Strategie per sviluppare la creatività

· 5 aprile 2015

Il mondo e la storia sono pieni di persone creative che trovano soluzioni o che percorrono strade mai battute prima. Probabilmente molte di queste persone avevano migliori disposizioni rispetto al resto per poter lasciare l’eredità per cui ora vengono ricordate. Nonostante ciò, non c’è da dubitare che molte altre lo abbiano fatto attraverso un duro lavoro rivolto a potenziare questa capacità. In questo senso la creatività ha una grande parte di insight o eureka o idea brillante, ma la frase del grande genio creativo Pablo Picasso non è da sottovalutare. Il grande artista affermò che se l’ispirazione deve arrivare lavorando, almeno che sia un momento in cui possiamo approfittarne.

Per aumentare la creatività, le ricerche presentano diverse strategie. Una delle più conosciute è il brainstorming: questo consiste nel “vomitare” idee, plasmarle con qualche mezzo nel modo più veloce possibile. Di solito questa tecnica si realizza scrivendo le idee su un foglio o su una lavagna ed espandendo al massimo la connessione tra un concetto e l’altro. Si può fare in gruppo o da soli, non importa come, perché la dinamica è sempre la stessa e offre buoni risultati, soprattutto per problemi che presentano una grande quantità di alternative. Se questo strumento viene utilizzato in gruppo, i risultati sono sempre più ricchi visto che il numero di idee “vomitate” è maggiore. In questo senso gli studi dicono che approssimativamente nell’80% dei casi in cui si utilizza questa tecnica il risultato finale è una buona idea di base su cui poi lavorare.

Un altro procedimento per sviluppare la creatività è la cosiddetta strategia di Walt Disney. Questa, come indica il suo nome, fu sviluppata dal famoso creatore dell’impero dei cartoni animati più famoso al mondo. Al contrario della precedente, questa può essere portata a termine solo a livello individuale. La spiegazione è semplice: il vostro essere è il canale di connessione diretto con le idee. La strategia Disney consiste nell’osservare una idea da tre punti di vista diversi; in questo caso l’unica premessa da tenere presente è che per innescare il processo è necessario avere una idea di partenza da cui poi lavorare.

In concreto, la strategia di Walt Disney si basa sul valutare una idea da un punto di vista sognatore, uno critico e uno realista. Si dice che sia nata perché Walt Disney aveva tre uffici, uno era bianco, diafano, con molta luce e dall’estetica estremamente minimalista; l’altro era un ufficio sobrio, decorato in modo classico, con tappeti, poltrone e una luce tenue; il terzo e ultimo era uno spazio decorato in modo moderno, con colori, mobili originali, luce intermedia e un perfetto equilibrio tra serietà e ambiente ludico. Si dice che ogni volta che Walt Disney volesse sviluppare l’argomento di uno dei suoi film ripercorreva i tre uffici: nel primo partoriva le idee più folli e illogiche, nel secondo si dedicava a essere il peggior critico del mondo e addirittura insultava il risultato ottenuto nel primo ufficio, e nel terzo, con le informazioni del primo e del secondo, cercava il modo di poter accontentare entrambe le creazioni arrivando a un punto a metà strada tra quelle idee. Vedete, tre uffici, tre tipi di liste, tre personaggi molto diversi… Che cosa hanno in comune? Un unico cervello!

In tutte le tecniche creative c’è qualcosa in comune: voi. Sia che siate più o meno creativi, sarete sempre lì, ne farete parte. L’unica cosa che bisogna sapere è come lavorarci e quando applicarle. È dimostrato da studi condotti da università nordamericane che con la creatività si nasce, ma che si forma anche. Arrivati a questo punto potreste utilizzare questa similitudine con la palestra: è vero che per sviluppare i muscoli andate in palestra o fate esercizio in casa? Bene, con le inclinazioni è la stessa cosa. Se non lavorate sulla creatività ogni giorno o in modo periodico e graduale, si paralizza e non funziona come dovrebbe.

Infine, vogliamo proporvi un semplice esercizio di programmazione neurolinguistica che si aggancia perfettamente al tema della strategia creativa. In un certo senso questo esercizio potrebbe essere considerato un’appendice dell’altro. Si chiama “i tre mentori”.

L’esercizio è semplice e si basa sullo stesso: valutare un’idea da diversi punti di vista. Così come la strategia di Walt Disney in questo esercizio osserverete una idea da tre posizioni differenti. Consiste nello scegliere tre personaggi, di cui un conoscente che non merita molto rispetto, una persona famosa che rispettate per qualche motivo e un personaggio di finzione che rispettate.

L’esercizio si svolge chiudendo gli occhi e immaginando di essere uno di quei personaggi. Potete parlare come lui, sedervi o camminare come farebbe lui e così via. L’obiettivo è arrivare a pensare come farebbe lui. Che cosa direbbe sulla questione che state affrontando? Che cosa vi consiglierebbe? Come affronterebbe lui stesso questo problema? Dopo aver passato in rassegna le tre opzioni per più e più volte, avrete una serie di risposte annotate su un foglio che potete prendere come punto di partenza per cercare una possibile soluzione al vostro problema.

Questa strategia, come la maggior parte di quelle che si utilizzano nel potenziamento della creatività, cerca di tirarvi fuori dai vostri meccanismi mentali abituali e di far sì che il vostro pensiero lavori con altri meccanismi che non usate così spesso. Dunque, utilizzando procedimenti diversi probabilmente arriverete a soluzioni differenti, più meno valide, ma in ogni caso fonte di ricchezza creativa.

Immagine per gentile concessione di: alphaspirit