Trattamento per la depressione e mindfulness

· 12 Dicembre 2018

La depressione è il buio dell’anima, l’apatia, la perdita della speranza, la tristezza. Possiamo definirla con mille parole, ma una cosa è certa: ha effetti devastanti. Per questo motivo, è importante affidarsi a un mirato trattamento per la depressione, strumento estremamente utile per riprendere il controllo della nostra vita.

La depressione clinica o maggiore è una condizione medica accompagnata da umore depresso persistente e perdita di interessi. Insieme a questi sintomi, compaiono disturbi del sonno, inappetenza, mancanza di concentrazione, etc.

Le statistiche sulla depressione forniscono numeri preoccupanti, trattandosi di uno dei disturbi mentali più diffusi. Il 17% della popolazione mondiale ha dichiarato di aver sperimentato depressione negli ultimi sei mesi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sostiene che entro il 2020 la depressione sarà la seconda malattia più diffusa al mondo. Curarla sta diventando la sfida principale nel campo della salute mondiale. Ma qual è il trattamento per la depressione più efficace? Di quali strumenti avvalersi?

Il trattamento della depressione

Alla fine degli anni ’80 esistevano diversi trattamenti per la depressione. I farmaci antidepressivi erano considerati il trattamento di prima linea per questa patologia. Anche i trattamenti psicoterapeutici cominciavano a raccogliere i primi successi. La terapia comportamentale enfatizzava la necessità di aumentare la partecipazione della persona depressa ad attività piacevoli o in grado di rinforzare il fisico e lo spirito.

Donna con depressione

La terapia cognitiva aveva l’obiettivo di contrastare la dinamica dei pensieri che favoriscono la comparsa o il mantenimento dei sintomi depressivi.

Infine, la terapia interpersonale affermava che per alleviare la depressione occorresse imparare a risolvere i conflitti interpersonali e saper cambiare ruolo.

Con tutti questi trattamenti a disposizione, sembrava di poter venire a capo del problema. Purtroppo, però, le cose non sono andate in questo modo.

Il problema delle ricadute

Il trattamento della depressione si dimostrò efficace, tuttavia le ricerche mettevano in guardia da un problema serio: il fenomeno delle ricadute. In questo senso, c’è chi considera la depressione una malattia cronica, che dura per tutta la vita. Il rischio di ricaduta supera l’80%. I pazienti sperimentano, in media, quattro episodi depressivi maggiori per una durata di 20 settimane.

Ricadute e recidive a seguito di un trattamento della depressione dall’esito positivo sono purtroppo comuni e invalidanti. Questo era il vero problema da affrontare. Per far fronte alle recidive, veniva nuovamente enfatizzata l’importanza della terapia cognitiva. Grazie a essa, il fenomeno diminuì, ma non scomparve. Era necessario introdurre nuovi elementi per una definitiva risoluzione del problema.

La mindfulness come terapia per la depressione

La proposta è di inserire la pratica della piena coscienza, altrimenti detta mindfulness, come componente nel trattamento psicoterapeutico della depressione. Ma cosa vuol dire “piena coscienza”?

Piena coscienza significa concentrarsi in un modo particolare: con uno scopo, rivolta al momento presente e senza giudicare (Jon Kabat-Zinn). È straordinario quanto possa essere liberatorio percepire i nostri pensieri come semplici, non filtrati.

Il semplice fatto di riconoscere il pensiero in quanto tale può liberarci dai pericoli di una realtà distorta. Permette una maggiore chiaroveggenza e più controllo sulla nostra vita.

Donna medita seduta sul prato

Il segreto è sganciarsi dai pensieri negativi a carattere ripetitivo

La terapia cognitiva per la depressione basata sulla mindfulness indica come abilità essenziale il riconoscere e liberarsi dagli stati mentali caratterizzati da pensieri negativi ruminanti e autoalimentati.

Se non si presta attenzione a questi modelli, il rischio è di cadere in una spirale discendente dello stato d’animo. L’inizio di una ricaduta. Lo strumento di base per cambiare modalità di pensiero è l’uso intenzionale e speciale dell’attenzione e della coscienza.

Scegliere su cosa e come focalizzare la nostra attenzione riporta nelle nostre mani la leva che ci facilita di cambiare “marcia mentale”. In quali occasioni possiamo mettere in pratica questa nuova abilità? In linea di principio, sempre.

La piena coscienza come abilità fondamentale

La piena coscienza è una strategia essenziale nella terapia cognitiva per la depressione. Ci richiede di dedicare la nostra attenzione in modo specifico, con un proposito, nel momento presente e senza elaborare giudizi di valore.

Il primo passo è essere consapevoli del modo in cui pensiamo e sentiamo a livello emotivo e fisico. La piena coscienza fornisce gli strumenti per cambiare marcia mentale; è, di più, una marcia mentale alternativa che ci permette di cambiare.

Come è strutturata la terapia cognitiva per la depressione basata sulla mindfulness?

Ha una durata di 8 sessioni. Il primo passo, ossia l’obiettivo delle prime sedute, è imparare a rivolgere l’attenzione, con uno scopo preciso e senza esprimere giudizi di valore.

I pazienti diventano coscienti della scarsa attenzione che, in genere, dedicano a ogni aspetto della vita quotidiana. Imparano a percepire quanto velocemente la mente rimbalza da un argomento all’altro. Si tratta, quindi, di capire se la mente sta divagando, imparare a “riportarla indietro” e riportarla su un solo elemento. 

Inizialmente queste tecniche vengono assimilate facendo riferimento alle parti del corpo e poi rivolgendo l’attenzione alla respirazione.

Ragazzo di spalle seduto sul prato

Al termine delle sedute il paziente avrà imparato che il divagare della mente può favorire l’insorgere di pensieri ed emozioni negative. Affrontare sul nascere gli sbalzi d’umore, invece che farlo dopo, appartiene alla seconda fase della terapia cognitiva.

La mindfulness si è dimostrata efficace come terapia per la depressione. Grazie a questa tecnica, i pazienti imparano a individuare i pensieri negativi, dare essi ascolto, accettarli e, infine, lasciarli andare.

Teasdale JD1, Segal ZV, Williams JM, Ridgeway VA, Soulsby JM, Lau MA. Prevention of relapse/recurrence in major depression by mindfulness-based cognitive therapy.