Stimolazione del nervo vago per calmare i sintomi della depressione

Stimolare il nervo vago sembra migliorare la qualità di vita dei pazienti con depressione resistente o che non rispondono ai farmaci né alla terapia psicologica.
Stimolazione del nervo vago per calmare i sintomi della depressione
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 15 novembre, 2021

Recenti studi hanno dimostrato che la stimolazione del nervo vago consente di calmare i sintomi della depressione resistente. I miglioramenti sono evidenti soprattutto nei pazienti che non rispondono ai trattamenti ordinari. Là dove la psicoterapia e i farmaci non si rivelano efficaci, questa tecnica basata sulla stimolazione elettrica sta cambiando la vita dei pazienti.

Se siete appassionati di psicologia e psichiatria, sicuramente sarete al corrente del profilarsi di approcci innovativi. Nuove voci come quella di Jim Van Os, psichiatra ed editore della nota rivista scientifica Plos One, ci rivelano un dato importante: per trattare un disturbo mentale bisogna andare ben oltre i semplici sintomi.

Oggigiorno, siamo ancora fortemente legati alla terminologia riportata nel DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Eppure, un paziente è molto più di una diagnosi; la sua storia clinica non può essere racchiusa nell’etichetta “disturbo bipolare” o “schizofrenia”.

Autori come lo stesso Van Os propongono prima di tutto la personalizzazione dei trattamenti, procedimento essenziale per chi soffre di depressione endogena senza aver notato miglioramenti.

Situazioni in cui diventa necessario trovare altre opzioni, unendo gli sforzi del professionista esperto e del paziente per trovare una risposta adatta al singolo individuo. Scopriamo di più su una tecnica innovativa in tal senso, scoperta negli ultimi anni e che consiste nella stimolazione del nervo vago.

Il nervo vago, o nervo X del cranio, è uno dei nervi cranici più importanti e al tempo stesso l’effettore neurale predominante del sistema nervoso parasimpatico.

Distribuzione del nervo vago nel corpo umano.

La relazione tra la stimolazione del nervo vago e la depressione resistente

Il nervo vago è uno dei nervi cranici più importanti e fa parte del sistema nervoso parasimpatico. È anche il più lungo: parte dal midollo allungato e arriva fino all’addome. Si distingue anche per le sue molteplici funzioni, come quella di inviare e ricevere informazioni da parte di quasi tutti gli organi.

Il suo compito principale è proprio quello di regolare e conoscere l’universo sensoriale del nostro organismo. Regola i battiti cardiaci, controlla la digestione e induce il rilassamento a seguito di sforzo fisico. Potremmo definirlo il supervisore del nostro benessere, il cui compito ha un’importanza inestimabile.

Sebbene fosse nota già da diverso tempo la sua relazione con l’ansia e lo stress, soltanto nel 2006 uno studio pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry ha dimostrato dati ancora più interessanti. La stimolazione del nervo vago apre le porte a un nuovo metodo terapeutico per il trattamento della depressione resistente.

A cosa serve stimolare il nervo vago?

Charles Conway, psichiatra presso la Washington University, aveva chiaro il bisogno di sviluppare nuove strategie per trattare la depressione resistente. Troppo spesso sentiamo casi di pazienti che non notano miglioramenti sebbene assumano 3 o 4 dosi di antidepressivi al giorno. Il suo obiettivo era chiaro: migliorare la loro qualità di vita.

Nella Scuola di Medicina della Washington University studiano questa possibilità da anni. Fino ad oggi, sono stati trattati 328 pazienti ottenendo risultati molto positivi tramite la stimolazione del nervo vago:

  • Ottimizza le sinapsi delle monoamine della rete neurale del cervello, che in caso di depressione è deregolamentata.
  • Migliora la funzione della corteccia cerebrale e dell’amigdala. Quest’ultima struttura entra in iperventilazione, causando le sensazioni di paura, allarme e sconforto tipiche della depressione.
  • I pazienti con depressione unipolare o bipolare severa e ricorrente hanno dimostrato notevoli miglioramenti. Dopo essere stati sottoposti alla stimolazione del nervo vago, hanno mostrato un miglioramento anche nella terapia psicologica.

Come si procede?

La stimolazione del nervo vago avviene tramite la neuromodulazione. La stimolazione elettrica serve a riattivare la funzione del nervo.

Affinché il trattamento sia efficace, negli ultimi anni sono stati messi a punto piccoli dispositivi da impiantare (tramite chirurgia ambulatoriale) al di sotto della pelle del torace, sul lato sinistro.

Non appena entra in funzione, il dispositivo inizia a trasmettere segnali elettrici che attraverso il nervo vago raggiungono il cervello. Lo stato d’animo del paziente migliora dopo pochi giorni.

Dispositivo per la stimolazione del nervo vago.

Aspetti importanti sulla stimolazione del nervo vago

Resta da sottolineare un aspetto importante prima di concludere. Stimolare il nervo vago non è una strategia terapeutica esclusiva né definitiva per porre fine alla depressione. Si tratta di una procedura che può migliorare la qualità di vita del paziente e l’efficacia degli altri trattamenti (come la terapia psicologia).

Una stimolazione elettrica precisa e controllata consente alla persona di risvegliarsi, di sentirsi meglio, più ricettiva. D’improvviso il paziente riesce di nuovo a concentrarsi, a interessarsi a un film, un libro, a desiderare di fare una passeggiata. È una tecnica che migliora lo stato d’animo e risveglia la motivazione volta al cambiamento.

In questo momento la terapia psicologica può essere più efficace che mai. È il momento in cui si possono fornire ai pazienti strategie adeguate alla loro realtà. Esiste tuttavia un altro dettaglio da considerare.

Si stima che tra il 30 e il 40% delle persone con depressione maggiore si mostri resistente al trattamento. Nei casi di pazienti quasi catatonici, invece, la stimolazione del nervo vago diventa una strategia altamente efficace. Restiamo in attesa di ulteriori progressi al riguardo.


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  • Barral, J-P. (2009). Vagus nerve. Manual Therapy for the Cranial Nerves. Elsevier: USA.
  • Charles R. Conway, Arun Kumar, Willa Xiong, Mark Bunker, Scott T. Aaronson y A. John Rush. “La estimulación crónica del nervio vago mejora significativamente la calidad de vida en la depresión mayor resistente al tratamiento”. The Journal of Clinical Psychiatry DOI:  10.4088 / JCP.18m12178
  • Rea, P. (2014). Vagus Nerve. Clinical Anatomy of the Cranial Nerves. Elsevier Academic Press: UK.

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