Psicologia e cinema: cosa hanno in comune?

12 maggio, 2020
Cosa hanno in comune psicologia e cinema? Molte più cose di quanto non pensiate. Scopritele con noi!

Psicologia e cinema hanno tantissimi punti in comune. Questi elementi di connessione tra le due discipline sono stati poco esplorati, ma cosa condividono, nello specifico, psicologia e cinema? Magari starete pensando di rispondere a questa domanda basandovi, ad esempio, su uno dei tanti film su un disturbo psicologico, per esempio.

Il rapporto tra la psicologia e il cinema si è rafforzato sempre più, come è successo, ad esempio, con l’ipnosi. Questo ha spalancato le porte a un percorso di fusione tra le due discipline. Come per l’ipnosi, anche in questo caso sorgerà un profondo interesse verso la sua conoscenza.

Psicologia e cinema nel XIX secolo

Psicologia e cinema sono nati praticamente nello stesso periodo, alla fine del XIX secolo. Ovviamente gli studi sull’essere umano sono antichi quanto la stessa storia del pensiero. Tuttavia, c’è una data chiave nella nascita della psicologia scientifica: il 1879.

Proprio nel 1879 Wilhem Wundt crea il primo laboratorio di psicologia sperimentale. C’è un forte legame tra questa e un’altra data: il 28 dicembre del 1895, quando cioè i fratelli Lumière creano una serie di immagini che vengono proiettate. Questo traguardo viene considerato il momento della nascita del cinema.

La fine del XIX e l’inizio del XX secolo è stato un periodo di grande importanza tanto per la psicologia quanto per la settima arte. Oltre a ciò, è possibile apprezzare in diversi film diverse teorie psicologiche, per non parlare delle emozioni che possono suscitare in noi.

Ma il cinema è stato anche precursore di determinati comportamenti che sono stati oggetto di studio da parte della psicologia. Questo perché nelle loro rappresentazioni, gli attori fungono da modelli sociali. E dunque gli attori vengono ammirati e seguiti da un cospicui numero di persone.

Cinema e psicologia

I ruoli dello psicologo nel mondo del cinema

Addentriamoci ora nelle potenzialità di cui si nutrono queste due discipline, con una recensione sulle funzioni che svolge lo psicologo nel mondo dell’audiovisivo.

Gli psicologi possono svolgere studi sulla sceneggiatura e in questo caso la loro funzione sarebbe quella di dare linee guida sul comportamento di diverse personalità con psicopatologie. In tal modo, lo psicologo agirebbe da consulente esperto per dimostrare una realtà non distorta e per avvicinarla alla società senza esaltarla né farne una caricatura.

Un’altra funzione degli psicologi nel cinema sarebbe quella di guidare gli attori. Orientando la recitazione riguardo a determinati quadri psicopatologici, è possibile prevenire il gigionismo. Contribuiscono così ad affinare le tecniche interpretative.

Un ruolo molto importante è quello di mediatori nella trasmissione di valori. Ciò di cui siamo spettatori tende a essere considerato normale e a influenzarci negativamente. Questo vale soprattutto per i giovani, ma si verifica anche negli adulti.

Sia nelle serie TV che in alcuni film ci sorprende il modo in cui vengono rappresentati come normali comportamenti promiscui o violenti. Tuttavia, non ci vengono mostrate con la dovuta attenzione le possibili conseguenze di tali comportamenti. 

Per fare un esempio, possiamo riportare le ripetute strategie metodologiche atte al consumo di sostanze che potrebbero creare dipendenza per il loro effetto sul nostro circuito della ricompensa. Queste ultime vengono osservate dal pubblico del grande schermo con conseguenze complicate da gestire.

Lo psicologo, inoltre, può essere un buon critico cinematografico. La disciplina che meglio sa gestire il comportamento umano e i suoi disturbi è la psicologia. Qualsiasi film mostra comportamenti, atteggiamenti potenzialmente travisabili e osservabili da psicologi specialisti.

Quando il cinema mette in mostra la professione dello psicologo

Il cinema è servito da mezzo promozionale per la professione dello psicologo. Basta ricordare Bruce Willis nel film Il sesto senso. Ma ha contribuito anche a dare un’immagine distorta del suo ruolo professionale diffondendo un’enorme quantità di miti e concezioni errate sugli interventi clinici.

Il sesto senso

Il cinema ci ha mostrato quasi esclusivamente, e al contrario di quanto accade nella maggior parte delle consulenze, sessioni sul lettino con psicanalisti. Questo pregiudizio in favore di un determinato modo di fare psicologia, che in Europa potremmo considerare minoritario, non fa altro che proiettare un’immagine distorta che gran parte della società ha della psicoterapia. 

Ci sono anche diversi film in cui attori e attrici hanno interpretato il ruolo dello psicoterapeuta senza distinzione tra psichiatra e psicologo. Come abbiamo visto, i punti in comune tra psicologia e cinema sono molti e diversi, il che si è dimostrato importante per entrambe le discipline.