Abraham Maslow, padre della psicologia umanistica

· 7 novembre 2018
Abraham Maslow iniziò a coltivare un'intelligenza acuta che lo distingueva dagli altri studenti.

Abraham Maslow è uno dei nomi più importanti nella storia della psicologia. È considerato il padre della cosiddetta psicologia umanistica, una corrente di pensiero che si colloca tra la psicoanalisi e il comportamentismo e che ha avuto una grande influenza sullo sviluppo della psicologia.

Abraham Maslow, figlio di immigrati ebrei, nacque a Brooklyn, New York (Stati Uniti), l’1 aprile 1908. La sua non fu un’infanzia facile, in quanto vittima di discriminazione in diverse occasioni. Forse fu questo che lo spinse a studiare la mente umana in determinate circostanze.

Lo stesso Marlow dichiarò di non essere mai stato un bambino felice. Le difficoltà per farsi accettare stimolarono la sua creatività e la biblioteca divenne la sua seconda casa. Sommerso dai libri, iniziò a coltivare un’intelligenza acuta che lo distingueva dagli altri studenti.

Un musicista deve fare musica, un artista deve dipingere, un poeta deve scrivere. Ciò che un uomo può essere deve esserlo.

Abraham Maslow

Abraham Maslow da giovane

La formazione di Abraham Maslow

All’inizio Abraham Maslow era convinto di dover studiare legge, dunque si iscrisse a Giurisprudenza, ma poi si accorse che il suo vero interesse era la psicologia. Decise così di lasciare New York e di iniziare la sua carriera all’Università del Wisconsin.

La sua vita cambiò radicalmente. Si sposò con una cugina più grande di lui e conobbe quello che sarebbe diventato il suo mentore, Harry Harlow. Cominciò a realizzare i primi studi sui primati, interessato al loro comportamento sessuale e alle relazioni di potere nel gruppo.

Tornò a New York e lavorò come docente presso la Columbia University. Conobbe Edward Thorndike e Alfred Adler. Quest’ultimo, molto vicino a Sigmund Freud, divenne il suo secondo mentore.

Marlow lavorò anche al Brooklyn College della New York University. Quegli anni furono particolarmente prolifici per lui. Conobbe Erich Fromm e Karen Horney, due figure importantissime nel mondo della psicologia che arricchirono enormemente il suo pensiero.

Le rivoluzionarie teorie di Maslow

Abraham Maslow fu soprattutto un grande osservatore e un appassionato ricercatore. Oltre a voler comprendere il comportamento umano, puntava a trovare i mezzi con cui aiutare gli altri a realizzarsi. Nella sua tesi di laurea aveva elaborato una teoria iniziale che chiamò Gerarchia dei bisogni di Maslow.

Gerarchia dei bisogni o piramide di Maslow

Con il tempo, la gerarchia sociale divenne la Piramide dei bisogni di Maslow. Racchiude i punti principali della teoria dello psicologo: postula l’esistenza di una serie di bisogni comuni a tutti gli esseri umani che partono dai più basilari fino a quelli più astratte.

Secondo lo schema di Maslow, alla base vi sono i bisogni fisiologici. A seguire, in direzione ascendente, i bisogni di sicurezza, appartenenza, autostima e, al vertice, di auto-realizzazione.

L’importanza di Maslow nella psicologia

All’inizio le teorie di Maslow non ottennero grande consenso. Alcuni psicologi dell’epoca, appartenenti alla corrente del comportamentismo, le trovavano poco rigorose in termini scientifici. Ritenevano che fossero più affini all’umanesimo che alla psicologia in senso stretto.

La corrente psicanalitica non condivideva il pensiero di Maslow perché troppo lontano da quello di Freud. Tuttavia, lo stesso Maslow riconobbe la validità delle teorie di Freud, ma credeva che non fossero sufficienti a spiegare il comportamento umano. A suo parere, infatti, Freud aveva approfondito solo il comportamento nevrotico, perciò avrebbe dovuto completare gli studi sul comportamento sano.

Nonostante il dissenso iniziale, a poco a poco la teoria di Abraham Maslow iniziò ad attirare l’attenzione dei contemporanei. L’idea secondo cui noi esseri umani abbiamo dei bisogni strutturati e che il nostro benessere è condizionato da come organizziamo questi bisogni in base alla priorità che vi attribuiamo cominciò ad affascinare anche intellettuali esperti di altre discipline, come la sociologia, l’antropologia e il marketing.

Nel 1967 l’American Humanist Association nominò Maslow “umanista dell’anno”. Lo psicologo non abbandonò mai l’insegnamento, ma negli ultimi anni vi si dedicò solo occasionalmente. Altri progetti assorbivano la sua attenzione e il suo tempo, anche se non riuscì a portarli a termine. Morì nel 1970. Le sue teorie costituiscono oggi le basi formali della corrente umanista.