Stare insieme alle persone e non al di sopra di loro ci rende migliori

· 24 maggio 2017

Cosa ci rende grandi? Il potere, i soldi o la nostra persona? Viviamo in tempi confusi, le società consumiste si riducono al mero uso dei soldi e a ciò che essi comportano, ovvero il potere. Negli ambienti più intimi e caratterizzati da un trattamento di amicizia, esistono ancora i valori basilari dell’altruismo e dell’umiltà, intesi come concetti che rendono grandi le persone. Oggi più che mai acquisisce importanza la citazione del Barone di Montesquieu: “Per fare grandi cose, non bisogna stare al di sopra degli uomini, ma assieme a loro”.

Il problema sorge perché, sin da piccoli, ci viene inculcata l’importanza dello stare al di sopra degli altri, ci fanno interiorizzare stereotipi secondo cui dobbiamo essere migliori degli altri e vivere in competizione. I gruppi che formiamo con la nostra famiglia, con i nostri amici e con i nostri colleghi sono piagati da pregiudizi e preconcetti.

Se un gruppo è molto conservatore, ostenterà i suoi valori e il rispetto per le sue norme, disprezzando il cambiamento o la trasformazione delle cose. Se un gruppo è piuttosto innovatore, si vanterà di stare al passo con i tempi, di essere capace di evolversi, senza considerare le radici e i processi che si ripetono sfociando nel passato. Per essere davvero grandi, dobbiamo vedere le persone come esseri che racchiudono delle sfumature, e non come gruppi stereotipati ed inferiori.

“L’uomo di talento è naturalmente incline alla critica, perché vede più cose rispetto agli altri e le vede meglio”.

(Barone di Montesquieu)

Siamo più felici quando condividiamo

Qual è la prima cosa che facciamo quando riceviamo una buona notizia? La condividiamo. Pensate a quando avete raggiunto un traguardo, ad esempio la fine dell’università, il conseguimento di un posto di lavoro, la convivenza con il vostro compagno di vita. Tutte queste notizie che vi fanno battere il cuore sono più soddisfacenti se le condividete.

Quando condividiamo, ci compiaciamo di più della nostra vita ed entriamo maggiormente in connessione con gli altri, mantenendo a lungo in salute il corpo ed il cervello. È stato dimostrato dallo studio “Sviluppo Adulto”, una ricerca prolungata sulla felicità, iniziata 76 anni fa e tuttora in atto presso l’Università di Harvard.

I partecipanti allo studio hanno risposto nel corso dei decenni a questionari a proposito della loro famiglia, del loro lavoro e della loro vita in comunità. Durante la ricerca, avevano anche accesso alle proprie schede cliniche, dunque potevano valutare il loro stato di salute basandosi su dati tangibili e verificati.

Da questo  studio si evince che le relazioni ci danno energia se investiamo su di esse, se dedichiamo esse tempo, se cooperiamo invece di competere per arrivare prima degli altri; in questo modo diventano più vive e meno sfiancanti. Anche se la tendenza sociale è di isolarsi, di restare a casa a guardare la tv o a navigare sui social network, in generale siamo più felici quando condividiamo il nostro tempo.

“Gli uomini sono davvero ricchi solo se sono generosi. Colui che fa un grande favore riceve una grande ricompensa”.

(Elbert Hubbard)

Umiltà: la virtù morale che ci impedisce di sentirci al di sopra degli altri

Per condividere, per dare, per relazionarci in modo ugualitario e sano con gli altri, è bene lavorare sull’umiltà. L’umiltà è quel valore che apre la porta della nostra pace interiore per avvicinarci al benessere personale. La mancanza di umiltà delle nuove generazioni è sorprendente e preoccupante. Essa è in parte dovuta al fatto che questo valore è spesso sminuito, addormentato, relegato nella categoria delle qualità inutili nelle società competitive.

Quello che la nostra società e gli uomini mossi da valori completamente opposti non sanno è che l’umiltà ci rende grandi. L’umiltà ci permette di controllare gli eccessi comportamentali e lasciare spazio agli altri per manifestare le loro virtù, in modo tale da poterle apprezzare. Questo è l’antidoto migliore alla volontà di stare al di sopra degli altri.

I superbi, i narcisisti, i prepotenti e i saccenti per natura, quelli che si credono grandi perché ritengono che il loro modo di vivere sia quello universalmente giusto, possono raggiungere il potere materiale, ma la loro maschera impedirà loro di continuare a crescere. I vuoti nati dall’incapacità di riconoscere i propri limiti non vengono colmati da oggetti materiali, anche se a volte sentiamo frasi illusorie che sostengono il contrario.

“La cosa importante per essere felici e in salute nel corso della vita è la qualità delle nostre relazioni”.

(Robert Waldinger)