone, riduciamo i nostri livelli di ansia e di stress. Per esempio, un paziente ottimista tende ad assumere comportamenti che lo portano ad essere più sano: segue i consigli del medico, si prende cura di sé e di solito segue i trattamenti in modo più convinto e costante.
  • Raggiungimento degli obiettivi. L’ottimismo può portarci ad avere un rendimento accademico migliore e a raggiungere i nostri obiettivi con maggiore facilità, perché se dopo un risultato negativo siamo convinti che la prossima volta andrà meglio, riusciamo a scacciare lo sconforto. Gli studi sull’ottimismo hanno dimostrato che le persone che hanno un punto di vista guidato dal bias ottimistico lavorano più a lungo, sono più perseveranti e alla fine ottengono di più.

L’ottimismo, dunque, è particolarmente positivo quando è accompagnato da buoni livelli di controllo ed efficienza, quando è sottile e non esagerato, e quando viene messo in campo in situazioni in cui abbiamo un buon margine d’azione.

Svantaggi dell’ottimismo

Tuttavia, anche se l’ottimismo comporta importanti vantaggi, può avere un lato negativo, come gli svantaggi che vi illustriamo a seguire:

  • Se crediamo che andrà tutto bene, potremmo non prendere le precauzioni necessarie: non andremo dal dottore abbastanza spesso, non indosseremo il casco quando andiamo in modo o non allacceremo la cintura in macchina, non controlleremo prima di attraversare la strada perché siamo convinti che non succederà mai niente, ecc. Le persone ottimiste molto spesso provano una sensazione di invulnerabilità poco realistica e che distorce la realtà.
  • Una persona ottimista può credere di completare molto prima l’attività che sta realizzando, sia a scuola sia al lavoro. Tende a sottovalutare il tempo e gli sforzi che un’attività le richiede.

L’ottimismo è particolarmente negativo quando si contrappone all’azione, sia perché può portare all’inibizione delle misure preventive sia perché le persone ottimiste spesso hanno più fede nel caso che nelle loro abilità.

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Quali sono le differenze tra le persone ottimiste e pessimiste?

Tra i vari studi realizzati sull’ottimismo e sul pessimismo, uno ha riguardato un gruppo di studenti sottoposto ad un esame. Gli ottimisti che non hanno passato l’esame non sono rimasti troppo delusi, perché si sono detti che sarebbe andata meglio la volta dopo, mentre i pessimisti hanno provato maggiore frustrazione, perché convinti di non essere in grado di superarlo.

D’altra parte, gli studenti ottimisti che hanno passato l’esame, pensavano di essere stati molto bravi e che anche l’esame successivo sarebbe andato bene, mentre i pessimisti che l’hanno passato hanno dato il merito alla fortuna e non si sono sentiti meglio.

È chiaro, quindi, che un ottimista non rimane troppo deluso quando non raggiunge un obiettivo, ma riesce a motivarsi per andare avanti e migliorarsi. La principale differenza tra questi due tipi di persone è che i primi sanno trarre vantaggio da ciò che per i secondi è un problema.

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