Test dell’orologio per diagnosticare disturbi mentali

25 dicembre 2017 in Psicologia 1075 Condivisi
Test dell'orologio

Il test dell’orologio è una prova molto semplice per effettuare una diagnosi di disturbo mentale. La sua finalità è valutare il deterioramento cognitivo del soggetto e poter diagnosticare eventuali disturbi neurologici e psichiatrici. Da quando è stata realizzato per la prima volta nel 1953, è divenuto uno dei test comuni per identificare precocemente l’ Alzheimer o altre demenze.

È più che probabile che, ad oggi, se diciamo che questa prova si basa “solo” sul chiedere al paziente di disegnare un orologio le cui lancette segnino le 11 e 10, più di una persona può dubitare della sua validità ed efficacia diagnostica. Tuttavia, dobbiamo tenere in considerazione alcuni aspetti pratici sui quali si fonda questa prova (all’apparenza) tanto semplice.

Disegnare un orologio è talmente semplice che risulta quasi incredibile che possa essere una delle prove più efficaci quando si tratta di rilevare disturbi cognitivi come il Parkinson o l’Alzheimer.
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In primo luogo, è necessario comprendere l’ordine impartito: “disegni un orologio che indichi questa ora”. In seguito, la persona dovrà pianificare, fare attenzione alla sua esecuzione motoria, aggiustare la sua percezione visiva, la sua coordinazione visivo-motoria e la sua capacità visivo-costruttiva. Non è, dunque, una cosa così semplice; di fatto, l’efficienza cognitiva richiesta dal test dell’orologio lo rende una delle prove più utili, soprattutto se la confrontiamo con altre più complesse, più costose e meno affidabili.

Uomo con dito sulla fronte

Test dell’orologio per valutare un deficit delle capacità cognitive

Questa prova è stata sviluppata e applicata per la prima volta nel 1953. Si cercava di avvalorare l’aprassia costruttiva (abituale nelle demenze) e di identificare l’entità delle lesioni della corteccia parietale. A poco a poco, e vedendo la sua efficacia, è divenuto uno strumento essenziale per diagnosticare il deterioramento cognitivo associato soprattutto alle prime fasi dell’Alzheimer.

Lo svolgimento di questa prova, come abbiamo già detto, è molto semplice. Tuttavia, deve comunque essere guidata e analizzata da uno psicologo qualificato, dato che sulla base del test dell’orologio è possibile identificare diversi disturbi, deficit o lesioni cerebrali. Occorre inoltre dire che vi sono fino a 15 modi diversi di valutare detta prova.

Come si applica il test dell’orologio?

Generalmente il professionista può optare per gestire la prova in due modi:

  • Disegno dell’orologio con delle istruzioni. In questo caso, viene fornito un foglio bianco al paziente dove disegnare un orologio che segni le 11:10. È importante che la sfera contenga la corretta disposizione di ogni ora.
  • Nell’altro caso, è possibile anche chiedere alla persona che copi il modello di un orologio già disegnato. La copia deve essere identica: numeri, misura della sfera, lancette…
  • Quando il paziente finisce la prova, gli si chiede se ha terminato e se pensa di averlo fatto bene.

È molto probabile che adesso vi stiate chiedendo come mai si sceglie che l’orologio segni precisamente le 11 e 10. Tale orario richiede il coinvolgimento di 2 emicampi visivo-attentivi. Richiede, inoltre, che la persona ascolti l’istruzione, che la comprenda, che si ricordi come sono fatti gli orologi, come si compone ogni area oraria e che pianifichi in modo adeguato dove rimane ogni lancetta.

Prove del test dell'orologio

Come si valuta il test dell’orologio?

Come abbiamo detto in precedenza, vi sono molti modi di valutare questa prova. Di solito si osserva la sfera, l’ordine di collocazione dei numeri, l’orientamento, se sono dentro o fuori dalla sfera, se si trovano solo da un lato o se vi è un’eccedenza di numerazione. Nel caso dei pazienti con disturbi schizofrenici, per esempio, è solita comparire un’ossessione quasi millimetrica nel segnalare nella sfera ogni minuto, il che rende il disegno una composizione bizzarra, eterogenea e quasi intelligibile.

Il caso di una paziente

Maria ha 80 anni e si reca per la prima volta in compagnia dei suoi figli da uno psicologo. “Mi scordo le cose”, dice lei ridendo, mentre la sua famiglia fa sì con la testa con un’espressione preoccupata. Il professionista, dopo aver raccolto alcuni dati e aver intrattenuto una conversazione con Maria per farla rilassare e conoscerla un po’ meglio, le chiede di disegnare un orologio che segni un’ora precisa: le 11:0. Il risultato è quello che vediamo a seguire.

Orologio

Il deterioramento cognitivo di Maria è evidente. Questa prova non sarà l’unica a cui verrà sottoposta la paziente; la diagnosi del morbo di Alzheimer verrà confermata (o meno) con altre strategie neuropsicologiche. Tuttavia, il test dell’orologio è un punto di partenza e offre un’informazione affidabile e rivelatrice.

È opportuno ricordare che, negli ultimi anni, questa prova si sta affinando sempre di più. Si dispone persino di una penna progettata dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) che registra il polso della persona, la precisione, le interruzioni, il tremolio e altre irregolarità.

Grazie a questa tecnologia, è possibile estrarre migliaia di parametri. Tuttavia, l’aspetto più interessante è che è possibile effettuare delle diagnosi molto precoci di morbo di Alzheimer o di Parkinson. Un rilevamento precoce ci offrirebbe l’opportunità di poter sviluppare strategie migliori, di applicare trattamenti adeguati con i quali offrire un’assistenza completa e integrale al paziente e una migliore qualità della vita per rallentare il corso della malattia. Il test dell’orologio continuerà a essere uno degli strumenti migliori per il rilevamento di questi tipi di malattie.

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