Wabi Sabi, la bellezza dell’imperfezione

2 Aprile 2019
Il Wabi Sabi si riferisce anche a concetti più profondi e interiori come l'umiltà, la semplicità e la solitudine. Un modo di vivere in pace con se stessi e con l'ambiente.

Il Wabi Sabi è un concetto Zen che richiama la capacità di vedere la bellezza nell’imperfezione. È una filosofia orientale che ha molto successo in Occidente. Non solo come strumento per la crescita personale, ma anche come via per il perseguimento di un’esistenza piena e felice.

È l’arte dell’armonia e del benessere nell’imperfezione, è la capacità di trovare la bellezza anche nelle cose semplici. Secondo Leonard Koren, autore di Wabi-sabi per artisti, designer, poeti e filosofi, si riferisce a tutto ciò che riguarda la bellezza tradizionale giapponese e in particolare alla ricerca della bellezza nelle cose imperfette e incomplete. Wabi Sabi è, in breve, l’accettazione del non convenzionale.

È importante ricordare che questo concetto non si riferisce solo a fattori esterni, ma anche a concetti più profondi e interiori come l’umiltà, la semplicità, la solitudine e persino l’abbandono. Definisce un modo di vivere in pace con se stessi e con l’ambiente, a partire dalla semplicità del quotidiano.

Origine del concetto Wabi Sabi

Wabi Sabi trae origine dal concetto buddista dei tre segni dell’esistenza, in cui si afferma che tutto ciò che accade in natura è soggetto a tre caratteristiche fondamentali: il non-sé, l’impermanenza e la sofferenza.

È opportuno sottolineare che è anche uno schema estetico paragonabile ai canoni della bellezza per gli occidentali, ma che, tuttavia, non ha nulla a che fare con essi.

Donna con farfalla sulla spalla

L’origine etimologica della parola “wabi” si riferisce alla frugalità e alla moderazione che contrasta l’ostentazione e il lusso. Più precisamente, è l’opposto della stravaganza e dello spreco. Mentre la parola “sabi” si riferisce alla serenità e alla tranquillità che derivano dall’età o dalla maturità intellettuale.

Pertanto, il Wabi Sabi sottolinea la bellezza nell’imperfezione, la grandezza nella semplicità, ma senza sottovalutare la decadenza del mondo in cui la tristezza e la desolazione si fondono in una malinconia assoluta.

Kintsukuroi, quando riparare un oggetto lo rende più forte e bello

È possibile ravvisare una relazione tra il concetto del Wabi Sabi e la tecnica giapponese chiamata Kintsukuroi, che consiste nella riparazione degli oggetti unendo i pezzi con l’oro. In questo modo, oltre a impreziosirli, li si rende più resistenti di prima.

Ciò vale anche per un’anima che ha subito una ferita profonda o un affronto così grande da portare alla disintegrazione dell’Io. La filosofia del Kintsukuroi insegna che le avversità possono essere un’occasione per diventare persone più forti e più belle, dato che le cicatrici delle avversità sono un modo per ricordare che, nonostante la sofferenza e la sfortuna, l’individuo ha sempre la capacità di rinnovarsi in maniera integrale grazie al potere della resilienza.

La resilienza

In psicologia, la resilienza fa riferimento alla capacità di affrontare una situazione avversa uscendone rafforzati. La persona scopre dentro di sé risorse che non conosceva e che la aiutano a rimettersi in sesto dopo un evento traumatico.

Per l’individuo resiliente, un problema o una crisi diventano una sfida, un’opportunità per crescere e favorire il proprio sviluppo personale. Trasmutare il dolore nella forza necessaria a raggiungere nuovi obiettivi, andare avanti e ritrovare l’equilibrio.

Fiore che cresce nell'asfalto

Trovare la via d’uscita in ogni avversità della vita e recuperare la pace con se stessi e con gli altri sono capacità eccezionali dell’essere umano. Così come riconoscere che i limiti esistono finché si crede in essi o che per ottenere ciò che sembrava impossibile è necessario semplicemente lavorarci ogni giorno.

E soprattutto la capacità di non farsi sopraffare dai problemi, stabilendo obiettivi chiari e credendo nelle proprie forze e nella loro realizzazione nonostante le difficoltà.

Infine, riconoscere di vivere in un mondo caotico, finito e complesso, e nonostante tutto essere felici, è fondamentale per godersi la vita. Senza necessariamente anticipare le sofferenze che l’esistenza stessa porta con sé.