Tutte le strade portano al nevroticismo?

· 28 ottobre 2017

Il nevroticismo è una caratteristica della personalità, con un’importante base biologica, fortemente relazionato con diversi tipi di psicopatologie.

È un tratto della personalità che funge da indicatore di vulnerabilità per lo sviluppo di psicopatologie, poiché dà valore e quantifica una tendenza in due direzioni: affrontare lo stress e i problemi ed esporci a stimoli che potrebbero danneggiarci a livello psicologico.

Viene relazionato anche alla gravità di diversi disturbi come l’ansia, la depressione, il disturbo bipolare e la schizofrenia. Gioca, inoltre, un ruolo importante nei problemi nelle relazioni interpersonali, come problemi familiari e di coppia, e situazioni come il moobing e il burnout.

A seguire spiegheremo brevemente cos’è il nevroticismo e come funziona nelle diverse psicopatologie.

Il nevroticismo come tratto della personalità

Il nevroticismo è una caratteristica della personalità che possiede un’importante base biologica. Questo significa che è una tendenza di comportamento, emozione e pensiero (tratto della personalità) che in gran parte ereditiamo dai nostri progenitori (base biologica/temperamento).

Questo non significa che non è possibile modificarla, ma che la persona acquisisce questo tratto fin dalla nascita. In seguito, durante la sua vita, riduce o aumenta questa tendenza.

Uomo con numerosi visi

Ogni modello di personalità include il nevroticismo all’interno delle sue caratteristiche fondamentali. Difatti, lo troviamo nei seguenti:

  • Modello dei Big 5 (Big Five; Costa e McRae, 1992),
  • Modello di Zuckerman (Alternative Five Factor Model; 1999).
  • Eysenk lo propose come tratto basilare nel suo modello PEN (PEN; 1947).
  • Cloninger lo incluse nel suo modello di personalità di Cloninger (TCI; 1994), ma invece di denominarlo nevroticismo, lo chiamò evitazione del rischio.

È chiaro, dunque, che si tratta di una caratteristica che diversi autori hanno identificato come fondamentale e che è stata riscontrata nella struttura della personalità partendo da un’analisi lessicale, empirica o fattoriale della stessa.

Tutti i modelli includono il nevroticismo perché si tratta di una caratteristica che definisce la tendenza emotiva di base di ognuno di noi. Vale a dire, indica se tenderemo maggiormente verso la stabilità e il benessere (basso nevroticismo) o se invece tenderemo alla preoccupazione, all’ansia e il nostro stato d’animo sarà molto instabile (alto nevroticismo).

Data la relazione tra nevroticismo ed emozioni, analizziamo in che modo esso influisce sui tre disturbi mentali più frequenti: depressione, ansia e dipendenza.

Il ruolo del nevroticismo nelle diverse psicopatologie

Nevroticismo e depressione

Il nevroticismo è relazionato ad una maggiore quantità o intensità di sintomi depressivi. Questo accade perché le persone con un elevato nevroticismo necessitano di una minore quantità di stimoli negativi per provare malessere. 

Donna che piange sul cuscino

In questo senso, il nevroticismo è collegato ad una maggiore sensibilità al malessere e, per questo, influisce sulle persone che soffrono di depressione.

Trattandosi di una caratteristica che sensibilizza verso gli stati negativi, il nevroticismo agisce come amplificatore delle emozioni negative, rendendole più intense e meno tollerabili. In tal modo, è più facile che il pozzo della depressione diventi sempre più profondo, rendendo sempre più ardua la via d’uscita.

Nevroticismo e ansia

L’ansia e il nevroticismo sono fortemente relazionati. Il nevroticismo alimenta l’ansia, poiché porta la persona a concentrarsi sull’incertezza, che non tollera o tollera con difficoltà. Il nevroticismo fa sì che una persona eviti situazioni di incertezza e che la eviti in ogni modo possibile in qualsiasi grado (incertezza fisica, psicologica, sociale o emotiva).

Coscienti del fatto che, per superare con successo l’ansia bisogna affrontarla, comprendiamo che il nevroticismo è nemico della guarigione quando si soffre di questo disturbo. Parliamo, infatti, di un tratto della personalità che motiverà la persona a mantenersi nella sua zona di comfort.       

Il nevroticismo darà la priorità alle azioni volte a controllare i diversi aspetti di ogni situazione che potrebbero rappresentare un rischio, per quanto remoto esso sia. Le persone impiegano una grande varietà di risorse, come uscire con largo anticipo da casa quando hanno un appuntamento, per poter contare con un margine ampio qualora dovessero imbattersi in uno dei numerosi pericoli che immaginano.

Se analizziamo un contesto più serio, ad esempio quello di un attacco di panico, e comprendiamo che il trattamento più efficace passa per l’esposizione graduale del paziente alla situazione che teme, comprenderemo meglio il problema aggiuntivo che può presupporre un elevato livello di nevroticismo.

Come dicevamo prima, le persone che si trovano in alto nella scala del nevroticismo, oppongono grande resistenza all’esposizione ai rischi che faciliteranno l’insorgere dell’ansia. Per questo motivo, ad un grado maggiore di nevroticismo corrisponde una maggiore resistenza da parte del soggetto all’esposizone e maggiore ansia causerà l’anticipazione di detta esposizione.      

Nevroticismo e dipendenza

Le persone con elevati livelli di nevroticismo sono più vulnerabili allo sviluppo di dipendenza. Questo perché il nevroticismo potenzia la motivazione comune a tutti noi di evitare il malessere e aumenta i livelli di stress percepito.

Un elevato livello di stress, unito ad una maggiore sensibilità al malessere, dà come risultato che la persona si senta psicologicamente “sfinita” e sopraffatta dalle avversità della sua vita quotidiana. In questo senso, il consumo di sostanze stupefacenti si trasforma in una via d’uscita, poiché l’effetto che generano nel corpo le libera dalle preoccupazioni che causano loro tanta ansia

In altre parole, lo sfinimento emotivo prodotto dall’alta sensibilità al malessere fa sì che le sfide quotidiane dell’ambiente circostante si percepiscano come minacce, e poiché la persona vuole evitare il malessere e controllare ciò che le capita, si sente sopraffatta.

Questo esaurimento psicologico rende molto difficile la gestione dello stress con strategie adattative, e gli effetti delle sostanze psicoattive depressogene, come l’alcol e la cannabis, rappresentano una pausa momentanea dal malessere e dallo stress.

Cosa possono fare le persone altamente nevrotiche?

Prima di tutto, è fondamentale che uno psicologo realizzi un test della personalità così da poter determinare con esattezza qual è il grado di nevroticismo di cui soffre la persona. Questo perché la percezione che abbiamo di noi stessi e quella delle persone che ci circondano potrebbe essere poco precisa e perché potremmo disporre di un’immagine di noi stessi che non corrisponde davvero al livello di nevroticismo che presentiamo.

Donna sul molo di notte

Una volta esaminata la personalità del paziente, lo psicologo è il professionista più adatto ad indicare quali opzioni esistono a livello terapeutico. In linea generale, il nevroticismo può essere affrontato o modulato tramite la terapia psicologica centrata sulla gestione delle emozioni, incrementando i livelli di tolleranza al malessere o di incertezza e facilitando il superamento dell’ansia e della paura.

Con le terapie psicologiche , inoltre, si lavora affinché le persone affette da elevato nevroticismo dirigano le loro vite verso obiettivi importanti e coraggiosi, abbattendo la barriera che potrebbe presupporre per loro la tendenza nevrotica della loro personalità. È molto importante tener conto che al giorno d’oggi esistono prove scientifiche che dimostrano che la personalità può essere modificata. Siamo in costante scambio con l’ambiente, a livello sociale, emotivo e comportamentale.

Per questo motivo, dobbiamo sradicare la famosa scusa “sono così” o “è il mio modo di essere” . È sbagliato credere di non poter cambiare. Lavorare per ottenere una migliore versione di noi stessi può condurci a raggiungere mete impensabili.