Acinetopsia o cecità al movimento

L'acinetopsia è l'incapacità di percepire il movimento. Chi ne soffre fa fatica a svolgere persino attività molto semplici come attraversare la strada. Scoprite le caratteristiche di questa patologia e come influisce sulla vita di chi ne soffre.
Acinetopsia o cecità al movimento

Ultimo aggiornamento: 18 dicembre, 2020

Immaginiamo che un giorno qualunque ci svegliamo, apriamo il frigo, prendiamo il latte e lo versiamo nella tazza. Una volta piena, smettiamo di versare. Fin qui, tutto normale. Adesso cambiamo scenario: iniziamo a versare il latte, ma non esce nulla. Continuiamo a versarlo, ma non vediamo il liquido uscire dalla bottiglia…finché d’improvviso la tazza è ricolma e il latte si riversa sul tavolo. Come è possibile? Cosa è successo? Benvenuti nel mondo dell’acinetopsia.

L’acinetopsia è l’incapacità di percepire gli oggetti in movimento. Si tratta di un’agnosia visiva. Come descrivono Arnedo, Bembibre e Triviño (2012), un’agnosia visiva è “un’alterazione nel riconoscimento visivo degli oggetti (o delle caratteristiche concrete dello stimolo come il colore o il movimento), dove si preservano tuttavia altre capacità visive, come l’acuità o la distinzione figura-sfondo, oltre ad altre funzioni principali”.

Le persone affette da acinetopsia vedono il mondo in fotogrammi; ciò provoca grandissime difficoltà nello svolgimento di attività semplici come attraversare la strada. Non si è in grado, di fatto, di vedere una macchina in movimento, che viene vista in un punto e poi in un altro.

Nel migliore dei casi si intuisce la transizione (velocità), ma non percependo il movimento non si sa con esattezza in che punto si trova il veicolo in un momento dato. Per questo la persona rischia di essere investita.

Tornando all’esempio del latte, il trucco è introdurre un dito nella tazza così da accorgersi quando il latte raggiunge il bordo. In altri casi, non esistono escamotage validi. Una persona con acinetopsia non può guidare. Se conoscete una persona con questa patologia, non potete lanciarle nulla sperando che lo afferri al volo: è più probabile che l’oggetto finisca per colpirla.

Chi è affetto da acinetopsia non è in grado di unire le sequenze di immagini in scorrimento.

La vista  a fotogrammi di una persona con acinetopsia.

Tipi di acinetopsia

Fine o discreta

È il tipo più diffuso. Il movimento è percepito come una serie di fotografie disposte in sequenza, molto vicine tra di loro. Questo consente alla persona di ricostruire il movimento con discreta precisione.

Nell’esempio della tazza, anziché vederla improvvisamente piena, il soggetto la vede riempirsi a scatti, attraverso immagini statiche. Non è il tipo di acinetopsia più invalidante, ma è comunque fastidiosa.

Macroscopica

È meno frequente, ma più grave. La cecità al movimento è totale. Il paziente che ne soffre passa dal momento in cui la macchina è lontana, a quello in cui è vicina, perdendo le informazioni visive del movimento da un’immagine all’altra.

Ne consegue che è incapace di prevedere come o dove si muoverà un oggetto esterno a sé. Può persino assistere a “strane sparizioni”.

Immaginiamo che una persona con acinetopsia macroscopica si trovi nel salotto di casa sua, e un’altra persona arriva lentamente. Il soggetto affetto dalla patologia, molto probabilmente, se la troverà davanti all’improvviso . Questa forma è altamente limitante.

Dov’è il problema?

Le informazioni visive si muovono in avanti (feedforward), ossia dalla retina al talamo e da qui alla corteccia occipitale. Via via che si allontanano dal ricevente, la complessità computazionale delle informazioni aumenta. Ma queste informazioni vengono processate anche all’indietro (feedback).

Questo processo opposto, come segnala Javier Cudeiro (2008) dell’Università di A Coruña, “si stabilisce mediante le connessioni di ritorno del cervello tramite cui una determinata area può influire (o modulare) l’attività di aree precedenti dell’apparato visivo”.

“Il senso della vista nell’uomo funziona come una videocamera, capta un gran numero di immagini che, riprodotte a una velocità continua, genera la sensazione di continuità e movimento. Nei pazienti affetti da acinetopsia non esiste questa sensazione e le immagini sono viste separatamente”.

Cudeiro afferma che si tratta di una scoperta fondamentale e come esempio segnala la corteccia temporale mediale, area chiave per la percezione del movimento e la sua direzione. Lesioni di questa regione o la microstimolazione elettrica hanno permesso di rilevare gravi deficit come l’acinetopsia.

Álvarez e Masjuan (2015) affermano che “l’acinetopsia si presenta a seguito di lesioni bilaterali del lobo parietale (ci sono casi descritti di lesioni unilaterali) generalmente con causa ischemica o traumatica”.

Il cervello umano.

Conclusioni sulla acinetopsia

L’acinetopsia è un’agnosia visiva in piena fase di studio: sono ancora molti i tasselli mancanti per una comprensione completa del fenomeno. Ogni piccolo passo avanti, tuttavia, presuppone un enorme aiuto per i pazienti che soffrono di questo problema, e la cui qualità della vita è inferiore alla norma.

Álvarez e Masjuan segnalano che “l’individuo ha la sensazione che gli oggetti saltino da una parte all’altra senza un movimento continuo e fluido, apparendo e scomparendo in punti diversi”. Come dev’essere vivere un giorno nei panni di una persona affetta da questa agnosia?

Gli stessi autori indicano anche che in questo scenario si fa fatica anche a capire se un oggetto si avvicina o si allontana. Come capire se una macchina sta arrivando o andando via? Come muoversi in un mondo in costante movimento?

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