Vivere senza desiderio, quando l’apatia si impossessa di noi

27 Novembre 2019
La tristezza, l'apatia o la svogliatezza sono tutti sintomi che indicano che qualcosa non va. Tuttavia, molte persone portano addosso questi fardelli senza far nulla al riguardo, senza comunicare e senza chiedere aiuto. Ma perché nascondono quello che provano? Cosa possiamo fare se siamo noi a trovarci in questa situazione?

Vivere senza desiderio è il riflesso globale dell’apatia e della demotivazione nei confronti delle aspettative sul presente e il futuro. Svegliarsi ogni giorno in tale stato, può trasformarsi in un vero calvario. Una salita che ci risulta sempre più ripida per via dell’inerzia che governa il nostro stato mentale.

Non dimentichiamo che vivere senza desiderio vuol dire dedicare tempo alle attività pur con la sensazione di non avere la forza per eseguirle. In un certo senso, si deve compiere uno sforzo extra, a causa della zavorra, per raggiungere obiettivi poco dispendiosi (fare colazione, vestirsi, fare la doccia…). D’altra parte, l’apatia è così forte che diventa quasi impossibile prendere iniziative.

“Il contrario dell’amore non è l’odio ma l’apatia.”

-Leo Buscaglia-

Donna apatica

Vivere senza desiderio, in silenzio

L’apatia passa spesso inosservata, giacché si tende a sostituire la mancanza di motivazione con lo sforzo. Il contesto familiare e la cerchia di amici della persona che vive in una spirale di apatia potrebbe non accorgersi del dolore che prova. Potremmo pensare: ma come facciamo a sapere se è afflitta da apatia costante se si comporta come sempre?

Questo è un punto importante. Spesso non diamo importanza allo stato emotivo delle persone che ci stanno accanto, proprio per l’assenza di segnali evidenti. La persona continua a svolgere il suo lavoro, adempiere agli obblighi familiari e agli incontri sociali. Potremmo persino intravedere il riflesso di un sorriso sul suo volto; tuttavia, dentro di lei, non esiste entusiasmo.

“La tristezza è anche un tipo di difesa.”

-Ivo Andric-

Di fronte all’apatia, evitate i luoghi comuni

Quando qualcuno ci dice come sta, come si sente, tendiamo spesso a cadere nel cliché del: «non è niente», «vedrai che passa», «succede a tutti», «fatti forza», «non dargli troppa importanza». Sebbene la nostra intenzione sia positiva, per la persona che vive senza desiderio, ascoltare le classiche frasi motivanti potrebbe non essere per nulla confortante. Al contrario, la sensazione di non essere compresa potrebbe indurla a chiudere il canale della comunicazione.

Quindi, cosa bisogna fare se qualcuno ci dice di provare un forte stato di apatia? Ebbene, quella persona potrebbe effettivamente aver bisogno del nostro supporto e di ascolto attivo: sentirsi capita, comprendere cosa le sta accadendo, essere lì presenti con lei. Potrebbe esserle di conforto esprimere cosa significa per lei vivere senza desiderio e dover ricorrere alla volontà per compiere ogni attività.

«Lo sconforto è la pietra che inevitabilmente dovrai calpestare per attraversare il fiume. Potresti anche cadere, ma puoi sempre rialzarti e nuotare per compiere la traversata.

-Anonimo-

Uomo che abbraccia la compagna

Oltre l’apatia

Vivere senza desiderio, in modo apatico, può avere una componente fisiologica, come affermato da un gruppo di ricerca. Gli studiosi correlano la demotivazione e l’apatia a specifici circuiti cerebrali che in certi casi possono mostrare delle anomalie nel funzionamento. È probabile che dietro l’apatia si celino condizioni che vanno ben oltre le circostanze esterne.

A sua volta, l’apatia potrebbe nascondere patologie e disturbi psicologici sottostanti, come la depressione maggiore o la distimia. Alla luce di ciò, uno dei primi passi per superare questo stato è quello di escludere le problematiche mediche (fattori causali ormonali e organici) e/o psicologiche.

Lasciando da parte l’origine dell’apatia, è importante cercare sostegno. Possiamo rivolgerci alla famiglia e agli amici, oppure a un professionista specializzato, giacché spesso la sofferenza ci travolge a tal punto che abbiamo bisogno di un aiuto esterno per superarla.

“Se non hai imparato dalla tristezza, non puoi apprezzare la felicità.”

-Nana Mouskouri-

  • Marin, R. S. (1991). Apatía: un síndrome neuropsiquiátrico. J Neuropsychiatry Clin Neurosci 3, 243- 254.
  • Toates, F. (1986). Sistemas motivacionales. Cambridge. Cambridge Univ. Press.