Perché le punizioni fisiche sono un errore?

· 28 luglio 2017

Se prendiamo in considerazione la frase del saggio George Washington Carver, che disse “l’educazione è la chiave per aprire la porta dorata della libertà”, potremmo giungere alla conclusione che le punizioni fisiche, che in genere privano di questa libertà, sia un grande errore.

Tuttavia, la punizione fisica va oltre le disastrose conseguenze sullo sviluppo dei bambini. È vero che spesso è difficile combattere contro la disobbedienza dei più piccoli, ma schiaffeggiarli o sculacciarli non è mai la soluzione migliore. Forse in un determinato momento può risultare la scelta più efficace e più comoda per i genitori perché non richiede una riflessione previa, ma in ogni caso c’è sempre una soluzione migliore per l’educazione dei figli. Un’alternativa più costosa, meno automatica, ma a lungo andare più proficua.

Cos’è la punizione fisica?

Purtroppo, ci sono ancora molti genitori che fanno proprio il modo di dire “imparare a suon di botte” per quanto riguarda l’educazione dei figli. Tuttavia, ogni percossa data ad un bambino lascia un segno che è una condanna più che una lezione, che induce timore più che desiderio di comportarsi bene.

Educare i bambini a suon di botte è un problema per la loro crescita più che un valido aiuto. Quando parliamo di percosse, facciamo riferimento anche alle spinte, agli scossoni, ai pizzicotti, ai ceffoni o schiaffi che forse mettono fine ad un certo comportamento, ma che non spiegano perché quel comportamento non è corretto al di là del castigo con cui viene punito.

Logicamente, le conseguenze del ricorso alla violenza fisica nell’educazione provoca una serie di reazioni nei bambini che non sono affatto positive. I nostri figli, infatti, tendono ad imitare ciò che vedono. Se nella vita di tutti i giorni sono abituati alle botte, dunque, penseranno che non ci sia nulla di male nel ricorrere alla violenza per un determinato scopo e agiranno di conseguenza.

Se amiamo i nostri piccoli e loro percepiscono questo amore, penseranno che anche le punizioni fisiche che ricevono quando si comportano male facciano parte dell’amore che proviamo per loro. In questo senso, potrebbero considerare l’intimidazione e la violenza come manifestazioni d’amore universalmente approvate (dagli adulti, che sanno tutto), dunque le accetteranno.

Conseguenze delle punizioni fisiche nei confronti dei bambini

Come avrete ben capito, la punizione fisica ha pochi vantaggi oltre a porre un freno ad un determinato comportamento in un dato momento senza bisogno di rifletterci su. In generale, le conseguenze sono sempre negative, soprattutto a lungo andare.

Se a questo stile educativo aggiungiamo anche urla, limitazioni della libertà personale e un’atmosfera pesante, i problemi emotivi tenderanno a moltiplicarsi. Per questo, è importante tenere ben presente il seguente elenco di conseguenze:

  • Picchiare i bambini inibisce la loro autonomia, limita la loro iniziativa e la loro capacità di risolvere i problemi e di amare se stessi. La violenza ostacola lo sviluppo della loro autostima e risveglia aspettative negative nei confronti della loro persona.
  • Le punizioni fisiche limitano lo sviluppo della loro intelligenza. Interferiscono in maniera drammatica sui processi di apprendimento.
  • Limitano e addirittura fanno retrocedere il legame famigliare genitori-figli. Di fatto, i bambini ne risentono a livello sociale ed emotivo nel modo in cui si relazionano con l’ambiente circostante.
  • La violenza risveglia sentimenti di abbandono, tristezza e solitudine. Il bambino si sentirà inutile, non necessario. A poco a poco perderà il suo amor proprio.
  • La visione del mondo dei bambini si trasformerà in un punto di vista negativo, buio, minaccioso. Il mondo sarà per loro un posto dove pensano di non valere nulla e non vogliono sapere nulla di nessuno.
  • I castighi risvegliano nei bambini sentimenti di rabbia, rancore, bisogno di scappare senza una meta precisa. Inoltre, penseranno che il modo migliore per affrontare le proprie emozioni, il mondo e gli altri è ricorrere alla violenza.

Come educare i figli senza ricorrere alle punizioni fisiche

Sappiamo che a volte è molto difficile educare i figli. È normale, hanno la loro personalità, il loro bisogno di esplorare e di esprimersi e non sempre coincide con quello che noi riteniamo il più corretto. Tuttavia, la violenza non è mai la soluzione.

È importante che l’educazione dei bambini cominci il giorno della loro nascita. Anche se è difficile ragionare con loro quando sono piccolini, è importante e necessario che acquisiscano le regole e le norme di casa fin dai primi anni.

Esistono molte formule che aiuteranno ad evitare il maltrattamento fisico dei bambini e che permetteranno loro di crescere in un ambiente sano. Ad esempio, esiste il rinforzo positivo. Questa strategia premia i comportamenti corretti del bambino invece di punire quelli negativi. Dando rilievo ai comportamenti positivi, segnaliamo anche quelli che non lo sono. Questo è il grande potere del rinforzo positivo.

Ovviamente, in qualità di genitori, dobbiamo cercare di mantenere la calma. Molte delle percosse ricevute dai piccoli sono più il risultato di un impulso che una misura correttiva su cui abbiamo riflettuto. Molti genitori, infatti, non vogliono picchiare i loro bambini e quando lo fanno si sentono in dovere di giustificarsi. Questa giustificazione successiva, necessaria per vedersi come bravi genitori, è il motivo per cui molte persone giustificano l’uso della violenza nell’educazione dei bambini.

Non è un argomento facile, perché mette in discussione diversi metodi educativi tradizionali con cui sono stati educati i nostri genitori e con cui siamo stati educati anche noi. Visto, però, che l’essere umano fa grandi progressi in ogni ambito, dovrebbe fare uno sforzo anche in quello dell’educazione, soprattutto quando si tratta di un’abitudine ormai radicata che insegna ben poco, anzi, che legittima la violenza e infonde paura, non rispetto.