Validità e affidabilità: in cosa differiscono?

Cos'è l'affidabilità? E la validità? In cosa differiscono? Perché nella ricerca bisogna considerare questi due elementi?
Validità e affidabilità: in cosa differiscono?

Ultimo aggiornamento: 28 dicembre, 2021

Validità e affidabilità sono due costrutti chiave quando si analizzano i risultati prodotti dagli studi in psicologia. Utilizzare strumenti più o meno validi, più o meno affidabili, può sottrarre o aggiungere valore allo studio. Ma in cosa differiscono i concetti di validità e affidabilità?

Sulla base di una chiara differenza concettuale tra i due termini, possiamo sviluppare gli aspetti che le differenziano e le rendono uniche quando le confrontiamo.

La validità

Sebbene esistano diversi tipi di validità, in psicometria ci si riferisce al grado con cui si misura la variabile in questione (Hernández-Sampieri, Fernández & Baptista, 2014).

Per esempio, se una bilancia ci permette di conoscere il peso di un oggetto, possiamo affermare che è valida nella misura in cui assolve alla funzione per la quale è stata progettata.

Se non potessimo effettuare una tale misurazione, la scala non sarebbe valida per quel compito specifico. Se un test dell’ansia che pretende di misurare questo stato d’animo non lo fa, allora non è valido.

D’altra parte, in una ricerca il concetto di validità “si riferisce a ciò che è vero o a ciò che è vicino alla verità. In generale, si ritiene che i risultati di uno studio di ricerca saranno validi in assenza di errori”(Villasís-Keever, 2018).

Determinare la validità è essenziale in tutte le ricerche, poiché è il passaggio precedente per potersi fidare dei dati ottenuti dallo stesso, l’acquisizione dei dati, l’analisi dell’elaborazione dei dati, l’interpretazione e il suo giudizio risultante (Cohen, Manion e Morrison, 2018).

Donne che parlano di risultati statistici.

L’affidabilità

L’affidabilità è intesa come la consistenza o stabilità delle misurazioni quando un processo di misurazione viene ripetuto (Prieto e Delgado, 2010). È il grado in cui uno strumento di valutazione produce risultati coerenti misurando la stessa variabili nelle medesime condizioni.

Una procedura comune per ottenere l’affidabilità di uno strumento è misurare più volte la stessa variabile immutabile. Poiché ciò è complicato -difficilmente, ad esempio, l’ansia provata da un soggetto non vari-, in genere si confronta la misurazione ottenuta con lo strumento valutato con quella data da uno strumento che sappiamo essere affidabile.

Torniamo all’esempio della bilancia. Se pesiamo l’oggetto solo una volta, non possiamo affermare che la misurazione sia affidabile.

Ecco perché effettuiamo diverse misurazioni e se osserviamo che otteniamo valori molto diversi in ognuna, possiamo affermare che non è affidabile. Lo stesso avviene nella ricerca e con tutti gli strumenti da cui si ottengono misurazioni, come i test psicoattitudinali.

Differenze tra validità e affidabilità

Validità e affidabilità sono concetti strettamente correlati, ma diversi, poiché differiscono in quanto a finalità e aspetti.

Forniscono, pertanto, informazioni diverse sulla qualità della ricerca o dello strumento di misura. Vediamo nelle righe che seguono gli aspetti che li differenziano.

1. Misura

Una delle principali differenze tra validità e affidabilità è che la prima misura il grado in cui uno strumento di ricerca misura un dato elemento.

La seconda, invece, misura il grado in cui lo strumento di misurazione o di ricerca produce risultati coerenti quando si effettuano misurazioni ripetute.

2. A cosa sono associati?

La validità si riferisce all’applicabilità corretta o esatta dello strumento o della ricerca in una situazione. L’affidabilità è associata alla stabilità dei risultati dei test.

3. Scopo di validità e affidabilità

Un’altra differenza tra validità e affidabilità è che la validità si concentra sul risultato e l’affidabilità sulla coerenza dello stesso indipendentemente dal fatto che sia corretto o meno.

In altre parole, può esserci affidabilità senza validità. In una ricerca o un test possiamo ottenere risultati coerenti, sebbene ciò non implichi che siano corretti. Ma non possiamo avere risultati corretti senza che siano affidabili.

4. La domanda di ricerca

La validità chiede “questo strumento misura ciò che dovrebbe essere misurato?”. L’affidabilità è messa in dubbio “quanto è rappresentativa questa misurazione? Possiamo fidarci di lei?”.

Ogni domanda fa riferimento a un diverso oggetto di studio, quello della validità è precisione, quello dell’affidabilità, della coerenza o della stabilità.

Persone che fanno calcoli.

5. La valutazione

Validità e affidabilità differiscono nel modo in cui vengono valutate. L’affidabilità viene valutata verificando la coerenza dei risultati nel tempo, tra i diversi osservatori e tra le parti del test stesso.

Mentre la validità viene valutata controllando quanto bene i risultati corrispondano a teorie stabilite e altre misure dello stesso concetto.

Conclusioni su validità e affidabilità

La validità e l’affidabilità di uno strumento sono due proprietà diverse, ma prese insieme ci danno un’idea della qualità di quello strumento.

Il problema è che ottenere strumenti di misura affidabili e validi in psicologia è particolarmente costoso a causa della natura astratta del mezzo.

Questo costo rende difficile sviluppare uno strumento che non aggiunga una quantità significativa di errori ai risultati della ricerca. La buona notizia è che si sono registrati notevoli progressi.

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  • Cohen, L., Manion, L, y Morrison, K. (2018). Research methods in education (8ª Ed.). Routledge.
  • Hernández-Sampieri, R., Fernandez, C. y Baptista, M. (2014). Metodología de la investigación(6ª Ed.). McGraw-Hill Interamericana.
  • Prieto, G., y Delgado, A. R. (2010). Fiabilidad y validez. Papeles del psicólogo31(1), 67-74. https://www.redalyc.org/pdf/778/77812441007.pdf
  • Villasís-Keever, M. Á., Márquez-González, H., Zurita-Cruz, J. N., Miranda-Novales, G., & Escamilla-Núñez, A. (2018). El protocolo de investigación VII. Validez y confiabilidad de las mediciones. Revista Alergia México65(4), 414-421.