Statistica descrittiva: concetti di base

29 Maggio 2020
In molti ambiti delle neuroscienze. discipline come la statistica descrittiva giocano un ruolo fondamentale per la ricerca.

All’interno della statistica generale, esiste una branca molto importante denominata statistica descrittiva di cui vi parleremo in questo articolo. Le discipline statistiche costituiscono quel ramo della matematica che studia la variabilità, così come il processo che la genera, in base alle leggi e a i modelli della probabilità.

Sono fondamentali per tracciare le ricerche scientifiche, in qualsiasi ambito, così come per organizzare, e quindi analizzare, i dati raccolti negli studi. Per poterci concentrare sui concetti di base delle statistiche, dovremo per forza ricorrere alla statistica descrittiva.

Questa riguarda la descrizione dei dati sperimentali e, più specificamente, la raccolta, l’organizzazione e l’analisi dei dati su alcune caratteristiche di alcuni individui appartenenti a una popolazione o universo.

Due studiosi di statistica descrittiva

Cosa studia la statistica descrittiva?

Vi presentiamo i concetti base della statistica che bisogna conoscere:

1. Popolazione

La popolazione è un insieme ben definito sul quale si osserva o si registra una certa caratteristica. Questa funzione può essere finita o infinita. Quindi, la dimensione della popolazione è il numero di individui, indicato dal valore “N”.

Se la popolazione è molto grande, un’eventuale ricerca diventa molto costosa. In questi casi, è impossibile considerare ogni individuo e viene privilegiata una selezione, denominata “campione”.

2. Individuo

Si chiama “individuo” ciascuno degli elementi che compongono la popolazione. Questi elementi non devono necessariamente essere persone, anche se in psicologia i due termini possono coincidere.

3. Campione, dimensioni

Un campione è un insieme di individui della popolazione che riflette al meglio le caratteristiche analizzate.

Se le caratteristiche sono ben riflesse, si dice che il campione è rappresentativo. Le dimensioni del campione è il numero di individui. Viene comunemente indicato dalla lettera “n”. Se campione e popolazione coincidono, in questo caso si parla di censimento.

4. Variabile, dati

Una variabile (X) è un simbolo che rappresenta una caratteristica da studiare nella popolazione. Chiamiamo dati (r) il valore (numerico o meno) che la variabile assume su un individuo specifico del campione.

La statistica descrittiva è utile alla psicologia

Tipi di variabili nella statistica descrittiva

Sono tre le variabili principali che più frequentemente usate nelle ricerche statistiche. Vediamo quali sono:

Variabile qualitativa

Questa variabile assume valori che corrispondono a qualità non quantificabili degli individui. Non si può dire che una categoria sia più di un’altra.

Un esempio di questa variabile è il sesso. Sono chiamati qualitativi perché le differenze tra le loro categorie sono di qualità.

Variabile ordinale nella statistica descrittiva

Queste variabili tendono a essere divise in categorie. Di fronte a una variabile puramente qualitativa, con queste saremo in grado di creare e ordinare le categorie.

Un esempio sono i voti presi a scuola,. Un “buono” è più di “sufficiente” e “ottimo” è più di “buono”.

Variabile quantitativa

La variabile quantitativa assume valori in un insieme prefissato di valori numerici. Ciò significa che sarà possibile misurare e ridimensionare. All’interno della variabile quantitativa, ne troviamo due tipi:

  • Discreta. Il gruppo è finito o numerabile. Per esempio, il numero di bambini in una famiglia.
  • Continua. Il gruppo è infinito e non numerabile. Ciò significa che contiene un intervallo. Un esempio potrebbe essere il tempo.

Indice di posizione nella statistica descrittiva

Nelle statistiche possiamo determinare la posizione dei nostri dati dagli indici di posizione. Ne presentiamo alcuni:

Indice di tendenza centrale

Le medie o gli indici di tendenza centrale sono valori tipici o rappresentativi di un set di dati. Mirano a riassumere tutti i dati in un unico valore.

Sono concetti di base in statistica e generalmente se ne usano 3: la moda (per le variabili qualitative), la mediana (variabili categoriali) e la media (variabili quantitative).

Tablet con grafici di statistica descrittiva

  • La moda. È il valore più frequente, quello che si ripete di più. Se c’è più di uno di questi valori, la variabile è chiamata multi-modale e può essere calcolata per qualsiasi tipo di variabile.
  • La mediana. Viene calcolata per variabili categoriali. È un numero tale che almeno il 50% dei dati è inferiore o uguale alla mediana e almeno il 50% maggiore o uguale. Se c’è più di una mediana, prendiamo il punto medio tra la mediana più grande e quella più piccola. Questi saranno i dati che appaiono nel campione e fungeranno da mediani.
  • La media: è la statistica più usata, essendo calcolata per variabili quantitative. Si tratta, per così dire, del centro geometrico o “centro di gravità” dei dati. Possiede un lato divertente, perché con la moda dà vita a un fenomeno. Potrebbe non rappresentare il campione, ma potrebbe anche non rappresentare nessun campione: può darsi che nessuno degli individui abbia quel valore, nel dato naturale.

Nelle statistiche si fa uso di molti altri concetti, ma quelli presentati sono i più comuni. Con l’aiuto di questi elementi di base, le statistiche descrittive sono responsabili del debugging, dell’organizzazione e del calcolo delle statistiche e delle rappresentazioni dei dati.

Servono al ricercatore, e quindi all’intera comunità scientifica, per disegnare una mappa completa di quanto accaduto nel suo studio.

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