Mi piacciono le persone umili che sorprendono con le loro azioni

· 28 dicembre 2016

Mi piacciono le persone così, umili di cuore, dal sorriso accattivante e dal cuore d’oro, che mi sorprendono ogni giorno con le loro azioni. Sono persone che parlano e che rispettano la loro parola, che non conoscono gli ego ingigantiti e le falsità camuffate. Mi piacciono queste persone magiche, travestite da persone normali.

E chi non le amerebbe? Tuttavia, sappiamo che le personalità di questo tipo si contano sulle dita di una mano. Viviamo in una società individualista sempre più orientata verso l’esteriorità, in cui i comportamenti esibizionisti e gli eccessi magniloquenti sono comuni, in cui l’ossessione per essere ammirati in ogni istante ci sfinisce e ci asfissia.

“Se le persone si comportano bene solo perché hanno paura di un castigo e si aspettano una ricompensa, allora siamo un gruppo patetico”.

(Albert Einstein)

Paul-Claude Racamier, celebre psicanalista francese, fondò anni fa il termine “narcisista perverso”. Si tratta senza dubbio della versione più estrema di questo profilo. Queste persone non solo vivono concentrate sulla loro infallibilità e perfezione, ma esercitano anche un’offesa morale persistente con cui umiliare gli altri e brillare ancora di più ai propri occhi.

Vivere subendo dinamiche di questo tipo può distruggere la nostra salute mentale. È necessario dare una svolta alle nostre relazioni quotidiane. Dobbiamo dedicarci alle persone che non focalizzano la loro vita come se si trattasse di una mostra perenne, ma che stanno in un angolino discreto e privilegiato in cui vi sono comprensione, saggezza e rispetto degli altri.

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Persone presuntuose e persone che confortano

Un tratto molto comune del narcisista cronico è la sua tendenza a fare promesse che poi non compirà. È dipendente dall’utilizzo del pronome personale “io”, con il quale inizia ogni sua frase, rende un granello di sabbia una maestosa cattedrale ed è un prepotente architetto del suo universo onnipotente. Sa tutto, ha visto tutto e ha vissuto tutto e, se non l’ha fatto, lo inventa con una patina di giusto glamour.

Il fatto più curioso di queste persone è che riusciamo ad individuarle quasi subito. Le bugie hanno le gambe corte e la vanità è molto evidente. Tuttavia, a volte, pur avendo notato da un pezzo le loro numerose carenze e i vuoti del loro cuore, abitato da ragnatele, non è così facile difendersi. Non è semplice convivere con un narcisista cronico, soprattutto se è nostro padre, nostra madre o il nostro partner.

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Secondo un articolo pubblicato sulla rivista scientifica PsychCentral, c’è un aspetto fondamentale che può curare e confortare una persona che ha appena vissuto una relazione affettiva con un profilo presuntuoso: sentire che ci sono persone altruiste, esseri capaci di sorprendere i loro cari senza aspettarsi nulla in cambio. Perché gli individui buoni non sono in pericolo di estinzione, checché se ne pensi. È solo che sono discreti, non fanno rumore, non vogliono avere pubblico, parlano il giusto e sanno agire al momento più adeguato.

Al giorno d’oggi l’umiltà continua a sorprenderci

L’ego più gonfiato è il germe che riposa in quei muri tra cui molti rimangono isolati nelle loro vaste penisole di solitudine. Tutti conosciamo qualcuno che indossa questa maschera moderna con cui, come fosse un’espressione del teatro greco, rappresenta la superbia e la necessità di attenzione per credere di significare qualcosa.

Forse proprio per questo, essendoci abituati all’individualità mista al bisogno di attenzioni, continuiamo a farci sorprendere tanto dai gesti umili e dalle persone che li compiono con la sola motivazione di vedere gli altri felici.

Quando un estraneo fa spontaneamente qualcosa per noi, ci chiediamo subito cosa lo abbia spinto a comportarsi così. Quando un amico ci sorprende con un pensierino, un favore o una buona azione, spesso rispondiamo una cosa del tipo “te lo restituirò” o “sono in debito con te”.

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Molti di noi hanno il principio di reciprocità ben ancorato nel profondo del cuore. Tuttavia, sarebbe bene accettare questi gesti con totale apertura, senza ossessionarci da ciò che dovremmo e non dovremmo fare in futuro. Si tratta semplicemente di apprezzare quell’istante, quell’azione generosa e disinteressata che non vuole far altro che regalarci felicità.

Queste persone magiche travestite da persone normali non si aspettano niente in cambio. Perché ciò che viene fatto col cuore non accetta ricompense: il tributo più grande è sapere che l’azione compiuta ha suscitato un sorriso, ha confortato e ha seminato nel cuore della gente la fiducia nell’essere umano, che non dovremmo mai perdere.

Sappiamo che ci sono individui che hanno bisogno di una passerella per sentirsi qualcuno, che le false apparenze crescono come l’erba cattiva. Tuttavia, oltre questa necessità di attenzioni non c’è altro che solitudine e una profonda immaturità emotiva.

Dobbiamo dunque imparare ad essere soddisfatti di quello che abbiamo, a non aver bisogno di nessuno per sapere chi siamo e quanto valiamo; in questo modo, potremo dare agli altri il meglio di noi stessi in modo del tutto disinteressato.

Immagini per gentile concessione di Vladimir Kush e Anne Kirsukov