Come sopravvivere ad un capo tossico

12 dicembre 2016 in Psicologia 588 Condivisi

Karl Marx diceva che “l’operaio ha più bisogno di rispetto che di pane”. Fortunatamente, al giorno d’oggi la situazione lavorativa non è così probatoria come ai tempi del grande pensatore…almeno in gran parte del pianeta. Eppure, la figura del capo tossico è sempre più presente nel panorama attuale.

A cosa ci riferiamo quando parliamo di capo tossico? A quelle persone con potere che credono di poter elargire un diritto su di noi. Persone che si credono superiori in qualsiasi situazione e che usano ogni tipo di risorsa, talvolta poco lecita, per mantenere il controllo sui loro impiegati.

Quando parliamo di capi tossici, ci riferiamo a leader ingiusti che possono portarci persino ad odiare la professione che amavamo. Nonostante possano arrivare a farci perdere il sonno, anche queste persone hanno dei punti deboli. Oggi vi mostreremo quali.

I diversi tipi di capi tossici

La prima cosa da fare è stabilire le categorie di capi tossici che si possono incontrare. Dimostrandoci in grado di individuarli fin da subito, potremo porre fine alla loro influenza negativa. A tale scopo, ci baseremo sul libro dello scrittore Vijay Nair, “The boss is not your friend” (Il capo non è tuo amico).

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Vijay Nair carica la sua opera con una potente dose di umorismo, senza togliere rigorosità al suo lavoro. Lo scrittore fa un’analisi accurata delle più deplorevoli tipologie di leader dell’organigramma aziendale indiano, e noi abbiamo preso spunto dalle sue parole perché riteniamo che riderci su possa aiutare a digerire determinate situazioni.

Il capo arrivista

Secondo Nair, esistono 5 categorie principali di capi tossici, il più curioso e comune dei quali è il capo arrivista. Questo personaggio è difficile da identificare, poiché ha l’abitudine di appropriarsi delle buone idee degli altri. Ma non è tutto: oltre a mascherare la sua incapacità, tende ad incolpare i suoi impiegati dei propri errori e della propria inefficacia.

Il capo insicuro

Un altro leader tossico è il supervisore insicuro. Questo capo è sempre alla ricerca di una cerchia di alleati che lo seguano e lo appoggino in ogni momento. Sfrutta i suoi seguaci allo scopo di controllare l’ambiente di lavoro, poiché è spaventato all’idea che i suoi dipendenti possano rivoltarsi contro di lui in qualsiasi momento.

Il workaholic o lo scansafatiche

Vediamo adesso due tipi di leader tossici che occupano i due poli opposti dello stesso insieme. Da una parte abbiamo il workaholic, un personaggio che non ha vita al di fuori dell’ufficio e si aspetta che lo stesso valga per i suoi dipendenti. Dalla parte opposta troviamo lo scansafatiche, colui che si aspetta di continuo che facciate la vostra parte e anche la sua.

L’arrogante

Infine, esiste un quinto tipo di capo tossico ed è tra i più comuni, ossia il leader prepotente e arrogante. È quasi impossibile sentire persone di questo calibro chiedere “scusa”, loro non sbagliano mai. Inoltre, tendono a non ascoltare nessuno al di fuori di se stessi.

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Come combattere un capo tossico

Abbiamo fatto il primo passo: adesso abbiamo tutte le informazioni utili per individuare un capo tossico. Questo passaggio, infatti, è fondamentale per capire come affrontare questi profili. Ebbene, cosa possiamo fare per non rimanere coinvolti direttamente e personalmente? Fate attenzione ai seguenti consigli:

  • Non fatevi mai coinvolgere in prima persona. Cercate sempre di non reagire in modo emotivo di fronte agli abusi, alle critiche o alle ingiustizie. Se manterrete la calma, evitando ogni confronto ed adottando un atteggiamento composto, il vostro capo potrebbe cercare altrove uno sfogo per le sue ire.
  • Se la situazione persiste, andate incontro al supervisore. In altre parole, anziché scontrarvi con lui, dimostratevi disposti a capirlo e a scoprire cosa vuole esattamente da voi. Se saprete cosa vuole da voi, vi sarà molto più facile soddisfare le sue esigenze.
  • Non crediate di poter cambiare un capo tossico. Di solito si tratta di persone conflittuali sia sul piano lavorativo sia su quello personale. Per questo motivo, non riuscirete mai a cambiare il loro atteggiamento. Vi resta soltanto provare a navigare per le burrascose sfaccettature del suo comportamento.
  • Ricordate: il vostro capo non è vostro amico. Può comportarsi come meglio crede, ma non consentitegli di diventare d’ostacolo alla vostra professionalità. Svolgete il vostro lavoro al meglio delle vostre capacità e comportatevi sempre da persone educate e capaci.

Tre suggerimenti extra per affrontare un capo tossico

Tenete a mente anche quanto segue:

  • È buona abitudine documentare tutto per iscritto. Conservate una copia delle email e lettere ricevute, visto che un giorno, qualora il conflitto si evolvesse negativamente, potrebbero esservi utili.
  • Godetevi la vostra vita personale senza pensare al lavoro. Si tratta di un esercizio piuttosto complesso, ma del tutto necessario. Fuori dall’ufficio, abbandonate i problemi del lavoro, altrimenti la vostra vita diventerà un inferno.

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  • Se nulla di quanto visto ha avuto effetti positivi, rimane una sola opzione: abbandonate il vostro posto di lavoro. Se una persona vi rende la vita impossibile influenzando la vostra esistenza quotidiana, con ripercussioni anche sulla vostra salute fisica e mentale, scordatevi quel lavoro onde evitare che la situazione degeneri.*

I consigli di Vijay Nair potranno tornarvi molto utili per portare avanti il vostro lavoro senza subire troppo le conseguenze di un capo tossico. Se un giorno vi capiterà di dover affrontare una situazione del genere, non esitate a metterli in pratica!

*Nota dell’editore: sappiamo che oggigiorno il mercato del lavoro non dà la possibilità di lasciare un impiego come se nulla fosse. Se per non potete farlo per motivi economici, il nostro suggerimento è quello di cominciare a cercare un nuovo impiego prima ancora di lasciare quello attuale. Questa soluzione è molto più efficace che lamentarsi di continuo, visto che significa attivarsi concretamente per porre fine ad una situazione degradante ed alimentare un filo di speranza.

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