Sinestesia: vedere suoni, ascoltare colori, assaporare oggetti

07 agosto, 2016

Immaginate di accarezzare un gatto e, nel frattempo, percepire un sapore di caramello in bocca oppure di ascoltare una sinfonia di Beethoven e iniziare a vedere tutto di colore blu. E no, non lo state immaginando: state davvero assaporando del caramello e state davvero vedendo il colore blu.

È questo il meraviglioso mondo di chi “soffre” di sinestesia. La sinestesia è la combinazione dei sensi. Consiste nel provare sensazioni provenienti da diversi sensi allo stesso tempo, mentre solo uno di essi viene stimolato da una certa azione. Per esempio, i sinestetici possono vedere i suoni, toccare una superficie liscia e sentire un sapore dolce oppure odorare un colore.

musica

Non si tratta di una semplice associazione, non “pensano” di star vedendo, sentendo o assaporando qualcosa: lo vedono, sentono o assaporano davvero. Una persona che “sente” i colori, per esempio, può continuare a vederli anche se rimane cieca.

Tutte queste percezioni sono involontarie, come quando guardiamo un muro bianco e non possiamo smettere di vederlo di quel colore, lo si voglia o meno. È una reazione del tutto spontanea, che non si può controllare, e proprio per questo affascina da anni sia gli scienziati sia gli artisti. Per quanto riguarda l’arte, questo amalgamarsi di sensi ha mischiato le palette dei pittori con i sonetti dei poeti e i pentagrammi dei musicisti. Per esempio, il pittore impressionista Kandinsky vedeva i colori mentre ascoltava la musica e, quindi, “dipingeva sinfonie”; il poeta simbolista Rimbaud scriveva poesie in cui le vocali corrispondevano a dei colori. È proprio questo, infatti, il tipo di sinestesia più comune: quello di associare delle lettere o dei numeri con un colore specifico.

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Secondo diversi studi scientifici, la sinestesia nasce dall’attività incrociata delle regioni del cervello incaricate di processare i sensi. Questa condizione può essere genetica, presentarsi durante lo sviluppo del feto, oppure verificarsi come conseguenza dell’assunzione di droghe come l’LSD, i funghi allucinogeni o altre sostanze psichedeliche. Si verifica anche in alcune persone affette da autismo o da alcune forme di epilessia. I sinestetici che soffrono di depressione provano questi sintomi con maggiore intensità durante i periodi di depressione.

Si calcola che una persona su duemila presenti questa condizione in modo acuto, mentre una su venti in modo lieve, ma non è ancora stato possibile ricavare dati precisi, per un motivo molto semplice: molte persone che provano questa sensazione non se ne rendono conto, persino per molti anni, perché per loro quello è l’unico modo di percepire la realtà e, quindi, non si rendono conto di essere “diversi” dagli altri finché non condividono le loro percezioni con qualcun altro.

La sinestesia non è una malattia né un disturbo, ma solo un modo particolare di assaporare il mondo. Alcuni studi segnalano persino che potrebbe essere una condizione benefica, in quanto stimola la creatività e aiuta la memoria; se siete tra questi pochi fortunati, quindi, continuate ad assaporare i suoni, a godere della vista di un aroma o ad accarezzare i colori intorno a voi con una mano.

Volete scoprire qualcosa di più sulla sinestesia? Continuate a informarvi su questi siti:

http://sinestesia.weebly.com/

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Sinestesia_(psicologia)

Immagine di copertina per gentile concessione di Lucy Nieto.