Scegliamo noi se vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno

10, agosto 2017 in Psicologia 426 Condivisi

“Dovresti vedere il bicchiere mezzo pieno!” oppure “Vedi sempre il bicchiere mezzo vuoto!”. In questo articolo analizzeremo questo modo di dire molto comune. Se ci addentriamo nel profondo di questa espressione, troviamo la giusta motivazione per cambiare il nostro punto di vista. Non sembra una cattiva idea, vero?

In questo senso, la psicologia positiva si occupa dello studio del benessere personale e della salute in diversi contesti avversi. Questa disciplina tiene conto di diverse variabili, come la salute, il benessere e la prevenzione di malattie fisiche e mentali. Si è diffusa a partire dalla fine del XX secolo grazie a Martin Seligman, ex direttore dell’American Psychological Association (APA), insieme ad altri professionisti del settore.

Cambia il tuo punto di vista! Scommetti sul bicchiere mezzo pieno

Abbiamo un grande potere su noi stessi, siamo noi ad avere il controllo dei nostri comportamenti e, soprattutto, dei nostri pensieri. A volte, però, la cosa più semplice è lasciarci trasportare dal primo pensiero che ci viene in mente e che va nella direzione opposta a quella che dovremmo seguire. Sarà capitato di sicuro anche a voi.

I pensieri di questo genere, negativi per l’effetto che producono, spesso dipendono dalla stanchezza accumulata dopo una giornata di lavoro, da problemi familiari o da preoccupazioni personali. Tuttavia, i pensieri negativi sarebbero un mero fatto mentale aneddotico se li ignorassimo, invece di seguirli fino al precipizio, una sorta di cimitero degli elefanti dove si riproducono.

E se invece di concentrarci sui pensieri negativi ci lasciassimo guidare da quelli positivi? Se invece di vedere il bicchiere mezzo vuoto iniziassimo a vederlo mezzo pieno? Cambiare prospettiva è molto più semplice di quanto non si creda. Una volta generato il primo pensiero positivo, questo ci condurrà irrimediabilmente in un luogo del tutto diverso dal cimitero degli elefanti, dove ci saranno altri pensieri simili.

Sono pensieri che si alimentano a vicenda e che sopravvivono per inerzia.

Il semaforo rosso

Adesso provate a chiudere gli occhi e ad immaginare questa situazione. Ogni volta che siete di ritorno a casa in macchina, trovate il semaforo rosso. Tutte le volte è rosso, come se lo facesse apposta per infastidirvi. Ovviamente arrivate più tardi a casa, già stanchi dopo una giornata in ufficio che per di più potete raggiungere solo in auto.

Un giorno tornate a casa in compagnia di un amico. Quando ormai siete vicini al semaforo, iniziate a dire: “Un’altra volta il semaforo rosso! Non so come mai, ma non riesco mai ad arrivare quando è verde”. Il vostro amico vi sorride e dice: “Io sono contento che sia rosso, invece! Tu pensi solo a ciò che hai davanti, il semaforo rosso. Se ti guardassi intorno, vedresti il mare e un tramonto meraviglioso!”.

In quel preciso momento vi rendete conto che, in una stessa situazione, ognuno presta attenzione a elementi diversi, ognuno con una prospettiva diversa. Il semaforo rosso per alcune persone può essere fonte di stress e lamentele, mentre per altre è un’occasione per fermarsi ad ammirare il mare o il paesaggio oppure per godersi la compagnia di un amico o il programma in onda alla radio.

Sono queste ultime a vedere il bicchiere mezzo pieno. Semplicemente guardano oltre quello che hanno davanti, si godono il momento che stanno vivendo senza anticipare future conseguenze negative.

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