Sistema limbico: cos’è e come funziona?

1, luglio 2017 in Psicologia 336 Condivisi

Il cervello è la struttura più affascinante del nostro corpo. Tant’è che, pur essendo una delle parti del corpo più studiate, resta ancora molto da scoprire riguardo il suo funzionamento. Nonostante ciò, sappiamo che dentro di esso esistono diversi sistemi specializzati in meccanismi diversi. Uno dei sistemi più importanti è il famoso sistema limbico.

La prima volta che si è parlato del sistema limbico, anche se in modo meno concettuale e più primitivo rispetto a ciò che sappiamo al giorno d’oggi, fu perché Paul Broca diede un nome ad una zona situata vicino alla ghiandola pineale, ovvero nel limbo o confine, la zona del “grande lobo limbico”. Da qui il suo nome, perché si trova nel limbo o al confine di altre strutture già conosciute in quel momento.

Tuttavia, il sistema limbico, così come lo conosciamo attualmente, fu concettualizzato dal fisiologo MacLean nel 1949. Egli ampliò il concetto primario di questo sistema iniziato da Papez nel 1939, dandogli il nome attuale. MacLean decise di ampliare il numero di strutture da cui fosse composto poiché considerava che nella nostra evoluzione la corteccia cerebrale avesse avuto la stessa importanza dello sviluppo del cervello emotivo.

Per questo, il sistema limbico è conosciuto come cervello emotivo. Tuttavia, è davvero corretto questo termine? Quali sono i componenti attuali del Sistema Limbico? Il suo funzionamento è davvero così importante? Proseguendo nella lettura, troverete le risposte a queste domande!

 Quali sono le principali strutture del sistema limbico?

Il sistema limbico è composto da una moltitudine di strutture cerebrali interconnesse tra loro. Questo rende molto complesso determinare con precisione da quali strutture è formato e il lavoro concreto di ognuna di esse. Nonostante gli studi realizzati abbiano suggerito che, con maggiore supporto dai ricercatori, le strutture che compongono il sistema limbico e le loro funzioni siano le seguenti:

Ipotalamo

Si trova alla base dell’encefalo, sotto il talamo. Dal punto di vista fisico si trova in entrambe le parti della porzione ventrale del terzo ventricolo, o altrimenti detto, verso il centro e internamente al nostro cervello. È una struttura cerebrale piccola, tuttavia, è composta da moltissimi nuclei e fibre che risultano essenziali per la nostra sopravvivenza, poiché si incaricano del sistema nervoso autonomo e del sistema endocrino. Inoltre, organizza i comportamenti più importanti legati alla sopravvivenza della specie: lotta, alimentazione, fuga e riproduzione.

Una delle strutture più importanti dell’ipotalamo, per quanto riguarda il funzionamento del sistema limbico, sono i corpi mammillari. I corpi mammillari sono una profusione del fondo dell’encefalo nell’estrema porzione posteriore dell’ipotalamo. Contengono vari nuclei ipotalamici importanti e si incaricano della ricezione degli impulsi prodotti dall’amigdala e dall’ippocampo, e del reindirizzamento di tali impulsi verso il talamo. Questo li trasforma in un’importante strada di ricezione e trasmissione delle informazioni.

Ippocampo

È una struttura del prosencefalo, sita nel lobo temporale, che ha la caratteristica forma di un “cavalluccio marino”. È una delle regioni più ancestrali dell’encefalo umano e per questo è la principale struttura legata all’ipotalamo nella regolazione dei processi base per la nostra sopravvivenza.

L’ippocampo è talmente importante che senza di esso non potremmo avere un’identità, poiché è un’area essenziale per il funzionamento della nostra memoria. In particolare della memoria remota, quella che ci dà i ricordi di tutto quello che è successo in passato e, quindi, configura la nostra personalità, modellata in base alle esperienze. L’ippocampo, inoltre, è una struttura molto importante anche nei processi di apprendimento.

Per quando riguarda il sistema limbico, l’ippocampo è l’incaricato principale della memoria emotiva. Questo vuol dire che ogni evento che abbiamo vissuto, provato e sperimentato è filtrato dall’ippocampo che, insieme all’ipotalamo, ci permette di ricordare non solo le esperienze, ma anche ciò che proviamo associato ad esse.

Amigdala

L’amigdala, o corpo amigdaloideo, si trova nel ventricolo laterale del lobo temporale, praticamente all’interno del lobo temporale frontale. Questo vuol dire che fa parte del cosiddetto cervello profondo, quello dove primeggiano le emozioni di base o l’istinto di sopravvivenza. È composta da tre nuclei principali: nuclei basolaterali, nuclei centrali e nuclei corticomediali.

La sua principale funzione è quella di integrare le emozioni con i modelli di risposta corrispondenti a livello fisiologico e comportamentale. Le sue connessione non solo producono una realtà emotiva, ma in seguito al suo stretto vincolo con il lobo frontale permette l’inibizione dei comportamenti, partecipando al tanto conosciuto sequestro emotivo o “Amiygdala Hijack”.

All’interno del sistema limbico, l’amigdala non gestisce solo le nostre emozioni, è anche associata all’ippocampo, generando ricordi emotivi. Eppure, non è tutto, insieme all’ipotalamo impregna di colore emotivo i nostri processi basilari, associando l’ansia o le emozioni negativi all’alimentazione, al sonno e ai comportamenti sessuali.

Fornice o Frigono

È un fascio di fibre nervose a forma di arco che collegano l’ippocampo con altre regioni encefaliche. Al fornice si deve il funzionamento del sistema limbico, la sua connessione con i corpi mamillari e con l’ippocampo. Infatti, questo arco è il principale incaricato della trasmissione delle informazioni tra le principali strutture del sistema limbico.

Corteccia limbica

La corteccia limbica si trova nel lobo temporale mediano del cervello. È strettamente collegata alla memoria, per l’esattezza alla consolidazione e al recupero delle memorie dichiarati: episodiche e semantiche. Come il Fornice, inoltre, è una via di collegamento per le informazioni tra le diverse strutture cerebrali.

Altre strutture associate al sistema limbico

Come abbiamo detto in precedenza, non tutti i neurologi e i neuropsicologi si trovano d’accordo riguardo alla composizione del sistema limbico, ciò si deve alla complessità del suo funzionamento. Per questo, per spiegarne il funzionamento, alcuni professionisti possono anche tenere conto delle seguenti strutture:

  • Corteccia cingolata: costituisce una via che parte dal talamo fino all’ippocampo ed è associata con la memoria olfattiva e con il ricordo del dolore.
  • Area septale: partecipa all’inibizione del sistema limbico e al livello di allerta quando lo richiede l’attenzione selettiva. Inoltre, sembra intervenire per mettere in relazione memoria, motivazione, emozione e lo stato di allerta, modulando le sensazioni di piacere e gli stati di attivazione esterni.
  • Area tegmentale ventrale: considerata uno dei centri del rinforzo per eccellenza, intervenendo così nella regolazione del piacere e delle dipendenze.
  • Corteccia prefrontale: è la parte razionale per eccellenza del cervello e ciò che ci distingue dagli animali. Il suo funzionamento in relazione al sistema limbico è quello di silenziare o bloccare gli “impulsi” emotivi provenienti dalla stessa. Si incarica di controllare i nostri impulsi e il suo sviluppo è uno di quelli che si completa più tardi nella formazione del cervello.

È corretto parlare del sistema limbico come cervello emotivo?

Per molti autori, risulta un termine decisamente corretto visto che la funzione principale del sistema limbico è, come abbiamo visto, la regolazione emotiva. In effetti, storicamente la funzione principale assegnata a questo sistema contemplava solo la gestione delle emozioni.

Attualmente, invece, si considera che la visione di questo sistema solo come cervello emotivo risulti molto riduttiva. Questo perché, come si è visto, vi è una moltitudine di funzioni associate alle diverse strutture che lo compongono e al loro funzionamento congiunto.

Al giorno d’oggi, inoltre, si pensa che questo sistema sia coinvolto non solo con le emozioni, ma che risulti anche di vitale importanza nella motivazione, nello sviluppo dell’apprendimento e della memoria. Per questo, parlando del sistema limbico, lo si deve considerare più che un cervello emotivo.

Il sistema limbico è davvero così importante per la nostra sopravvivenza?

Come si è visto, si tratta di un sistema che si occupa di molteplici funzioni, tra cui quelle essenziali per la sopravvivenza, soprattutto per quanto riguarda l’ipotalamo. Senza di esso, non potremmo vivere, una dimostrazione di ciò risiede in alcune delle malattie di cui si può soffrire se si lesionano alcune delle strutture che lo compongono:

  • Alzheimer: si sviluppa in seguito ad una degenerazione di diverse strutture cerebrali, soprattutto l’ippocampo, producendo in questo caso la perdita progressiva della memoria.
  • Sindrome di Kluver-Bucy: malattia che colpisce l’amigdala e i lobi temporali in modo bilaterale. Tra vari sintomi, provoca agnosia o mancanza di riconoscimento visivo, ipersessualità, iperfagia.
  • Amnesia: per lo più anterograda se colpisce l’ippocampo.
  • Alessitimia: incapacità di esprimere e riconoscere le emozioni proprie ed altrui.

Queste alterazioni, tra molte altre, ci informano dell’importanza del sistema limbico nei diversi aspetti del nostro comportamento, a partire dalla memoria fino a funzioni fondamentali come il senso di fame. Per questo, è una struttura il cui funzionamento è tra i più importanti all’interno del cervello.

Referenze Bibliografiche:

Carlson, N., Fisiologia del comportamento, Piccin-Nuova Libraria, Padova, 2014

Rosenweig, M.; Breedlove, S.; Watson, N., Psicologia biologica. Introduzione alle neuroscienze comportamentali, cognitive e cliniche, CEA, Milano, 2009

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