La sofferenza esiste, ma non si impossesserà più della mia vita

· 20 novembre 2016

Tutti noi siamo stati feriti almeno una volta o forse siamo stati noi a ferire. In tal caso, probabilmente avremo agito inconsapevolmente o forse no.

D’altro canto, ogni persona dà alle cose che vive l’importanza che crede meritino, perché la sofferenza è relativa. C’è chi soffre molto per qualcosa che, ad altri, risulta solo un contrattempo e viceversa. La vera umanità sta nel riconoscere che ogni circostanza è degna di rispetto.

In qualsiasi caso, è necessario lasciare che la sofferenza ci abbandoni per poter vivere in armonia con il nostro Io interiore. Risulta complicato affrontare il momento in cui l’unico rimedio è accettare quanto accaduto, ma ci si può riuscire. E, così facendo, vinceremo nel presente.

È bene anche soffrire

Si dice spesso che il dolore è negativo ed è completamente logico desiderare che si allontani quando minaccia di avvicinarsi a noi. Non vogliamo che ci capiti niente di brutto che possa distruggere il nostro equilibrio emotivo e che ci faccia sentire intrappolati, senza via di fuga. In un certo senso, abbiamo gli strumenti necessari per superare il dolore, ma non siamo mai pronti ad affrontarlo quando arriva.  

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Anche quando sappiamo che probabilmente soffriremo, non ci adattiamo facilmente a tale situazione. Abbiamo spesso detto che ogni avvenimento negativo ha il suo lato positivo: l’insegnamento che ci lascia.

“Sai, uno può vedere la vita come piena di difficoltà da evitare oppure come un vasto campo da gioco che offre, in ogni angolo, un’esperienza da far propria”

-Laurent Gounelle-

Gli insegnamenti provenienti dalle esperienze che viviamo sono come piccoli semi che daranno poi vita a grandi raccolti durante il nostro cammino. Da questo punto di vista, dunque, è bene permettersi la sofferenza per imparare da essa e assorbire ogni piccola cosa della vita.  

È bene fallire per trovare poi ancora più piacevole il successo. Piangere fa bene per schiarire lo sguardo e alleviare il cuore. Bisogna comprendere che, durante un viaggio, ci sono salite e discese. Anche in discesa è bene cadere se questo può aiutarci a rialzarci.

Il passato non può più ferirvi se non glielo permettete

Quando stiamo lì, sul fondo del pozzo, abbiamo la sensazione che gli strumenti a nostra disposizione per risalire siano fuori dalla nostra portata. Giustamente l’ombra di questa sensazione è ciò che rimane dentro di noi quando abbiamo superato il passato.

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In altre parole, viviamo in un presente nel quale la sofferenza non c’è ma, a volte, affiora il ricordo del passato. Se succede, è perché non ci siamo lasciati alle spalle quanto vissuto, e dobbiamo farlo. Ricordate che il passato non può ferirci se noi non glielo permettiamo.

“Chi ricorda il dolore una volta svanito? Tutto ciò che rimane di esso è un’ombra, non nella mente né nella carne”

-Margaret Atwood-

Sapremo di aver superato quel momento nell’istante in cui, guardando indietro, scopriremo che si tratta solo di un ricordo, che non ferisce né controlla. Meritiamo di andare avanti, di perdonare e perdonarci, a seconda di quanto vissuto.

Recuperate il controllo

La sofferenza prende temporaneamente il controllo della nostra vita e, con pazienza e coraggio, ci riprenderemo. Siete voi ad avere in mano il telecomando, siete voi ad avere in mano il timone per dirigervi dove volete, a partire da ora.

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Con la nostra valigia piena di sentimenti utili, lasciamoci alle spalle ciò che non ci serve. Eravamo caduti, ma abbiamo intrapreso nuovamente la retta via e non ci permetteremo di perderci di nuovo. E, se il destino lo farà ricapitare, sapremo rialzarci.

(…) decidere in che momento avevano perso il controllo delle loro vite. Perché c’è sempre un momento in cui la vita si deraglia”

-Gillian Flynn-