Come trasformare un pensiero negativo in positivo?

· 24 giugno 2017

Si può trasformare un pensiero negativo in uno positivo? Barbara Fredrickson, psicologa dell’Università della Carolina del Nord (USA), ha dimostrato che un approccio ottimista nei confronti della vita può aiutare il cervello a combattere le emozioni negative. La ricercatrice ha constatato che, tramite determinati esercizi, il corpo può essere allenato per promuovere risposte positive e moltiplicarle riuscendo, così, a generare un naturale ammortizzatore contro lo stress e la depressione.

Il primo aspetto da avere ben chiaro è che i pensieri a cui “dichiariamo guerra” ci attaccheranno. Se ogni volta che sopraggiunge nella nostra mente un pensiero negativo, opponiamo resistenza o lo neghiamo, questo pensiero persisterà e rimarrà a lungo nella nostra mente. Ogni pensiero ne scatena altri della sua stessa natura e così via fino a generare un’inondazione cognitiva che non ci aiuta.

I pensieri che abbiamo possono compromettere la nostra vita quotidiana e persino le nostre emozioni e i nostri comportamenti. È importante capire il rapporto che esiste tra bloccare il pensiero negativo e ridurre le conseguenze negative dello stesso. A tale scopo, la prima cosa da fare è identificare i nostri schemi automatici di pensieri negativi che, per abitudine, sono passati a formare parte delle nostre convinzioni fondamentali.

Le nostre convinzioni fondamentali sono piene di inclinazioni o distorsioni cognitive. È il momento di identificare queste distorsioni e combatterle per generare pensieri positivi dinanzi ad ogni nuova situazione. Queste inclinazioni o distorsioni portano la nostra mente ad eliminare le informazioni che non la aiutano a mantenere le nostre credenze ed ingrandire o magnificare le informazioni che, invece, concordano con il nostro modo di vedere la vita

I pensieri sono solo una parte modificabile di noi

Il cervello non cerca la verità, ma sopravvive. In un mondo preistorico questo comportamento mentale era ottimale, ma in quello attuale sono cambiate molte cose. Adesso non è così necessario dare una risposta rapida per sopravvivere, così come non lo è dare una risposta adatta ad ogni situazione. Dobbiamo aver presente che il nostro cervello, a volte, può sbagliarsi: magari ci mostra la situazione come pensa che sia e non com’è davvero.

La mente cerca di risparmiare energia, di darci in fretta una risposta dinanzi ad un fatto concreto per prendere il controllo e offrirci sicurezza e tranquillità. È in queste scorciatoie mentali che si producono le maggiori distorsioni. Il nostro cervello primitivo tende ad agire in fretta, come dovevano agire i nostri antenati per sopravvivere, da ciò deriva l’eccesso di generalizzazioni, filtrazioni negative e rigidità mentale quando processiamo alla svelta le informazioni.

Al giorno d’oggi nella nostra società sono davvero poche le situazioni di reale pericolo; quasi tutte le situazioni minacciose sono immaginarie o ne sovradimensioniamo le conseguenze. Processare le informazioni alla svelta ci fa cadere in inclinazioni che provano a rendere nitida un’immagine distorta dalla fretta con la quale abbiamo provato a processarla.

Una delle maggiori distorsioni involontarie consiste nell’accettare come verità assoluta la probabilità che accada qualcosa. Questo ci porta ad agire in modo ansioso o depresso senza che il fatto sia accaduto. Solo il 20% circa dei nostri pensieri accade davvero. I nostri pensieri, dunque, non devono essere i giudici della nostra vita, bensì gli spettatori.

“Nemmeno il tuo peggior nemico può ferirti come i tuoi stessi pensieri”

Comprendi la tua mente e la tua mente comprenderà te

La maggior parte di noi dedica parte della propria attenzione alle attività che sta realizzando nel momento, mentre la mente ed i pensieri lavorano su un altro problema. Agire così viene definito vivere con il “pilota automatico” occupandoci di quello che facciamo con scarsa consapevolezza dei dettagli del momento.

Essere pienamente consapevoli di quello che sta accadendo nel qui ed ora è lo stato ideale per combattere i pensieri negativi. Accettare che questi pensieri sono necessari in determinate circostanze, e che avviano un circolo vizioso di premonizioni negative che si autoalimentano, ci dà la chiave per arrestarli con pensieri più adatti alla realtà.

Forse ci sono elementi di determinate situazioni che non potremo cambiare, come il dolore, la malattia o una circostanza difficile, ma almeno possiamo renderci conto di come reagiamo o rispondiamo a tutto quello che ci succede. Facendolo, saremo nella posizione di sviluppare strategie per cambiare il rapporto che abbiamo con le nostre circostanze e i filtri -non sempre amichevoli- che utilizziamo per processarle.

“Il cacciatore che insegue due conigli non ne cattura nessuno”