Tipi di umiltà che dovremmo praticare

Pensate che l'umiltà sia il miglior pregio dell'essere umano? Se è così, sarete felice di sapere che è possibile essere umili in molti modi.
Tipi di umiltà che dovremmo praticare

Scritto da Valeria Sabater

Ultimo aggiornamento: 17 ottobre, 2022

C’è chi pensa che essere umili rappresenti una minaccia per il proprio Io. In una società altamente competitiva, l’umiltà è percepita come una forma di debolezza. Quasi come essere lo zerbino che tutti calpestano e che nessuno rispetta. La verità, tuttavia, è che esistono diversi tipi di umiltà.

L’umiltà è più che un semplice pregio: si tratta di una forza cognitiva in grado di favorire il benessere psicologico. Perché questa dimensione va oltre l’essere compassionevoli e rimuovere ogni artificio dalla propria condotta, così da mostrarsi in modo semplice e autentico. È anche una meraviglioso attività mentale.

Una persona è umile anche quando rinuncia a certi schemi di pensiero che alimentano pericolosi giudizi di valore, per esempio. Significa sapersi liberare dall’inerzia di quell’approccio mentale che non si interroga e che quasi senza rendersene conto rafforza convinzioni irrazionali e schemi mentali negativi.

“Il segreto della saggezza, del potere e della conoscenza è l’umiltà.”

-Ernest Hemingway-

Cervello con un cuore per rappresentare i tipi di umiltà.
L’umiltà intellettuale è una dimensione che tutti dovremmo integrare nel nostro approccio alla vita, dunque nel nostro comportamento.

Tipi di umiltà

Le tradizioni religiose e spirituali del Buddismo descrivono l’essere umili come un modo per raggiungere l’illuminazione. In qualche modo, intendiamo questo termine come un comportamento altruistico che si basa su un interesse costante per il benessere altrui.

Tuttavia, essere umili implica anche prendersi cura di sé senza che ciò si traduca in egoismo o narcisismo. Da un punto di vista psicologico, l’umiltà permette la cosiddetta neutralità emotiva.

Un esempio di ciò è non sentire il bisogno di dover essere sempre superiori agli altri (né inferiori). Un graduale percorso di auto-miglioramento in cui il riflesso competitivo viene disconnesso.

Lo faceva già notare lo psicoterapeuta Fritz Perls: “Io sono me e tu sei te. Non sono in questo mondo per essere all’altezza delle tue aspettative e tu non sei in questo mondo per essere all’altezza delle mie”.

Adottare un simile approccio può essere sia catartico sia liberatorio, ci permetterebbe di mettere in pratica i diversi tipi di umiltà.

1. L’umiltà intellettuale, il valore di una mente aperta

L’umiltà intellettuale è la capacità di ammettere i propri errori e di non sapere tutto. Solo chi è aperto a nuove idee può raggiungere la saggezza, solo chi comprende che non esiste una verità universale potrà raggiungere accordi con gli altri.

L’Università di Cambridge ha condotto uno studio al riguardo. L’umiltà intellettuale è essenziale per prevenire pregiudizi quando si valutano le proprie convinzioni.

Questa capacità non è solo un pregio a livello caratteriale, richiede uno sforzo cognitivo costante con cui riconoscere di essere fallibili e che si può sempre migliorare.

Ricorda, se tra tutte le verità esistenti rimani con una sola e la difendi con le unghie e con i denti, diventerai un fanatico e, sicuramente, difenderai una menzogna. Solo l’umiltà intellettuale e la flessibilità della conoscenza ci protegge da approcci così ottusi.

2. Umiltà culturale, la propria identità sociale non è l’unica né la migliore

Tra tutti i tipi di umiltà, quella culturale è una delle più decisive. Definisce la capacità di prevenire pregiudizi e discriminazioni comprendendo che la razza, cultura, identità o religione di appartenenza non è la migliore. Essere culturalmente umili impedisce di cadere nel razzismo in tutte le sue forme.

3. Umiltà intergenerazionale, l’età non rende più utili o migliori

Si dice spesso che il mondo appartiene ai giovani, perché forti, belli e capaci. Ciò, tuttavia, favorisce dinamiche come la discriminazione dell’azione e l’acquisizione di una posizione centrale dell’adulto (dunque discriminazione nei confronti di bambini e adolescenti).

L’umiltà intergenerazionale permette di ritenere ogni persona, indipendentemente dalla sua età, importante, valida e degna di essere apprezzata e ascoltata.

4. Tipi di umiltà: non so fare tutto

Potremmo avere abilità e talento eccezionali in più di un campo. Tuttavia, ciò non rende migliori. Allo stesso modo, qualcuno potrebbe superarci in capacità e determinazione.

Questo costringe a ridurre l’orgoglio, capendo che a volte, anche quando si è esperti, si è pur sempre apprendisti nel cammino della vita.

Essere umili nei confronti delle nostre capacità ci permetterà di capire che non sappiamo fare tutto e che c’è sempre da imparare.

“L’umiltà, come ho imparato, non ha nulla a che fare con la mansuetudine. L’umiltà è essere aperti alle idee altrui”.

-Simon Sinek-

Amici che si congratulano a vicenda per rappresentare tipi di umiltà.
L’umiltà si mostra nel modo in cui trattiamo gli altri.

5. La necessità di essere umili nella semplicità

Uno dei tipi di umiltà che contribuisce maggiormente alla felicità. Quando è stata l’ultima volta che ci siamo sorpresi di qualcosa? Lo stupore è la capacità di percepire la bellezza della vita quotidiana, di godere delle straordinarie sfumature e dei dettagli insoliti.

Solo quando apprezziamo tutto il bene che ci circonda, per quanto semplice, otteniamo la vera felicità. Solo chi si guarda attraverso il filtro dell’umiltà rimane stupito delle meraviglie che lo circondano.

A tale scopo, bisogna osservare quello che ci circonda senza pensare a profitti, interessi o desiderio competitivo. Basta apprezzare ciò che si apre davanti a noi qui e ora. Nient’altro. Perché non provarci?

Potrebbe interessarti ...
Essere troppo modesti: umiltà o inibizione?
La Mente è Meravigliosa
Leggi in La Mente è Meravigliosa
Essere troppo modesti: umiltà o inibizione?

Essere troppo modesti o, all’opposto, presuntuosi, significa attribuire eccessiva importanza al giudizio degli altri. Impariamo a non lasciarci sop...



  • Exline, J. J., & Geyer, A. L. (2004). Perceptions of humility: A preliminary study. Self and Identity3(2), 95-114.
  • Tangney, J. P. (2000). Humility: Theoretical perspectives, empirical fingings and directions for future research. Journal of Social and Clinical Psychology19(1), 70.
  • Zmigrod, Leor & Zmigrod, Sharon & Rentfrow, Peter & Robbins, Trevor. (2019). The psychological roots of intellectual humility: The role of intelligence and cognitive flexibility. Personality and Individual Differences. 141. 200-208. 10.1016/j.paid.2019.01.016.