Storiella zen "Getta la mucca dal dirupo!"

02 luglio, 2020
Un giovane che desidera diventare saggio intraprende un viaggio senza meta con il suo maestro. La prima lezione lo lascerà sconcertato.

Questa storiella zen comincia in un luogo lontano, precisamente in un tempio buddista. Un giorno bussò un giovane ansioso di imparare dai maestri. Il suo grande desiderio era diventare saggio e capire i meccanismi su cui si regge la vita. Monaci e maestri lo ricevettero compiaciuti.

L’apprendista si mise al servizio di tutti: puliva la stalla, serviva i pasti e non lasciava accumulare la polvere. Si incaricò anche di dare da mangiare agli animali e di vigilare sul loro benessere. Dopo qualche tempo, i più saggi del tempio, vedendo in lui un giovane umile e obbediente, decisero che era giunto il momento di  promuoverlo.

Lo affidarono quindi al monaco più saggio. Il discepolo era felice. Il maestro gli disse che avrebbero girato il mondo perché i grandi segreti della vita si scoprono solo lungo il cammino. Misero da parte un po’ di provviste e di vestiti e partirono all’alba verso una destinazione incerta.

“Non possiamo diventare ciò che vogliamo essere rimanendo legato a ciò che siamo oggi.”

-Max De Pree-

Un incontro che lascia il segno

Passarono le settimane e, insieme ai pochi vestiti che portavano con sé, si andò accumulando la stanchezza. Un giorno, quando la notte stava minacciando già di dare il cambio al sole, videro da lontano una casa.

Decisero di andare a chiedere lì cibo e riparo. Gli abitanti di quella umile abitazione avevano ben poco da offrire. Le pareti si reggevano a stento e i campi intorno erano desolati. Il maestro sollecitò ugualmente il discepolo a bussare alla porta e a chiedere aiuto. Il giovane obbedì.

Casa con tetto di paglia

La famiglia li accolse a braccia aperte. Li avvisarono che erano molto poveri, ma che avrebbero ugualmente offerto loro un posto dove dormire. Spartirono anche il poco che avevano per cena. Seduti a tavola, il maestro chiese a questa gente di che cosa vivesse. Risposero che avevano una mucca da latte. Con il latte facevano burro e formaggio che poi vendevano al villaggio. In questo modo si guadagnavano di che vivere.

Il monaco restò in silenzio, poi disse che sarebbero ripartiti l’indomani di buonora. Ringraziò la famiglia per la gentilezza, la cena e l’ospitalità. Quindi si ritirò per dormire fino a che spuntarono le luci dell’alba. Maestro e discepolo si alzarono e si preparano a partire.

Un ordine insolito

Questa storiella zen narra che prima di lasciare quell’umile casetta, il maestro disse all’apprendista:”È arrivato il momento che tu riceva la tua prima lezione”. Gli chiese, quindi, di andare nella stalla, slegare la mucca e condurla lì. L’avrebbero portata via con loro. Il discepolo era dubbioso. Com’era possibile che il maestro potesse chiedergli una cosa simile? Che razza di lezione poteva essere rubare a una famiglia povera? Tuttavia, come sempre, obbedì.

I due partirono con la mucca. Dopo aver percorso un po’ di strada, si cominciarono a intravedere delle scogliere. Giunsero a un dirupo. Da qui il maestro chiese al discepolo di gettare la mucca. Di nuovo il giovane si stupì. “Il maestro era forse cattivo? Cosa ci guadagnava a fare un simile danno a quella famigliola?”. Be’, il discepolo non sapeva di trovarsi in una storiella zen con morale.

Fece quello che il maestro gli aveva chiesto. Prese la mucca e con grande fatica – poiché l’animale recalcitrava – eseguì l’ordine. La mucca precipitò e i due ripresero il cammino. Il maestro sorrideva e il discepolo non capiva perché. Soprattutto non capiva che tipo di lezione gli stesse dando.

Mucca bianca e nera

Una storiella zen con morale

Maestro e discepolo visitarono molti altri posti. In ognuno di essi, il giovane allievo apprese una lezione di vita. Passarono alcuni anni e il monaco decise che l’apprendistato era terminato. I due fecero ritorno al monastero.

Il giovane camminava tranquillo e felice. Si sentiva un’altra persona. Tuttavia continuava a tormentarlo il ricordo di quella povera famiglia a cui avevano sottratto l’unica fonte di guadagno. Per quanto ci pensasse, non riusciva a trovare il significato di quella lezione. Ecco perché alla prima occasione, volle tornarvi. Desiderava chiedere perdono.

Giunto lì, riconobbe a fatica il posto. Invece della povera casetta trovò una bella dimora. I campi deserti erano ora rigogliosi e fertili.

Esitante, il giovane bussò alla porta. Vennero ad aprire le stesse persone che anni prima lo avevano ospitato. Ma ora sembravano molto più felici.

Monaco buddista davanti al tramonto e storiella zen

Erano contenti di vederlo. Gli raccontarono che la mucca era scomparsa subito dopo la loro visita. Il bisogno li aveva costretti a lavorare i campi e a pensare a nuovi commerci. Tutto era andato bene e avevano cominciato a prosperare.

Il giovane comprese allora il gesto del maestro. E capì che la storiella zen conteneva davvero una grande lezione.

  • Miravalles, A. F., i Valero, J. A. S., & Gil, J. M. S. (2015). Salir de la zona de confort. Dilemas y desafíos en el EEES. Tendencias pedagógicas, 23, 205-214.