Teoria dei ruoli: il nostro posto nella società

· 17 ottobre 2018

Seconda la teoria dei ruoli, i ruoli sociali sono definiti come la funzione che svolgiamo all’interno della società. In altre parole, determinano quali attività o comportamenti ci si aspetta che adottiamo in un determinato ambiente sociale.

Ma chi definisce i nostri compiti? Ci viene assegnato un ruolo già predefinito o siamo noi a costruirlo? In questo articolo parleremo della teoria dei ruoli. Continuate a leggere per saperne di più!

All’interno di qualsiasi gruppo i membri svolgono un ruolo. Se pensiamo a una squadra sportiva, c’è il ruolo del difensore o dell’attaccante. In una famiglia, ci sono i ruoli di madre, padre o fratello. Sul lavoro, quelli di capo, segretaria, stagista o assistente. Una stessa persona, a seconda del contesto, può svolgere diversi ruoli: lo stagista al lavoro, il figlio in famiglia, il tipo simpatico nel gruppo di amici, ad esempio.

Ognuno di noi costruisce e adatta il proprio ruolo. Probabilmente all’inizio esso viene definito in base a quello che gli altri membri del gruppo si aspettano da noi, ma in linea di massima poi siamo noi ad adattare queste aspettative ed esigenze alle nostre caratteristiche personali.

Pedine disposte in cerchio

Fattori di stress associati al ruolo sociale

La teoria dei ruoli individua diversi problemi associati al ruolo che ci viene assegnato:

  • Ambiguità di ruolo: in questo caso, dobbiamo adattarci a un ruolo senza sapere davvero cosa dobbiamo fare. Non è chiara la nostra funzione e non sappiamo nemmeno cosa si aspettano gli altri dal nostro comportamento o contributo al gruppo.
  • Conflitto di ruoli: parliamo innanzitutto di conflitto all’interno dello stesso ruolo, ovvero quando il ruolo non si confà alla nostra persona, non possiamo adattarci a ciò che ci viene richiesto perché va oltre le nostre capacità, perché va contro la nostra ideologia oppure perché non ci sentiamo a nostro agio. C’è poi il conflitto tra più ruoli, per cui all’interno di un gruppo ci vengono assegnati due ruoli, ad esempio lo stagista e lo studente, il lavoratore e il padre, il che genera uno stress non indifferente legato all’incapacità di svolgere entrambi i ruoli.
  • Ruoli aggiudicati: sono i problemi che nascono dall’adattamento a un ruolo già delimitato, con poco margine di rielaborazione. Un esempio è il ruolo di genere, ovvero dover adottare comportamenti che il gruppo si aspetta per il semplice fatto di essere uomo o donna.
  • Sovraccarico di ruolo: le aspettative del gruppo possono richiedere molto impegno e sforzo da parte nostra, il che supera la nostra capacità di adattamento, generando forte stress.
  • Ruoli poveri: è il problema opposto, quando una persona è convinta di poter dare molto di più, ma il suo ruolo non glielo permette.
Gruppo di persone

Teoria dei ruoli: costruire il proprio ruolo

Il nostro ruolo nella società o nel gruppo è dinamico ed evolve continuamente. In molti casi, siamo noi gli attori principali di questa trasformazione, siamo noi ad avere una responsabilità maggiore. In questo senso, i problemi in genere nascono quando ci comportiamo come una barca alla deriva, quando cerchiamo di adottare un ruolo che va oltre i limiti della nostra flessibilità o quando vogliamo introdurre nelle nostre funzioni cambiamenti troppo rapidi e radicali.

In fondo, il ruolo che ciascuno di noi ricopre dovrebbe essere unico e non trasferibile. Esistono di certo degli elementi a cui adattarci quando entriamo a far parte di un nuovo gruppo, ma partendo da una linea generale di comportamenti, è il ruolo che deve adattarsi a noi e non viceversa, come accade nella maggior parte dei casi.

La teoria dei ruoli ci dice che costruire il proprio ruolo richiede tempo e soprattutto intelligenza. Il ruolo che adottiamo è la nostra opportunità di mostrare al mondo ciò che siamo in grado di dare e di fare.