Violenza nella coppia: conseguenze psicologiche

· 12 giugno 2018

La violenza è un’esperienza sconvolgente per qualsiasi essere umano. Lascia sempre tracce difficili o in alcuni casi impossibili da cancellare. Ancor di più se viene perpetuato da qualcuno che si ama, ovvero quando si verificano episodi di violenza nella coppia.

Risulta necessario distinguere tra lesione psicologica e conseguenza psicologica. La prima è il frutto di un’azione violenta. L’insieme di sensazioni ed emozioni sperimentato subito dopo essere stati vittime del maltrattamento. Le conseguenze psicologiche, d’altra parte, sono le tracce che rimangono nella mente quando le lesioni psichiche non vengono trattate in modo adeguato.

“In qualsiasi relazione di coppia che tu possa avere, non ti merita chi non ti ama, e ancor meno chi ti ferisce. E se qualcuno ti ferisce ripetutamente senza cattive intenzioni, forse ti merita ma non ti si addice.”

-Walter Riso-

La violenza nella coppia e in famiglia sono le due forme di maltrattamento dall’impatto maggiore sulla vita di una persona. Il legame affettivo è profondo e per questo stesso motivo la situazione di abuso tende a durare per un lungo periodo di tempo. La cosa peggiore è che in molti casi la violenza è subdola e non viene ostacolata dal contesto sociale o culturale. In quel caso, non si riconosce nemmeno che esiste un problema che, dunque, si protrae nel tempo.

La violenza nella coppia

La violenza nella coppia si manifesta in molte forme. Una delle più violente e più dolorose è quella che comprende la violenza fisica. Tuttavia, esiste anche un insieme di atteggiamenti violenti che sono in apparenza quasi invisibili agli occhi degli altri.

Una donna che ridicolizza il ragazzo

La violenza nella coppia si esprime attraverso atteggiamenti come quelli indicati a seguire:

  • Scherno e ridicolizzazione dei valori, del fisico o delle opinioni della persona.
  • Segnalazioni costanti degli errori e messaggi per indicare che fa tutto male o che ha sempre dei difetti.
  • Manipolazione per far sentire la persona colpevole. Le si attribuisce il fatto di non rispondere alle aspettative e viene punita con il silenzio o con l’irritazione.
  • Negazione del maltrattamento.  Se la vittima cerca di parlare del tema, l’aggressore rifiuta di dialogare o non riconosce che le sue azioni causano danno.
  • Isolamento dagli amici e della famiglia. Questo include gelosia, critiche ad amici o parenti, rifiuto degli incontri sociali, etc.

In tutti gli atteggiamenti il punto in comune è il desiderio di controllo sul partner. L’aggressore cerca sempre di imporsi e di annullare l’altro, anche se lo fa in un modo non evidente. Infatti, non c’è bisogno di urlare né di dire parole pesanti per esercitare queste forme di maltrattamento.

Le conseguenze della violenza

La violenza nella coppia provoca conseguenze psicologiche in diversi ambiti della vita. Le tracce rimangono nel corpo, nella mente e nella vita sociale. Anche se ogni caso è diverso e ogni persona reagisce in modo diverso, le conseguenze sono più o meno le stesse.

Una donna avvolta da fili rossi

Le principali sono:

  • Conseguenze psicologiche. Riguardano soprattutto l’autostima. Chi ha poco amor proprio corre un rischio maggiore di cadere nelle mani di una persona che usa la violenza. Compaiono sensi di colpa e impotenza, come anche stati di ansia e di depressione.
  • Conseguenze fisiche. Le conseguenze fisiche più frequenti sono relazionate a disturbi del sonno, alterazioni digestive, mal di testa, ipertensione e disturbi respiratori.
  • Conseguenze sociali. Di solito la vittima si isola, smette di vedere i propri amici e, poi, i parenti, perché non si sente a suo agio e si vergogna. Ovviamente anche per non infastidire il partner, il quale è infastidito da questi incontri.

È importante aggiungere che per gli uomini la situazione di solito risulta essere un po’ più complessa. La società continua a essere molto maschilista e non è ben visto che un uomo possa essere maltrattato da una donna. Per questo motivo, gli uomini vittime di maltrattamento spesso nascondono questa loro condizione e sono persino restii ad ammetterlo a se stessi. Di conseguenza, sono più propensi ad ammalarsi e a sviluppare delle dipendenze come risposta al dolore che cercano di nascondere.

Che cosa si può fare?

Vivere una situazione di violenza nella coppia genera una grande confusione, soprattutto agli esordi. La cosa più comune è che inizino ad emergere forti ambiguità in quanto a sentimenti, atteggiamenti e pensieri. Si ama e si odia. Ci si sente irritati e, al contempo, si giustifica il comportamento del partner.

Non è mai facile affrontare una situazione in cui la persona che amiamo è anche una così grave fonte di dolore, al punto che probabilmente l’unica soluzione è lasciarla.

Un uomo distrutto

Per uscire da queste situazioni, che sono sempre molto nocive, la parte più difficile è certamente fare il primo passo. E il primo passo vuol dire accettare che si sta vivendo una relazione violenta. Una volta accettato questo, il passo successivo consiste nel capire che la situazione non scomparirà da sola e che, pertanto, è necessario chiedere aiuto. L’ideale sarebbe rivolgersi a uno psicoterapeuta, visto che forse sono coinvolti elementi molto profondi.