La triste storia di Rosemary Kennedy

· 28 giugno 2016

Sorella di Robert, Ted e John Fitzgerald Kennedy, Rosemary Kennedy fu vittima di una delle tecniche psichiatriche più terribili dell’epoca: la lobotomia.

La storia della lobotomia è ancora troppo recente per essere ignorata. Per buona parte del XX secolo fu considerata una tecnica idonea per guarire malattie come la schizofrenia, la depressione e anche comportamenti considerati fuori dal comune o violenti.

Uno dei suoi più grandi artefici fu, senza dubbio, Walter Freeman, un medico che sviluppò l’originale tecnica ideata da Egas Moniz, e che nella sua carriera vanta la realizzazione di più di 3000 lobotomie, a volte anche 25 al giorno. Alla fine, per fortuna, fu fermato, e passò gran parte della sua vita cercando di dimostrare che questa tecnica fu effettivamente un bene per i suoi pazienti.

Tuttavia, si può davvero ritenere che la lobotomia fu il modo adatto per risolvere i comportamenti violenti e le malattie come la schizofrenia? Sezionare le vie nervose tra il lobo frontale e i nuclei subcorticali non evitava i comportamenti aggressivi. In seguito sarebbero giunti gli antipsicotici e la clorpromazina, per esempio, che avrebbero aperto un nuovo ambito terapeutico. Lasciando, però, nell’anonimato molte vittime di questa pratica. Vittime che sarebbero poi emerse dall’oscurità e venute alla luce del sole, e si scoprì che alcune non erano esattamente anonime sconosciute.

Come nel caso di Rosemary Kennedy.

Il segreto della famiglia Kennedy

Rosemary era la terzogenita della grande famiglia Kennedy, sorella, per esempio, di Johm Fitzgerald, e altri sei fratelli. Fu la più lenta e meno brillante di tutti. Era dislessica e si deduce delle descrizioni dell’epoca che avesse un lieve ritardo mentale, forse era affetta dal disturbo borderline. A questo si sommò sicuramente la dura competizione interna della famiglia, lì dove i suoi fratelli ottenevano successo negli studi e continui riconoscimenti sociali. Era quasi prevedibile che, arrivata l’adolescenza, i suoi problemi sarebbero aumentati e sarebbero iniziati i suoi atteggiamenti di sfida, le proteste e le discussioni.

Suo padre, Joe Kennedy preferiva i fratelli e non poteva concepire che sua figlia avesse un lieve ritardo mentale. Tuttavia, la situazione si aggravò quando Rosemary iniziò a fuggire di casa, tornando ogni giorno con un fidanzato diverso. Non andava bene negli studi e non aveva un fidanzato stabile con il quale concludere un buon matrimonio. Il signor Kennedy poteva accettare che i suoi figli maschi avessero tutte le amanti che volessero, ma temeva più di tutto che Rosemary restasse incinta. Sarebbe stato uno scandalo che non poteva rischiare per la sua immagine pubblica. Cosa poteva fare?

Non tardò a mettersi in contatto con il dottor Walter Freeman e la sua rivoluzionaria tecnica medica. Gli atteggiamenti aggressivi e fuori luogo della giovane sarebbero stati corretti in fretta. Inoltre, speravano di ottenere ciò che Joe Kennedy desiderava di più, elevare il quoziente intellettivo della figlia. Così si fecero tutti i preparativi per l’operazione. Tutti i fratelli e gran parte della famiglia si erano opposti all’operazione, ma le decisioni del patriarca Kennedy avevano troppo peso perché gli altri potessero obiettare.

Rosemary aveva 23 anni quando le fu praticata la lobotomia nel 1941.L’operazione fu così terribile che una delle infermiere che lavoravano al fianco di Walter Freeman lasciò il lavoro il giorno seguente. Servì a qualcosa l’operazione? Potrete già immaginare quale fu il risultato. Dopo l’intervento, Rosemary Kennedy restò allo stato mentale di una bambina di tre anni.

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Scoperta la Kennedy invisibile

Dopo aver visto il risultato dell’operazione, Joe Kennedy prese velocemente una decisione. Rosemary avrebbe smesso di esistere pubblicamente. Per un periodo si disse che lavorava come istitutrice in Winsonsin, in seguito che soffrisse di meningite e che, per questo, era in ospedale. Tuttavia, la verità era ben altra ed era più triste. Questa donna trascorse la sua vita ricoverata in istituti, per tutto il territorio degli Stati Uniti. Si dice che il patriarca dei Kennedy non si pentì mai di quella decisione, la carriera dei suoi figli iniziava ad affacciarsi al panorama politico e la figura di qualcuno come Rosemary poteva essere controproducente.

Fu nell’ottobre del 1975 che la verità venne alla luce, con il titolo: “Scoperto il Kennedy invisibile”. Avevano portato Rosemary in un istituto religioso e lei era scappata. Era fuggita dalla chiesa senza che le infermiere o la famiglia se ne rendessero conto. Un giornalista la seguì e si rese conto di cosa stava succedendo. In quel periodo aveva 57 anni ed era rinchiusa nel convento di clausura di Santa Colette (Wisconsin).

Davvero un peccato ed un esempio delle tecniche psichiatriche più incomprensibili della storia. Rosemary Kennedy è morta nel 2005, ed era, senza saperlo, una delle poche sopravvissute di una famiglia che ha collezionato tanti successi, ma anche tante tragedie.