Violinista in metropolitana: l’esperimento di Bell

29 Agosto 2019
Il Washington Post ha voluto provare fino a che punto le persone sono capaci di riconoscere qualcosa di bello o sublime, quando la bellezza viene messa in competizione con la quotidianità. Purtroppo, ha dimostrato che guardiamo senza vedere davvero e sentiamo senza ascoltare.

Il violinista in metropolitana è stato un esperimento sociale messo in pratica per provare che guardiamo senza vedere davvero. È stato realizzato per la prima volta nel 2007 e ripetuto sette anni dopo. Il protagonista di quest’esperimento è stato il famoso violinista Joshua Bell ed è stato possibile dimostrare, in poche parole, che gli esseri umani sono inclini a ignorare la bellezza.

L’esperimento è stato organizzato dal giornale statunitense Washington Post. Ha avuto tutto inizio con una domanda: la bellezza è capace di catturare l’attenzione delle persone se presentata in un contesto quotidiano e in un momento inappropriato? In altre parole: le persone sono in grado di riconoscere la bellezza al di fuori del contesto in cui si aspettano di trovarla?

Il risultato finale del violinista in metropolitana ha dimostrato che, in realtà, guardiamo senza vedere e sentiamo senza ascoltare davvero. Probabilmente, ci lasciamo trasportare troppo dalle apparenze e siamo troppo presi da noi stessi per scoprire un diamante grezzo nascosto nel fango.

«Ogni cosa ha la sua bellezza, ma non tutti sanno coglierla.»

-Confucio-

Violino sul tavolo

Joshua Bell, il violinista in metropolitana

Joshua Bell è uno dei più grandi violinisti al mondo, nato in Indiana (Stati Uniti) nel 1967. Quando era molto piccolo, i suoi genitori lo scoprirono mentre riproduceva il suono del pianoforte, che suonava la madre, con degli elastici di gomma. Aveva solo 4 anni. Suo padre gli comprò un violino e a 7 anni il piccolo Joshua tenne il suo primo concerto.

La caratteristica principale di Joshua Bell è il suo amore per la musica classica e crede fermamente che la musica deve essere alla portata di qualsiasi pubblico. A differenza di molti professionisti, non pensa che la musica classica sia adatta solo a determinati ambienti o per un pubblico colto.

Bell ha partecipato a Sesamo apriti, programma televisivo educativo statunitense per bambini diventato famoso per la partecipazione dei pupazzi Muppet; è autore di diverse colonne sonore di film commerciali, ha eseguito la colonna sonora del film Il violino rosso e ha fatto da controfigura del protagonista in varie scene.

È per tutti questi motivi che il Washington Post lo ha ritenuto il candidato perfetto per il suo esperimento sociale.

L’esperimento sociale del violinista in metropolitana

Joshua Bell doveva suonare il violino in una delle stazioni della metropolitana più frequentate della città di Washington, all’ora di punta. Bell volle interpretare alcuni brani di musica classica con il suo violino Stradivarius, valutato in più di 3 milioni di dollari.

Gli ideatori dell’esperimento avevano previsto che si sarebbero fermate ad ascoltarlo fra le 75 e le 100 persone. E che, durante l’ora in cui avrebbe suonato, Bell avrebbe guadagnato almeno 100 dollari. Pensate che tre giorni prima Bell aveva dato un concerto in cui il pubblico aveva pagato 100 dollari per una poltrona in galleria.

La data scelta per l’esperimento fu il 12 gennaio 20017, alle 7:51 di mattina. Joshua Bell si presentò con una maglietta a maniche lunghe, un paio di jeans e un cappello con visiera. Iniziò a interpretare un brano di Johan Sebastian Bach, poi passò alla sua interpretazione magistrale dell’Ave Maria di Schubert e continuò con altri pezzi.

Non trascorse molto tempo prima di notare che le persone guardano, ma senza vedere, e sentono, ma senza ascoltare davvero.

Suonare il violino

Guardiamo e sentiamo, ma senza prestare attenzione

Il ragazzo prodigio del violino suonò per un totale di 47 minuti, durante i quali passarono 1097 persone. Con gran sorpresa di tutti, solo 6 persone si fermarono ad ascoltarlo. E in totale guadagnò 32 dollari e 17 centesimi per la sua performance. Joshua Bell disse che la cosa più frustrante fu terminare le sue interpretazioni e constatare che nessuno applaudiva.

Solo una donna lo riconobbe, mentre un uomo si fermò ad ascoltarlo per 6 minuti. Era un ragazzo di 30 anni che si chiamava John David Mortensen, funzionario del dipartimento energetico dello Stato. Quando venne intervistato, in seguito, disse che gli unici classici che conosceva erano quelli rock. Tuttavia, la musica di Bell gli sembrò sublime e per questo si fermò ad ascoltarlo. Disse: «Mi sentii invaso da una sensazione di pace».

La maggior parte dei passanti si mostrò completamente indifferente allo spettacolo: ecco la prova del fatto che, in generale, le persone guardano senza vedere e sentono senza soffermarsi ad ascoltare davvero. Per Bell, fu davvero straziante sentirsi così ignorato. Per questo, sette anni dopo, tornò a suonare nello stesso posto, ma preceduto da una grande pubblicità.

Stavolta si riunirono centinaia di persone intorno a lui. Il suo obiettivo era quello di avvicinare i giovani alla musica classica organizzando un piccolo concerto didattico. Dispiaciuto dell’esito del primo esperimento, e del fatto che così tante persone erano incapaci di riconoscere una cosa bella, si impegnò per colmare questo vuoto e dare il suo contributo.

  • García-Valdecasas Medina, J. I. (2011). La simulación basada en agentes: una nueva forma de explorar los fenómenos sociales. Revista Española de Investigaciones Sociológicas (REIS), 136(1), 91-109.