Sindrome da burnout negli insegnanti, cos’è?

· 19 Dicembre 2018
Chi soffre della sindrome da burnout presenta forti livelli di stress costante, e accumula via via stanchezza mentale, emotiva e fisica

Lo stress è uno dei problemi più gravi nella società attuale. Quasi tutti ci sentiamo stressati in modo più o meno abituale e, malgrado siamo arrivati ad accettarla come condizione normale, a lungo andare è causa di molti problemi. Uno dei più comuni, al giorno d’oggi, è la sindrome da burnout negli insegnanti o degli “insegnanti bruciati”.

Si tratta di una questione di particolare gravità, considerata l’alta incidenza nel mondo dell’insegnamento e le conseguenze sull’educazione dei nostri figli.

In questo articolo vi diamo più informazioni sulla sindrome da burnout, le sue caratteristiche, le cause e in che modo prevenirla, che siate insegnanti o genitori di un bambino o un ragazzo in età scolare.

Che cos’è la sindrome da burnout negli insegnanti?

La sindrome da burnout sorge in seguito al logorio in ambito lavorativo. Chi ne soffre presenta forti livelli di stress costante, e accumula via via stanchezza mentale, emotiva e fisica. Le conseguenze sono un crescente disinteresse nel lavoro e intensa sofferenza.

Giovane docente con sindrome del burnout negli insegnanti

La sindrome “degli insegnanti bruciati” è una variante del burnout. Le nuove sfide e difficoltà in campo educativo, insieme alla perdita di autorità dei professori e all’irrequietezza degli studenti, causano talvolta insoddisfazione nell’educatore che accusa diversi sintomi legati allo stress.

Nella maggior parte dei casi il malcontento nasce dalla differenza tra le aspettative, l’idea che ci si fa sull’insegnamento e lo scontro con la realtà. Questa discrepanza può assumere la forma di una dissonanza cognitiva e aprire le porte alla sindrome da burnout negli insegnanti.

Come riconoscerla?

Sintomi più comuni della sindrome da burnout

1 – Esaurimento emotivo

Uno dei principali indicatori del problema è la sensazione forte e prolungata di “non farcela più”. Come avviene nelle altre sindromi da stress, anche in questo caso le emozioni sono fuori controllo e ci si sente tristi, stanchi, svogliati.

Questo stato può portare a sviluppare problemi fisici, come insonnia, emicrania o disturbi intestinali. La soluzione, tuttavia, non va ricercata nel corpo, ma in uno stato emotivo alterato.

2. Scarsa realizzazione personale

Se una delle principali cause della sindrome da burnout negli insegnanti è l’impossibilità di lavorare come piacerebbe, l’effetto più ovvio è una forte insoddisfazione del proprio operato. Questo stato si traduce in senso di sconfitta, fallimento, impotenza e incapacità di gestire l’aula.

La sensazione di fallimento può allargarsi a macchia d’olio in altri ambiti della vita, colpendo le relazioni personali e la vita quotidiana dell’insegnante.

3 – Spersonalizzazione

Poiché uno degli effetti del burnout è sentirsi impotenti e inutili, chi ne soffre tende a chiudersi in se stesso e a perdere interesse per il lavoro. La passione scompare per lasciare posto a gesti meccanici, in un circolo vizioso che porta a stare sempre peggio.

Professore stanco appoggia la testa alla lavagna

Come affrontare il problema?

La sindrome degli insegnanti bruciati è un problema serio che peggiora la qualità dell’insegnamento e la vita personale del docente. Come intervenire?

  • Se siete insegnanti e accusate uno o più sintomi, un’utile strategia consiste nell’adottare una buona tecnica per la gestione dello stress. Tra le più efficaci troviamo la mindfulness o il rilassamento muscolare progressivo. Se il problema è fuori controllo e vi sentite sopraffatti, è di grande aiuto il sostegno di uno psicologo.
  • Anche un genitore può dare il suo piccolo contributo, cercando di facilitare il compito educativo del corpo docente. L’educazione dei figli, in fin dei conti, è responsabilità di tutti.

Non è solo importante il lavoro da fare sui docenti entrati in questo circolo vizioso di stress, ma anche la prevenzione. In questo senso siamo tutti coinvolti come società, insegnanti di professione e no.