Superbia: la trappola dell'amor proprio

09 giugno, 2020
La superbia racchiude grandiosità, altezzosità ed egocentrismo, ma anche insicurezze, paure e vuoti. È una trappola per l'amor proprio che acceca chi cade nel suo gioco.
 

Cos’è la superbia e, soprattutto, come sono le persone superbe? Alcune pensano di essere onnipotenti, ben al di sopra degli altri, e di avere sempre ragione. Amano così tanto se stesse  che niente sembra essere alla loro altezza, nessuno può insegnare loro qualcosa di nuovo, perché lo “sanno” già.

Hanno orecchie chiuse e occhi serrati verso tutto ciò che non le riguarda. Sono talmente concentrate su se stesse da perdersi, inconsapevolmente, tutto il resto.

Mostrano sicurezza, ma non c’è persona più insicura di chi crede di possedere la verità. Questi individui sono guidati dalla superbia.

“La superbia non scende mai volontariamente dal suo alto piedistallo, ma prima o poi cadrà giù da esso.”

-Francisco de Quevedo-

Donna con occhi bendati

Cos’è la superbia?

Secondo lo psichiatra spagnolo Enrique Rojas, la superbia è una passione sfrenata verso se stessi, una trappola dell’amor proprio, la mancanza di umiltà e lucidità.

È una sensazione in cui la persona concentra tutta la sua attenzione su se stessa, in quanto si considera straordinaria, unica e ben al di sopra degli altri.

La superbia nel cristianesimo è considerata uno dei peccati più gravi. Nell’antica Grecia si chiamava hybris. E con tale termine si descriveva l’atto in cui la persona sfidava la volontà degli dei, ovvero quando tentava di trasgredire i limiti della sua umanità e riceveva, per questo, una punizione divina. Tra gli esempi di azioni superbe possiamo citare quelle di Edipo e di Prometeo.

 

Chiunque sia superbo adora se stesso, idolatra se stesso, ma ignora anche che essere superbo è fonte e origine di molti problemi.

In psicologia e in filosofia la differenza tra superbia e orgoglio è alquanto sottile. Alcuni concepiscono l’orgoglio nel senso più positivo ed emotivo, come mezzo per valutare se stessi e gli altri che è spesso facile da mascherare; la superbia consiste invece nel considerarsi superiori agli altri, ragion per cui ci si sente meritevoli di rispetto e ammirazione.

Quando si è superbi, gli altri non esistono. Ebbene, chiunque non tenga a bada il proprio orgoglio, rischia di spingersi oltre e coltivare atteggiamenti superbi.

La superbia è amica dell’orgoglio, della vanità, della brama di potere, del narcisismo e dell’egocentrismo. Tutto va stretto al superbo, che è concentrato su se stesso e non apprezza le opinioni altrui perché è cieco; tuttavia, ha bisogno di costanti feedback sull’immagine che proietta agli altri. Ma le strategie che adotta per ottenerli sono estremamente subdole.

L’insicurezza dietro la superbia

«La superbia non è grandezza ma gonfiore, e chi è gonfio sembra grande, ma non è sano.»

-Leonardo Murialdo-

Oltre a essere illusoria e altisonante, la superbia è un travestimento che nasconde insicurezza, mancanza di fiducia in se stessi e senso di inferiorità. In alcuni casi, tuttavia si manifesta anche in modo dissimulato.

In ogni caso, la persona non vede i propri errori, perché è prigioniera della sua grandiosità. Una facciata di eccellenza che cela una profonda paura di essere inferiore agli altri e che cerca di sopravvivere ed essere amata.

 

Dietro la superbia, pertanto, c’è la paura: paura di non essere capaci, di non essere bravi o di non esser riconosciuti. E di fronte all’incapacità di accettare paure e ferite, il soggetto indossa una maschera. Per tale ragione, la superbia viene usata per “equilibrare” queste mancanze e come meccanismo di difesa, in quanto è utile a respingere piuttosto che a essere respinti.

Così, il superbo non ammette mai i suoi errori, giacché farlo gli ricorderebbe di non essere perfetto come pensa di essere. Di conseguenza gli risulta difficile anche chiedere perdono, giacché ritiene di non sbagliare mai. Così come pensa di avere ragione anche quando incorre nell’inganno dell’autorità.

Tuttavia, il superbo si preoccupa molto dell’opinione e dell’attenzione altrui, anche quando si mostra indifferente, pertanto adotta comportamenti specifici per conquistarle.

La superbia e l’autostima

L’autostima della persona superba è sgonfia, alquanto bassa, perché minata da insicurezze, ben nascoste sotto mentite spoglie. Per tale ragione, quando si sente attaccata, spesso si arrabbia, perde il controllo, insulta, si mette sulla difensiva o smette di parlare. La persona superba ha la maturità emotiva di un bambino.

La superbia non è altro che una barriera difensiva per impedire agli altri di percepire le paure, le insicurezze, le fragilità e i punti deboli.

Donna orgogliosa
 

L’umiltà, il vero antidoto

«Dove c’è superbia, c’è ignoranza; ma dove c’è umiltà, ci sarà sempre saggezza.»

-Salomone-

Di fronte alla superbia, è necessario adottare l’umiltà: imparare a condurre una vita più semplice in cui prevalgono i valori più importanti, come l’amore, la semplicità e la generosità. Tuttavia, prima va compiuto un passo importante, ovvero riconoscere e accettare di essere superbi. In caso contrario, è impossibile che si attenui o che inizi a sparire.

Una volta accettata, si tratta solo di essere onesti e sinceri con se stessi: di cosa ho paura? Cosa temo che succeda? Cosa mi fa soffrire? Perché ho bisogno di essere riconosciuto come il migliore o il più bravo?

È altrettanto importante cambiare la direzione dell’attenzione: non esisto più solo io, ma esistono anche gli altri. Bisogna relativizzare la propria importanza e tenere in considerazione anche gli altri.

Per questo, è importante lavorare sull’empatia, imparando a mettersi nei panni altrui, a ricevere le critiche e ad accettare i propri errori e difetti.

Significa sbarazzarsi gradualmente della corazza protettiva indossata per così tanti anni, ma che ha provocato anche tanti danni. Vuol dire abbassare la guardia, riconosce i propri limiti e smettere di voler essere grandi, perché in realtà non si è poi così piccoli.