I 5 tipi di leader della psicologia dei gruppi

· 16 maggio 2016

Tutti noi conosciamo delle persone che sembrano essere nate con un dono speciale, quello di saper dirigere, organizzare, comandare, ordinare, innovare, motivare e guidare le azioni degli altri. Ci sono moltissime caratteristiche che identificano un buon leader, e oggi vogliamo parlarvi delle diverse tipologie che possiamo identificare in questo gruppo di persone.

Prima di tutto, bisogna sottolineare che gli atteggiamenti dei diversi tipi di leader si basano su dei pilastri facilmente identificabili. Per esempio, sullo sviluppo di buone abilità sociali, la capacità di empatia (che dev’essere bilanciata per far sì che non danneggi gli obiettivi ultimi del gruppo), l’intuito, che porta a saper identificare in modo veloce ed efficace quali sono i fattori rilevanti e quali le cose inutili, ecc.

Di certo a tutti voi sarà capitato di conoscere delle persone come queste nell’arco della vostra vita, o forse sarete addirittura una di loro. Ma attenzione a non generalizzare troppo, perché quando si parla di veri leader bisogna sempre tenere a mente due aspetti fondamentali.

barchette bianche e barchetta rossa

Che cosa hanno in comune tutti i tipi di leader?

Come vi abbiamo appena detto, ci sono due punti da considerare prima di identificare una persona come un leader, a prescindere dalle sue azioni:

  • da un lato, non tutte le persone che si offrono come guida o che cercano di farsi seguire da un gruppo sono quelle che hanno davvero le capacità necessarie per assumere il ruolo di leader;
  • d’altro lato, come tutte le cose considerate “desiderabili” a livello sociale, ci sono molte più persone che si considerano portatrici dello scettro del comando rispetto a quelle che lo portano davvero.

Quindi, come si diventa un vero leader? È solo fortuna, è una capacità che ci viene trasmessa per via genetica, o che dobbiamo sviluppare noi stessi?

In questa breve introduzione non abbiamo ancora toccato un punto che non può essere tralasciato: una persona in grado di essere un buon leader per un gruppo, perché ha determinate caratteristiche e obiettivi, potrebbe non esserlo per un altro gruppo. Per capirlo, basta pensare agli sport di squadra.

leader calcistico

Ogni settimana sentiamo parlare di allenatori che vengono dimessi dal loro incarico. Delle persone che dovrebbero preparare una squadra, e che la maggior parte delle volte vengono cacciati perché non sono stati in grado di guidare nel modo giusto il gruppo che avevano di fronte, non perché non siano abili a livello tecnico, o preparati nello sport di cui si occupano.

Il problema è che non esiste una ricetta perfetta per tutti i gruppi: il modus operandi che richiede una certa squadra non è lo stesso che si può applicare a un altro gruppo di persone.

I 5 tipi di leader che identifica la ricerca sulla psicologia dei gruppi

Il termine inglese leadership in psicologia è legato a un nome e a un esperimento: quello realizzato da Kurt Lewin durante la Seconda Guerra Mondiale. In questo periodo storico, infatti, abbiamo assistito all’ascesa al potere di diversi dittatori, che sono stati in grado di convincere un gran numero di persone a credere nel loro progetto, che fosse giusto o sbagliato.

Ed ecco che ci si presenta una questione che potrebbe sembrare ovvia, ma non è da sottovalutare: perché nasca un nuovo leader è necessario che esista un vuoto di potere o una situazione di forte dubbio nei confronti del potere già stabilito.

ragazzo e lupo

Se continuiamo ad analizzare la storia, vedremo come l’interesse per lo studio della leadership, che inizialmente si concentrava sulla gerarchia militare e politica, si è poi esteso ad altri ambiti, come quello educativo, sportivo o aziendale.

In altre parole, dal momento in cui ci si è resi conto che le capacità di leadership e i diversi tipi di leader possono influire sull’aspetto produttivo, questo ramo della sociologia ha assunto una rilevanza universale.

Al giorno d’oggi, purtroppo, non esiste ancora una classificazione univoca dei diversi tipi di leader. Per descriverveli, quindi, useremo una delle più pratiche e riconosciute dalla psicologia dei gruppi. Questa classificazione identifica cinque tipi di leader, due in più rispetto a quelli identificati inizialmente da Kurt Lwein.

1. Leadership di delega (laissez-faire)

Quando parliamo della leadership di delega, ci riferiamo ai leader invisibili o permissivi. Si tratta di persone che gestiscono l’attività degli altri e il cui compito è quello di distribuire gli incarichi. È uno stile particolarmente efficace nei casi di gruppi formati da persone molto motivate e capaci, che di solito stanno solo aspettando che qualcuno dica loro che cosa devono fare.

Questo tipo di leader si assicura che le sue indicazioni siano delle linee guida per il resto del gruppo, permettendo la comunicazione. Il pericolo della leadership di delega si presenta nel momento in cui è necessario un intervento diretto del leader, e questo non interviene.

Ci troviamo davanti a un leader che, se pecca, lo fa per difetto. Per questo è facile che un elemento destabilizzante faccia sì che tutto gli sfugga di mano. Un esempio di leader delegante è Gandalf in questa scena:

Gandalf e Frodo

2. Leadership autocratica

A differenza del leader precedente, il leader autocratico è una persona che interviene sempre. Il suo canale di comunicazione è unidirezionale, visto che si limita a parlare, ma non ascolta il gruppo a cui si rivolge. D’altra parte, è spesso un leader che vuole un alto livello di controllo, e funziona molto bene in quei gruppi in cui le persone hanno molti dubbi su come bisogna svolgere il lavoro assegnato, ma sono già motivate.

Il pericolo di questo leader è che sia poco motivante nel caso di gruppi molto preparati, perché le persone sentiranno di aver perso la loro libertà quando si dirigono a lui.

Infine, il leader autocratico prova spesso un sentimento di superiorità nei confronti delle persone che dirige, un atteggiamento che potrebbe rendere l’equilibrio molto precario e rappresentare un ulteriore pericolo. Un esempio di leader autocratico della storia è Margaret Thatcher.

leader autocratico

3. Leadership democratica

Come avrete intuito, questo tipo di leadership è quello che viene applicato più spesso nei sistemi politici occidentali. Il leader democratico cerca di potenziare al massimo la bidirezionalità comunicativa. Comanda, ma non dimentica l’importanza di fare attenzione al feedback del gruppo che dirige. Ciò che caratterizza questo tipo di leadership è proprio il continuo ricorso alla consultazione delle opinioni altrui.

Si tratta di un buon leader per gruppi preparati, ma non troppo motivati. Il fatto di sentirsi ascoltati può essere il miglior rimedio per aumentare la motivazione e l’interesse delle persone, sia nella scelta delle procedure che degli obiettivi. Un esempio di leader democratico nella storia è stato Nelson Mandela.

leader democratico

4. Leadership transazionale

Il leader transazionale si focalizza sugli obiettivi. Assume il ruolo di guardiano della motivazione del gruppo e, per mantenerla viva, ricompensa o castiga le persone che dirige a seconda del loro impegno o interesse.

Questo tipo di leader, se è abile nello svolgere il suo compito, è ottimo per guidare procedimenti lunghi e complessi, in cui il gruppo non ha né riesce a trovare facilmente una motivazione nel lavoro e in ciò che deve fare.

Le ricompense esterne (promozioni, vacanze, flessibilità, aumenti, ecc.) possono quindi ovviare a questa carenza di motivazione, ma un buon leader dovrà essere in grado di distribuirle in modo giusto ed efficace.

Il pericolo di questo tipo di leadership riguarda l’obiettivo del progetto e l’atmosfera che si creerà all’interno nel gruppo, in cui molto spesso la competitività di fronte a queste ricompense potrebbe danneggiare i rapporti umani. Un esempio di leadership transazionale è quella degli allenatori di calcio.

leadership allenatori di calcio

5. Leadership trasformazionale

Il leader trasformazionale si concentra soprattutto sulla motivazione del gruppo, ma lo fa a partire dal compito da svolgere. Il suo intento è che il gruppo raggiunga gli obiettivi, certo, ma senza perdere di vista altri valori “secondari”. Questi obiettivi trasversali possono essere molto diversi: l’acquisizione di competenze da parte dei membri del gruppo, creare un clima positivo, prendersi cura dell’ambiente di lavoro, ecc.

Questo tipo di leader ottiene ottimi risultati quando deve guidare un gruppo che non ha un alto livello di conoscenza né di motivazione, e che non sente una pressione troppo alta per il raggiungimento degli obiettivi principali. Un esempio di leader carismatico di questo tipo è stato John F. Kennedy.

leader Kennedy

Come avete visto, i tipi di leadership identificati dalla ricerca sociologica dei gruppi hanno caratteristiche molto diverse e ben delineate. Tuttavia, quando bisogna guidare e gestire un gruppo nella pratica, non sempre i leader si comportano in modo così rigido, ma piuttosto attingono a caratteristiche delle diverse tipologie.