Tecniche di condizionamento operante

Il condizionamento operante, basato su rinforzi e punizioni, è uno strumento molto utile quando si vuole modificare o sopprimere un comportamento. In questo articolo abbiamo stilato un elenco di tecniche da applicare quotidianamente e che rientrano in questo quadro teorico.
Tecniche di condizionamento operante

Ultimo aggiornamento: 25 luglio, 2021

Il cambiamento, sia in terapia che su base giornaliera, può essere accelerato da variabili molto diverse. Il nostro comportamento, a sua volta, è determinato da un insieme di variabili più o meno rilevanti: la storia personale, il bagaglio, le capacità o le ricompense che si desiderano ottenere. Scopriamo alcune tecniche di condizionamento operante.

Il ruolo dei rinforzi e delle punizioni nel comportamento dell’individuo sono un campo molto interessante della psicologia sperimentale. Il primo ad avventurarsi in questo ambito è stato Thorndyke, con la sua psicologia differenziale, poi Pavlov che ha definito il condizionamento classico, fino a Skinner e il condizionamento operante.

Da questi studi emerge che il condizionamento operante è un tipo di apprendimento in cui la persona agisce secondo le conseguenze previste. A questo proposito, si parla del prodotto di una storia dell’apprendimento. Oggi sappiamo che i comportamenti seguiti da rinforzo sono più probabili di quelli seguiti da punizione. Scopriamo insieme 7 tecniche di condizionamento operante per il cambiamento.

Rinforzo positivo e negativo: tecniche di condizionamento operante

In base al condizionamento operante, esistono due tipi di rinforzo che possono seguire un comportamento:

  • Rinforzo positivo: è un rinforzo che aggiunge qualcosa dopo che il comportamento è stato emesso. Ad esempio, quando un bambino pulisce la sua stanza e il genitore gli offre delle caramelle.
  • Rinforzo negativo: sorge quando uno stimolo che è avversivo per la persona viene ritirato. Rimuovere qualcosa di spiacevole è anch’esso una forma di rinforzo, ma differisce dal rinforzo positivo in quanto il primo aggiunge qualcosa, mentre quello negativo sottrae qualcosa.

Punizioni positive e negative nel condizionamento operante

A differenza del rinforzo, che rende più probabile che un comportamento si ripeta se si verifica, la punizione ottiene l’esatto contrario. Se viene data dopo che è avvenuto un comportamento, è meno probabile che tale comportamento si ripeta. In altre parole, tenderà a estinguersi. Ci sono due tipi di punizione:

  • Punizione positiva: come nel caso del rinforzo, la punizione positiva è quella che aggiunge qualcosa. Ad esempio, quando viene imposta una sanzione, come quella di fare volontariato per la comunità.
  • Punizione negativa: quella che sopprime o ritira qualcosa. Ad esempio, la revoca di un privilegio, come il ritiro della patente per aver perso troppi punti.

Il comportamento può essere influenzato attraverso i rinforzi e le punizioni, tra le altre cose. Questo è noto a tutti i genitori, che abbiano studiato psicologia o meno.

A ogni modo, ciò che conta è il modo in cui viene somministrato il rinforzo, tenendo conto dell’ambiente e della motivazione come variabili.

Ecco un elenco di tecniche derivate da questi meccanismi di condizionamento operante che possono essere utili per modificare i comportamenti indesiderati o inappropriati a seconda dei contesti.

Tecniche di condizionamento operante basate sulla punizione negativa

  • Costo della risposta: i rinforzi vengono rimossi quando viene emesso un comportamento inappropriato e restituiti quando si verifica il comportamento alternativo che vogliamo apprendere. È importante procurarsi diversi rinforzi all’inizio ed evitare a tutti i costi il ​​bilancio negativo (che un bambino non esaurisca tutti i suoi rinforzi e quindi non se ne preoccupi, o che impieghi così tanto tempo senza di loro che smettano di funzionare come rinforzo per lui).
  • Time out: quando i rinforzi dell’ambiente non possono essere controllati e la persona continua a ricevere il rinforzo nonostante emetta dei comportamenti inappropriati, l’individuo può essere rimosso dall’ambiente di rinforzo. Se l’individuo è un bambino, è importante concedere una pausa adeguata.

Tecniche basate sulla punizione positiva

Sazietà

Consiste nel fornire indiscriminatamente dei rinforzi fino a quando l’individuo non è sazio. Ci sono due tipi di sazietà, di risposta e di comportamento.

L’approccio di risposta funziona in modo massiccio con i rinforzi, mentre l’approccio comportamentale si concentra sul comportamento che si desidera modificare.

Un esempio di sazietà di risposta è l’emissione massiccia di rinforzi in modo che smettano di costituirsi come rinforzi di quel comportamento.

Per esempio, quando una persona urla ad un’altra di lasciarla in pace. Una risposta soddisfacente sarebbe lasciarla solo per molto più tempo, non solo quello che vorrebbe.

Ipercorrezione

È sottinteso che ogni individuo paga per le conseguenze delle sue azioni. A questo proposito, possiamo parlare di ipercorrezione riparativa, in cui, ad esempio, il bambino deve raccogliere tutti i giocattoli che ha tirato fuori dalla scatola.

Si parla poi di ipercorrezione della pratica positiva, ad esempio quando una persona che ha smesso di fumare fuma una sigaretta e le viene detto che deve compiere qualche azione come penitenza per quella sigaretta.

Tecniche di rinforzo differenziale

Vengono utilizzate quando l’obiettivo del programma di rinforzo e punizione non è la soppressione di un comportamento, bensì cambiare la frequenza. Ecco tre tecniche che non si escludono mutuamente e che utilizzano il rinforzo del condizionamento operante:

  • Rinforzo differenziale dei tassi bassi: questa tecnica ha lo scopo di abbassare la frequenza di un comportamento, quindi verrà rinforzata solo quando si verifica poco. Se appare a tassi elevati, l’individuo non riceverà il rinforzo.

Per esempio, una ragazza che fa troppe domande in classe e alza molto la mano, non permettendo agli altri di partecipare. Quando la ragazza alza la mano venticinque volte durante la lezione, non riceverà il rinforzo. Tuttavia, se la ragazza interviene solo dieci volte, se le offrirà un rinforzo fino a raggiungere il numero ideale.

  • Rinforzo differenziale di altri comportamenti: seguendo lo stesso esempio, un altro modo per ridurre la frequenza di un comportamento è rinforzare dei comportamenti diversi dall’alzare la mano. Se invece di interrompere la lezione, la ragazza sta facendo i compiti o risolve un’operazione matematica, vale la pena di rinforzare questi comportamenti positivi. Anzi, bisogna aumentarne la probabilità e la frequenza.
  • Rinforzo differenziale di comportamenti incompatibili: cerca di rinforzare una serie di comportamenti incompatibili tra loro da mettere in atto contemporaneamente a quello da modificare. Per esempio, se un bambino si mangia le unghie, possono essere rafforzati comportamenti come avere una penna in mano o nascondere le mani in tasca.

Conclusioni

I programmi di rinforzo devono essere eseguiti sempre in modo appropriato, efficiente, intelligente e responsabile. Gli obiettivi da raggiungere devono essere chiari e anche il piano d’azione.

In molti casi la persona mostrerà resistenza a rispettare il piano che gli proponiamo e vorrà il rinforzo indipendentemente da quanto concordato. Quindi bisogna armarsi anche di pazienza, abilità sociali, resilienza e precisione nello stabilire le varie tempistiche da rispettare.

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