Che cos’è la dislessia?

2 agosto 2015 in Curiosità 11 Condivisi

Quando il medico comunica a mamma e papà che il loro bambino ha un disturbo o una malattia, questi hanno come prima reazione uno shock. Molte volte, l’amore che proviamo per i nostri figli, un amore ineguagliabile che supera qualsiasi cosa, ci fa ingigantire il problema a cui il medico sottopone la nostra attenzione.

In realtà, gli ostacoli sono spesso grandi opportunità per noi stessi e per i nostri figli.

In questo articolo vogliamo parlarvi della dislessia, un disturbo dell’apprendimento molto comune. Se anche voi (o i vostri figli) siete dislessici, non fatene un dramma e non mettete limiti ai vostri sogni perché potete fare e ottenere tutto ciò che volete, chiedetelo al fondatore di IKEA, che è dislessico.

Che cos’è la dislessia?

Poco più di cent’anni fa, si diffusero le prime descrizioni e annotazioni sulla dislessia e da allora continua il dibattito circa una definizione esatta di questo disturbo, la diagnosi e i possibili trattamenti.

Attualmente, la definizione più accettata di “dislessia” è quella dell’Associazione Internazionale Dislessia formulata nel 2002:

Disturbo specifico dell’apprendimento, di origine neurobiologica, caratterizzato da difficoltà nell’elaborazione e nel riconoscimento preciso e fluido delle parole e da problemi di ortografia e di decodificazione. Queste difficoltà derivano da un deficit nella componente fonologica”. La dislessia non è una malattia, di conseguenza non ha una cura.

Il cervello di una persona dislessica è diverso. Alcune zone del cervello, in particolare l’area temporale superiore dell’emisfero sinistro, responsabile dell’elaborazione fonologica, e l’area occipito-temporale, che si occupa della rappresentazione visiva delle parole, funzionano in maniera diversa. Si pensa che sia la conseguenza di un funzionamento anomalo di alcuni geni durante lo sviluppo embrionale.

Luz Rello e la dislessia

Luz Rello è dislessica ed è un’esperta in questo campo. Ha sviluppato una nuova applicazione chiamata “Dyseggxia” (Piruletras) che consiste in una serie di esercizi e giochi per aiutare chi ha difficoltà nell’apprendimento. È stato dimostrato che con questa applicazione l’ortografia migliora in maniera considerevole.

Esiste anche DysWebxia, un’applicazione per adattare i testi in modo che i bambini, o in generale le persone dislessiche, riescano a leggere più velocemente.

Il blog di María

María ha creato questo blog con l’aiuto della figlia. Lei stessa racconta: “ero disperata, stressata e avevo bisogno di sfogarmi in qualche modo. Ero convinta che soltanto mia madre e poche altre persone avrebbero letto quello che scrivevo…”. María ha 6 figli e sono tutti dislessici.

Con sua grande sorpresa, il blog ha iniziato a ricevere sempre più visite, soprattutto da parte di altre mamme di bambini dislessici. Il figlio maggiore di María studia Ingegneria delle Telecomunicazioni, è un esempio che tutti possono diventare o fare quello che vogliono, nonostante la dislessia.

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Consigli per le persone dislessiche

  • Il modo migliore di aiutare un bambino dislessico è dargli gli strumenti adatti per compensare le sue difficoltà quando deve lavorare con le parole; strumenti e risorse in grado di aumentare la fiducia in se stesso e di superare questo ostacolo e andare avanti.
  • Se identificate per tempo questa difficoltà nei vostri figli, potranno affrontarla nel migliore dei modi e automatizzare le risorse e gli strumenti di cui sopra.
  • Voi genitori dovete stare tranquilli, non dovete ingigantire il problema, ma nemmeno trascurarlo. Dovete aver presente che è necessario agire perché, se davvero c’è un problema, non sparirà da solo.
  • Bisogna agire insieme alle persone che fanno parte dell’educazione del bambino; che siano gli insegnanti, i familiari, chiunque può e deve aiutare. In futuro, il bambino sarà grato per qualsiasi aiuto e sostegno ricevuto in giovane età.

Il limite siete voi a stabilirlo

Il cantautore Pau Donés, l’affascinante Patrick Dempsey di Grey’s Anatomy e il fondatore di IKEA sono dislessici. Dempsey ammette: “È molto difficile per me leggere i copioni, ma non mi sono mai dato per vinto”, ed eccolo lì, che conquista i nostri cuori attraverso lo schermo!

Vi lasciamo con un pensiero di Luz Rello, augurandoci che vi sia di aiuto: “La scuola è la sfida peggiore per un dislessico, ma prima o poi finisce! Coraggio! Dopo la scuola potete decidere di andare all’università, essere quello che volete e usare tutti gli strumenti e le risorse che volete!“.

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