Training genitoriale di Patterson

11 Settembre 2019
La teoria della coercizione di Patterson ci aiuta a capire quanto l'atteggiamento dei genitori possa influenzare il comportamento del bambino. In alcuni casi può essere necessario un training familiare per il controllo dei rinforzi negativi.

Attraverso la teoria della coercizione e il training genitoriale, Patterson ha spiegato il contributo che può avere l’ambiente nel comportamento negativo del bambino. Alcuni disturbi psicologici osservati in bambini e adolescenti sono infatti legati alle dinamiche di relazione più prossime.

La scuola, i coetanei, così come la famiglia, in particolare i genitori, sono agenti che influenzano in modo profondo il comportamento del bambino, modellandolo e guidandolo. Il bambino apprende ciò che vede e lo assume come riferimento.

I modelli familiari sono elementi rilevanti nei disturbi del comportamento. È tipico, infatti, ritrovare atteggiamenti antisociali nei familiari dei minori che sviluppano questo problema. Tale fattore è, a sua volta, influenzato dal livello socioeconomico, dalla presenza di conflitti tra i coniugi, da errori educativi da parte dei genitori o persino dalla negligenza.

“Qualunque cosa venga data ai bambini, i bambini la daranno alla società.”

-K. Menninger-

Una delle variabili più importanti è legata al modo in cui vengono impartiti gli ordini. Durante la valutazione della famiglia di un bambino con problemi comportamentali, è probabile imbattersi in genitori molto critici che impartiscono ordini in modo confuso, umiliante o governato dalla rabbia.

Parliamo di due tipi di ordini: alfa e beta.

  • Gli ordini o le linee guida alfa sono date al bambino in modo chiaro, sono realizzabili e di tipo motorio. Ad esempio: “mettiti le scarpe” o “abbassa la voce”.
  • Gli ordini beta, al contrario, sono vaghi, di difficile realizzazione. Il bambino ha difficoltà a capire concretamente in che modo essere obbediente. Ecco due esempi: “comportati bene”, “non farlo!”. Il bambino si potrebbe domandare: “mi starò comportando bene?” o “cosa non devo fare?”.
Bambina arrabbiata abbraccia il padre

La teoria della coercizione di Patterson

La teoria di Patterson spiega come l’ambiente familiare possa agire sul comportamento del bambino. Il metodo utilizzato da Patterson è l’osservazione in video del bambino a scuola e durante l’interazione con i genitori a casa.

La teoria della coercizione fa luce sulle dinamiche familiari nei modelli antisociali. I bambini ricorrono a comportamenti aggressivi come gli attacchi di ira o il pianto incontrollato per raggiungere i propri scopi. Questi comportamenti vengono rinforzati in modo positivo se il bambino ottiene ciò che vuole. Al contempo, si verifica un rinforzo negativo: il bambino sente diminuire l’ansia quando ottiene quello che chiede o evita situazioni indesiderate.

Il processo attraverso il quale il bambino fa ricorso a comportamenti negativi a proprio vantaggio viene denominato coercizione. Nelle dinamiche coercitive tra genitori e figli occupa un ruolo importante il rinforzo negativo.

I genitori, di fronte al comportamento del bambino non agiscono in modo corretto, e cedono ai suoi desideri. A breve termine ne ricavano entrambi vantaggio, ma alla lunga sorgerà un grave problema. I genitori che accondiscendono a tutte le richieste dei figli cadono nella cosiddetta “trappola del rinforzo negativo”, rafforzando la condotta negativa e coercitiva.

Allo stesso tempo, questa teoria fa notare quanto sia controproducente il castigo. Non sopprime i comportamenti coercitivi, ma anzi li aumenta. La punizione fornisce un modello disfunzionale di risoluzione del problema da cui il bambino non ricava un apprendimento positivo, ma piuttosto il contrario.

Bambino che piange

Training genitoriale secondo Patterson

In linea con la teoria della coercizione, Patterson ha sviluppato un modello di training genitoriale. L’obiettivo è fornire ai genitori gli strumenti per gestire in modo corretto le tensioni familiari senza cadere nella trappola del rinforzo negativo.

Il grande vantaggio di questo programma è che il bambino si abitua al disagio e impara a sviluppare delle strategie per tollerare la frustrazione. Allo stesso tempo, i genitori imparano a sopportare i capricci e il pianto, senza cedere a breve termine.

A livello cognitivo, il bambino apprende che le crisi di rabbia rivolte a ottenere un rinforzo – vedere la televisione per più tempo, non andare a scuola, mangiare dolciumi, etc – non funzionano. Lo aiuta anche a interiorizzare l’idea che non sempre possiamo avere tutto ciò che desideriamo. È necessario accettare questo principio per poterlo utilizzare in altre situazioni.

Nel tempo, un training genitoriale realizzato in modo corretto apporta numerosi benefici a tutto l’ambiente familiare; il bambino con limiti precisi guadagna in termini di sicurezza e i genitori anche.

Il training genitoriale di Patterson, tuttavia, non è facile da seguire per tutti; infatti il tasso di abbandono è piuttosto alto. Per questo motivo è importante essere coscienti del fatto che i risultati arriveranno con il tempo, dopo un’applicazione precisa delle misure stabilite.

D’altra parte, parliamo di un intervento che offre buoni risultati se si è costanti nel seguirlo. Perde tutto o buona parte del suo potere quando si lascia e si riprende in modo arbitrario.

  • Comeche, M. y Vallejo, M. A. (2005). Manual de terapia de conducta en la infancia. Editorial Dykinson.